Orti e giardini botanici montani

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GIARDINO BOTANICO ALPINO "ALPINIA", STRESA

Il "Giardino Botanico Alpinia" è situato sulle colline sovrastanti Stresa, sul Lago Maggiore, con una vista incomparabile sul Golfo Borromeo. Situato in una zona panoramica unica, il Giardino si estende su una superficie di circa 40.000 mq. con una balconata con un'ampia vista sul Lago Maggiore, le Isole Borromee e sulle cime circostanti, tra cui le principale vette della Val Grande ( M. Togano 2301 m, Cima Laurasca 2193 m, M. Pedun 2111 m), il Monte Zeda (2156 m), il Gruppo dell'Adula, il Disgrazia (3678 m) le Grigne, il M. Legnone (2609 m). Il "Giardino Botanico Alpinia" fu istituito nel 1934 con formale atto presso il Comune di Stresa, da Igino Ambrosiani e Giuseppe Rossi e fino al termine del periodo fascista si chiamerà "Duxia". Henry Correvon, fondatore nel 1889 del Giardino alpino "La Linnea" in Val d'Entremont (Svizzera), in una conferenza tenuta a Milano nel 1934 presso l'Aula Magna del liceo Beccaria, affermò: "Ho visto dove Duxia nasce, ho visto molti bei luoghi d'Europa e d'America, dichiaro che il belvedere dell'Alpino è il più bello del mondo. Mi hanno detto che esagero, nego l'esagerazione".
La specializzazione principale di Alpinia è costituita da specie botaniche provenienti dal piano alpino e subalpino delle Alpi.

http://www.giardinoalpinia.it/

 

GIARDINO BOTANICO "LORETO GRANDE"

Giardino Botanico dedicato allo studioso marsicano Loreto Grande, collocato a Villavallelonga (AQ) all'interno del Parco Nazionale d'Abruzzo (tel. 39 0863949261)

http://www.horti.unimore.it/CD/loretogrande/loretograndehome.html



GIARDINO BOTANICO DELLE ALPI ORIENTALI, M. FAVERGHERA
Il giardino botanico "F. Caldart" di Monte Faverghera si trova sul versante settentrionale dell'omonimo monte, nel settore orientale delle Prealpi Bellunesi. L'altitudine è tra i 1400 ed i 1600 m slm e la sua estensione è di 6,25 ettari. Il Giardino Botanico di Monte Faverghera è impostato su una caratteristica "fascia di transizione" che segna il passaggio dalle forme arboree alle praterie d'alta quota. Essa è contraddistinta da folte macchie di rododendro nano. Una forte presenza di salici, soprattutto Salice Stipolato e Salice Waldstein, sottolinea la marcata umidità del clima locale: La Riserva Monte Faverghera, grazie alla varietà degli ambienti che vi si riscontrano, permette un'ampia visione delle varie associazioni vegetali presenti lungo l'arco delle Alpi Orientali. Sono infatti presenti piante della boscaglia subalpina, paludi e sorgenti alpine, popolamenti torbicoli, piante dei pascoli e delle prateria alpine dei ghiaioni e dei macereti, delle vallette nivali e delle rupi. All'interno delle singole associazioni si possono vedere i più importanti endemismi delle Alpi Orientali: primule, sassifraghe, androsaci, genziane, ecc. e capire i delicati meccanismi e gli adattamenti che ne permettono la sopravvivenza nel difficile ambiente alpino.

http://www.dolomiti.it/ita/natura/giardinobotanico/dx.htm
http://it.wikipedia.org/wiki/Giardino_botanico_delle_Alpi_Orientali
http://www.webdolomiti.net/Nevegal/botanico.htm



GIARDINO ALPINO "ANTONIO SEGNI" , TAIBON AGORDINO, BELLUNO

Il Giardino Alpino "A. Segni" si trova ai piedi del Gruppo della Civetta, sul versante meridionale delle Dolomiti Bellunesi, dominato dalle imponenti ed eleganti pareti della Cima Busazza (m.2.891), della Torre Venezia (m.2.336) e della Torre Trieste (m.2.445). Situato nel territorio del comune di Taibon Agordino, in prossimità del Rifugio Vazzoler, a quota 1.714 metri s.l.m., è di facile accesso seguendo uno dei tanti sentieri della zona ed in particolare seguendo la strada che da Listolade si addentra nella Val Corpassa. Oltre alle citate vette del Gruppo della Civetta, dal Giardino è possibile avere una splendida veduta del versante occidentale del Gruppo della Moiazza. Da sempre questi luoghi hanno rappresentato le mete preferite da parte di numerosi amanti della montagna, di escursionisti e di provetti rocciatori. E proprio dall'esigenza di offrire un nuovo servizio alle numerose persone che quotidianamente, durante il periodo estivo in particolare, frequentano queste zone, nel 1963, in seno alla Sezione di Conegliano del CAI, nacque l'idea di realizzare un Giardino Alpino. Il Giardino Alpino, intitolato al Presidente Antonio Segni, venne inaugurato nel giugno 1968 sul terreno di proprietà della famiglia Favretti. La sua gestione fu affidata dapprima alla Sezione di Conegliano del CAI, successivamente alla Comunità Montana Agordina ed attualmente al Servizio Forestale Regionale di Belluno.

http://www.caiconegliano.it/TAM/Giardino%20Segni.htm



ORTO BOTANICO DI BERGAMO "LORENZO ROTA"

L' Orto Botanico è un'istituzione municipale inaugurata nel 1972 dovuta all'opera meritoria dei due principali promotori, l'ingegnere capo del Servizio Giardini Luciano Malanchini e Guido Isnenghi, agrotecnico attento conoscitore della flora locale e dotato di una spiccata sensibilità estetica; entrambi contribuirono alla promozione dell'Associazione Internazionale Giardini Botanici Alpini (A.I.G.B.A.) che ebbe sede per diversi anni presso l' Orto Botanico di Bergamo. L'impostazione originaria seguiva idee innovative poiché mirava a ricostruire ambienti naturali autoctoni locali, intento sottolineato dalla denominazione originaria, Giardino Botanico Bergomense e dalla intitolazione a Lorenzo Rota (1855-1918), il primo descrittore della flora della provincia di Bergamo.
Una particolare attenzione era dedicata alle specie alpine sia calcofile che acidofile, tanto che l'Orto Botanico per diversi anni è stato considerato quasi esclusivamente come un giardino botanico alpino.
Dopo un periodo di crisi gestionale coincisa con l'assenza di personale avente competenze botaniche e con la chiusura al pubblico tra il 1983 ed il 1987, è iniziata nel 1989 la collaborazione con il Museo Civico di Scienze Naturali che, con il proprio conservatore botanico, ha permesso il recupero di rigore espositivo e coerenza scientifica; per un decennio l'Orto è stato parte integrante del Museo stesso.

http://ortobotanico.comune.bergamo.it/



ARBOTETUM APPENNINICUM DELL'UNIVERSITÀ DI CAMERINO

L'Arboretum Apenninicum è stato fondato nel 1990 per iniziativa di Franco Pedrotti su un'area di 9 ettari situata in località Tuseggia presso Camerino e ottenuta in comodato dalla Comunità Montana "Zona I" - Alte valli del Fiastrone, Chienti e Nera con sede a Camerino. Scopo dell'arboreto è quello dell'acclimatazione in esso di specie arboree ed arbustive dell'Appennino e di altre parti del mondo.

http://web.unicam.it/botanica/arboretum.htm



GIARDINO DELLA FLORA APPENNINICA DI CAPRACOTTA (ISERNIA)

Costituito nel 1963 come Campo Sperimentale per le Piante Officinali, il Giardino della Flora Appenninica di Capracotta, posto a 1500 s.l.m., è fra i più alti d'Italia. Si fregia del simbolo dell'Acero di Lobelius, albero esclusivo dei boschi montani. Si estende per oltre 10 ettari fino ai margini di un bosco di abete bianco, estremo lascito dell'era quaternaria. Nel 1997 l'Amministrazione comunale di Capracotta stipulò una convenzione con l'Università del Molise-Facoltà di Scienze, affinché il Giardino potesse usufruire del supporto scientifico indispensabile per un rilancio delle attività, finalizzate alla didattica, alla ricerca e all' ecoturismo. L'intensa e proficua attività che seguì alla stipula della convenzione convinse il Comune della necessità di dotare il Giardino dell'autonomia gestionale e finanziaria. Nel 2003 venne pertanto costituito un Consorzio con l'Università del Molise, a cui si è aggiunta nel 2005 la Regione Molise. Il Giardino è un Orto Botanico Naturale, in cui vengono conservate e tutelate le specie vegetali della flora autoctona dell'Appennino centro-meridionale. Grazie alle diverse caratteristiche del terreno, ospita numerosi habitat naturali dal palustre al rupicolo, dalla faggeta all'arbusteto. Rappresenta un inestimabile bene per la comunità, un'opportunità straordinaria offerta a tutti per avvicinarsi al mondo delle piante, un laboratorio didattico all'aperto nonché un prezioso strumento di indagine per i gruppi di ricerca di discipline Ecologiche dell'Università del Molise, che conducono da tempo studi sulla conservazione della biodiversità.

http://www.capracotta.com/node/636
http://regione.molise.it/korai/01ambiente/01ambientemenu/10patrimonionaturaledelmolise/
02areenaturalistiche/capracotta-giardinofloraappenninica.html





ORTO BOTANICO DI MONTE MARCELLO

L'orto botanico di Monte Marcello sorge sulla vetta di Monte Murlo (365 m.s.l.m.) nel territorio del Caprione, il sistema collinare che divide il golfo della Spezia dalla pianura del fiume Magra. L'area prescelta è di notevole pregio floristico.
Le sezioni nelle quali è diviso l'orto sono rappresentative di alcune delle coperture vegetali che si ritrovano nel Caprione. La visita si svolge secondo un percorso guidato che permette di osservare le specie presenti nelle diverse sezioni.

http://www.parcomagra.it/ortobotanico.asp



GIARDINO BOTANICO ALPINO DI CAMPO IMPERATORE

Il Giardino Botanico Alpino di Campo Imperatore, localizzato ad una quota di 2117 m, si trova nel cuore del Parco Nazionale Gran Sasso e dei Monti della Laga. Fondato nel 1952 dal botanico Vincenzo Rivera per coltivare e studiare le più importanti entità floristiche del massiccio montuoso del Gran Sasso d'Italia, costituisce oggi un patrimonio nazionale molto apprezzato nel panorama culturale naturalistico. Il Giardino rappresenta una realtà unica nel suo genere in Abruzzo, ed in tutto l'Appennino, anche per la sua posizione geografica ed altitudinale (è il più alto in quota nell'Appennino), che permette la coltivazione di una flora nobile e scientificamente interessante come quella delle elevate altitudini. Nel Giardino sono attualmente coltivate oltre 300 specie di piante che vivono spontaneamente nell'Appennino Centrale e, in particolar modo, nei massicci del Gran Sasso, Monti della Laga. Le piante presenti nel Giardino sono, a parte alcune eccezioni, quasi esclusivamente erbacee. Sono piante estremamente adattate e specializzate a vivere in condizioni ambientali difficili e spesso estreme. Tra gli adattamenti più comuni osservabili nelle specie di altitudine ricordiamo le piccole dimensioni, la presenza di una fitta pelosità delle foglie che permette un minor tasso di traspirazione, ed una fioritura molto breve. Per tutti questi motivi visitando il Giardino, non aspettatevi di trovare vistose fioriture, né piante di grandi dimensioni, ma cercate con pazienza, difficoltà e, se volete, con il nostro aiuto, riuscirete comunque ad osservare le fantastiche meraviglie che la natura non si stanca mai di offrirci. Tra le specie presenti nel Giardino, ve ne sono alcune che, per motivi legati alla loro ecologia o per fattori territoriali, sono rare, vulnerabili, e quindi particolarmente protette. Tra queste ricordiamo il falso mirtillo (Vaccinium gaultherioides Bigelow), la genziana maggiore (Gentiana lutea L.), la stella alpina degli Appennini (Leontopodium nivale (Ten.) Huet) e l'adonide curvata (Adonis distorta Ten.).

http://scienze.univaq.it/GiardinoBotanicoAlpino/



GIARDINO MONTANO LINASIA

Il Giardino Montano Linasia, il cui nome deriva dal vicino massiccio del Monte Linas, è ubicato in località "Case Marganai", non lontano dal piccolo centro abitato di San Benedetto (fraz. di Iglesias), ad un'altitudine media di circa 720 m s.l.m. e con esposizione N-NO. La sua estensione è di circa 9000 mq. Fra le numerose specie introdotte nel giardino Linasia le più significative sono indicate da cartellini di riconoscimento; per ognuna di esse sono riportati il nome scientifico, la Famiglia botanica e l'areale geografico (il nome comune è indicato in cartellini separati).

http://web.tiscali.it/linasia/Index.htm


GIARDINO BOTANICO ALPINO " CASTEL SAVOIA" GRESSONEY

Castel Savoia a Gressoney si raggiunge in 10 minuti a piedi dalla Residenza Del Sole. Fu ultimato nel 1904 dopo 5 anni di lavori. Si trova in località "Belvedere", il cui nome è dovuto alla vista panoramica che, dal luogo, si gode sulla gran parte della valle sino al ghiacciaio del Lyskamm.
Dal 1981 è proprietà della Regione Autonoma Valle d'Aosta. Progettato come Castello Medievale dall'architetto Emilio Stramucci, fu fatto erigere dal Re Umberto I di Savoia in omaggio della consorte Regina Margherita, che amava trascorrere gran parte dei suoi soggiorni estivi a Gressoney.
Alla base del Castello, sul versante rivolto verso Gressoney e il Monte Rosa, è allestito il giardino botanico alpino, che ospita numerose specie tipiche indigene ed esotiche. Rispetto agli altri giardini botanici valdostani è privilegiato principalmente l'aspetto d'immagine delle specie coltivate, pur sempre catalogate secondo i criteri della botanica scientifica.

http://www.horti.unimore.it/CD/Castel%20Savoia/Castelsavoiahome.html



GIARDINO BOTANICO ALPINO - VIOTTE DI MONTE BONDONE

Il Giardino botanico alpino alle Viotte di Monte Bondone si estende per oltre dieci ettari nel cuore di una delle zone più suggestive della montagna di Trento. La sua fondazione avvenne nel 1938 per opera dell'allora Museo di storia naturale della Venezia Tridentina e della SAT (Società degli alpinisti tridentini). Le numerose piante sono raggruppate secondo i grandi areali di origine. Così, ad esempio, nel complesso eurasiatico sono raccolte specie dei Pirenei, delle Alpi, dell'Appennino, dei Balcani, dei Carpazi, del Caucaso ed entità comuni ai due continenti.
Le collezioni di piante alpine di tutto il mondo costituiscono una vasta documentazione vivente della biodiversità vegetale dell'ambiente alpino. Nelle sole aiuole che costituiscono il nucleo storico del giardino sono state censite oltre 1000 piante. I semi delle piante a rischio di estinzione vengono raccolti per formare una ricca collezione (seed bank) a disposizione della rete internazionale dei giardini botanici, in questo ambito viene periodicamente pubblicata Delectus seminum.

http://www.mtsn.tn.it/rete/giardino_botanico.asp



ARBORETO DI ARCO - ARCO

L'Arboreto di Arco si trova nel Basso Sarca, un'ampia e suggestiva conca aperta a sud verso il Lago di Garda, che dista solo cinque chilometri ed esercita grandi effetti di mitigazione del clima. L'area è un lembo dell'antico parco della Villa arciducale, creato da Alberto d'Asburgo nel 1872, che venne ristrutturata nel 1964 in funzione di orto botanico per specie arboree e arbustive.
Questo museo botanico vivente si estende oggi per un ettaro e conta circa 150 specie vegetali provenienti da ogni continente. Tutte le specie sono dotate di etichette riportanti il binomio latino, la famiglia, il nome comune, la zona di origine. Per consentire la più larga fruizione del patrimonio botanico, sono state realizzate strutture informative anche in lingua tedesca e inglese.

http://www.mtsn.tn.it/rete/arboreto.asp



GIARDINO BOTANICO ALPINO DI PASSO COE


Il Giardino botanico alpino di Passo Coe si trova a quota 1610 m s.l.m. sull'omonimo passo (nell'Altopiano di Folgaria, Trento), in un'ampia radura alle pendici del Monte Maggio. Destinato un tempo a pascolo, l'area, che si estende su una superficie di 3 ettari, è organizzata ad oggi come luogo per rappresentare la flora e la vegetazione locale, al fine di promuoverne lo studio e divulgarne la conoscenza. Il Giardino botanico è gestito dal Museo Civico di Rovereto.

http://www.museocivico.rovereto.tn.it/botanica.jsp?ID_LINK=111463&page=2&area=26



GIARDINO ALPINO SAUSSUREA

Il Giardino è nato nel 1984 in un promomtorio glaciale chiamato Mont Frèty sul massiccio del Monte Bianco con il sostegno del Corpo Forestale dello Stato e della Regione Autonoma Valle d'Aosta; è stato fortemente voluto dal dott. Laurent Ferretti, appassionato di flora alpina e ideatore della "Fondazione Donzelli, Gilberti e Ferretti" che gestisce il Giardino. Inaugurato ufficialmente nel 1987 più che altro come polo d'attrazione turistico , sta assumendo via via una veste più scientifica vista anche la nascita della nuova oasi di protezione naturale del Pavillon du Mont Fréty, ed il progetto "Espace Mont Blanc" per un futuro parco internazionale. Il Giardino Alpino Saussurea, che è il più alto d'Europa: 2173 metri s.l.m., prende nome dal fiore Saussurea alpina chiamato così in onore di uno scienziato ginevrino Horace Benedict de Saussure che fu il promotore della prima ascesa al Monte Bianco nel 1786.

http://www.saussurea.net/



GIARDINO BOTANICO ALPINO "CHANOUSIA" PICCOLO S. BERNARDO

Il più "antico" giardino alpino italiano è quello di Chanousia sorto presso il Piccolo S. Bernardo (allora in territorio italiano) ad un altitudine di 2200 m s.l.m. La sua fondazione risale al 28 Luglio 1897, quando la collezione di piante dell'Abate Pierre Chanoux, rettore del vicino Ospizio dell'Ordine Mauriziano fu, per iniziativa dello stesso abate, trasformata in un Orto Botanico Alpino che in suo onore sarebbe stato in seguito denominato Chanousia Alla morte di Chanoux l'Università di Torino rifiutò il lascito e Chanousia rimase in proprietà all'Ordine Mauriziano fino al 1940 che vide, per eventi bellici, prima la distruzione del giardino stesso, dei laboratori e degli annessi e successivamente il totale abbandono delle colture dovuto anche al fatto che per le rettifiche di confine del 1947, l'area che lo ospitava era venuta a trovarsi in territorio francese. Sin dalle sue origini Chanousia fu un vero e proprio "Orto Botanico" fornito di un laboratorio di ricerca e, prima sotto la guida dello stesso Chanoux (fino al 1909 anno della sua morte), e successivamente sotto la direzione di Lino Vaccari e con il sostegno del CAI prosperò. svolgendo importanti attività di ricerca, soprattutto sull'ecologia delle piante alpine, e di divulgazione Scientifica. Dopo anni di abbandono l'opera di ricostruzione fu avviata nel 1976 e il 4 luglio 1978 iniziarono i lavori che hanno condotto all'attuale totale riassetto. Il giardino alpino Chanousia si trova al Colle del Piccolo San Bernardo a 2870 metri tra Valle d'Aosta e Savoia, a 13 km da la Thuile. L'opera di ricostruzione è stata iniziata nel 1976 da una associazione internazionale e il giardino ha già nuovamente in cultura circa 1600 specie di piante alpine ed è dotato di un laboratorio e di un piccolo museo. Vengono coltivate specialmente piante dell'arco alpino, disposte in ambienti simili a quelli naturali. La Chanousia si propone di contribuire a far conoscere la flora alpina e incoraggia studi di botanica e di protezione della Flora. Il giardino è aperto, neve permettendo, nei mesi di luglio agosto e settembre.

http://www.horti.unimore.it/cd/Chanousia/Chanousiahome.html



GIARDINO BOTANICO ALPINO "B. PEYRONEL" VAL PELLICE, TORINO

Il giardino si trova poco al di sotto del Colle del Barant, sul versante che si affaccia sulla Conca del Prà. Promosso allo scopo di proteggere e valorizzare la ricchezza floristica degli ambienti presenti, il giardino botanico è collocato su una superficie di circa 17.000 metri quadri con una conformazione variata del terreno in grado di offrire il sito ideale per molte e diverse specie presenti nelle Alpi Cozie. I principali ambienti rappresentati sono: pascolo umido, lago, pascolo a Nardus stricta, vegetazione xerica, vegetazione delle praterie, zona di greto, arbusteti subalpini, pascolo a Carex Sempervirens, zona umida ad Eriofori, vegetazione delle rocce, pascolo a Festucaviolacea, vegetazione delle creste e dei detriti.

http://www.horti.unimore.it/CD/Peyronel/Peyronelhome.html



GIARDINI BOTANICI VILLA TARANTO

Nel lontano 1931, il capitano scozzese Neil McEacharn decise di acquistare la proprietà dalla Marchesa di Sant'Elia per trasformarla in un esemplare giardino all'inglese, ubicato in un lembo d'Italia che, pur con maggior morbidezza e ricchezza di toni, poteva ricordargli la nativa Scozia. Quest'opera doveva conciliare due esigenze fondamentali: estetiche e botaniche. Esigenze botaniche, in quanto le varie vegetazioni dovevano trovare condizioni di terreno e di clima il più possibile ideali. Le tappe della creazione dei nuovi giardini videro diverse fasi lavorative, sino alla loro ultimazione nel 1940.
Molte migliaia di piante, importate da ogni parte del mondo, e collezioni rarissime, opere più significative possiamo nominare: la "Valletta", realizzata dopo imponenti lavori di scavo; l'impianto d'irrigazione, la cui acqua viene pompata direttamente dal lago in un capace serbatoio e quindi irradiata in ogni angolo della proprietà; i "Giardini terrazzati", con le loro cascatelle, piscina, vasche per ninfee e fior di loto; il "Giardino d'inverno" ed il "Giardino palustre"; fontane ornamentali e giochi d'acqua.
Realizzato così il "suo" giardino, che chiamò Villa Taranto, in memoria di un suo antenato, il Maresciallo McDonald, nominato Duca di Taranto da Napoleone, il Capitano volle che il significato dell'opera gentile e poderosa venisse proiettato nel tempo e, con un esempio di squisita generosità, donò la proprietà allo Stato Italiano esprimendo il desiderio che la sua opera avesse continuità nel futuro.
Oggi il patrimonio botanico dei Giardini di Villa Taranto è vastissimo: comprende circa 1.000 piante sino ad oggi coltivate in Italia e circa 20.000 varietà e specie di particolare valenza botanica.

http://www.horti.unimore.it/CD/VillaTaranto/Villatarantohome.html



GIARDINO BOTANICO ALPINO "VALDERIA", TERME DI VALDIERI

Fu Vittorio Emanuele II a porre la prima pietra del complesso delle Terme di Valdieri, dove oggi sorge anche il Giardino Botanico Alpino Valderia, che ospita circa 450 specie di piante presenti nel Parco. Si trova nel Parco Naturale delle Alpi Marittime.

http://www.vallidicuneo.net/valderia.htm



GIARDINO ALPINO "PARADISIA" (COGNE)

Il giardino alpino Paradisia si trova in Valle d'Aosta a Valnontey, frazione di Cogne, a 1700 metri di altitudine, nel Parco Nazionale del Gran Paradiso. E' stato fondato nel 1955 e gode di un'invidiabile posizione per il panorama del massiccio del Gran Paradiso e per la quota, che consente la cultura di piante sia montane che alpine. Il giardino deve il suo nome ad un giglio bianco, Paradisea liliastrum, che vive nei prato-pascoli alpini. Le piante coltivate a Paradisia sono specie (attualmente circa 1500) alpine e montane di tutto il mondo, ma in particolare del Parco.
Interessante la rassegna dei Licheni che rappresentano la prima tappa della colonizzazione delle rocce da parte dei vegetali.

http://www.horti.unimore.it/CD/Paradisia/Paradisiahome.html




GIARDINO BOTANICO MONTANO DI PRATO RONDANINO, CAMPO LIGURE

Si trova in Comune di Campoligure e insiste su un'area di circa 6.000 mq. in debole pendio a una quota di 750 metri sul livello del mare. E' area protetta della Provincia di Genova. Rappresenta la flora montana di alcuni ambienti (stagno, roccera calcarea, roccera serpentinosa) e comprende un arboreto e collezioni di sassifraghe, orchidee, semprevivi. E' gestito dal Gruppo Ligure Amatori Orchidee (G.L.A.O.).

http://www.horti.unimore.it/CD/PratoRondanino/PratoRondaninohome.html



GIARDINO BOTANICO " CLELIA DURAZZO GRIMALDI" GENOVA

Il Giardino botanico "Clelia Durazzo Grimaldi" si trova a Pegli, quartiere residenziale di Genova, adiacente alla Villa Durazzo-Pallavicini, che lo domina letteralmente dall'alto. Il giardino fu creato nel 1794 per volere di Clelia Durazzo, sposa di Giuseppe Grimaldi ed appartenente a una nobile famiglia che, a Genova, diede un forte impulso alla scienza naturalistica. In quegli anni l'attività della Marchesa consentì di garantire al giardino botanico - forte di oltre milleseicento taxa - un'altissima notorietà in campo scientifico.
Nel 1840 il nipote Ignazio Alessandro Pallavicini fece riedificare le due serre monumentali, che vennero successivamente ancora ulteriormente ristrutturate ad opera della figlia. Nel 1928 il giardino fu donato al Comune di Genova e divenne gradualmente un vivaio per la produzione di piante e fiori ad uso dell'Amministrazione Municipale.

http://www.horti.unimore.it/CD/GenovaPegli/Genovapeglihome.html



GIARDINO BOTANICO ALPINO DI PIETRA CORVA

Il Giardino Botanico Alpino di Pietra Corva si trova in Comune di Romagnese (Provincia di Pavia), a 950 m d'altitudine, sulle pendici del Monte Pietra di Corvo, un suggestivo e dirupato affioramento di scura roccia vulcanica.
Ideato e realizzato dal dottor Antonio Ridella, valente veterinario e cinofilo, ma anche grande appassionato ed esperto di botanica, che si avvalse del giardiniere Cesare Soffritti, il giardino fu aperto ufficialmente al pubblico nel 1967.
Sorse così un giardino con una finalità ben precisa e molto valida per quel tempo: conservare ed adattare piante d'alta quota provenienti da diversi sistemi montuosi.
Oggi si discute molto sull'impostazione di queste strutture, formulando progetti su una base scientifica ed ecologica meglio definita, preferendo la semina di specie provenienti da territori vicini e potenziando l'aspetto scientifico e soprattutto quello conservazionistico. Attorno agli anni '70, la passione e l'entusiasmo di Antonio Ridella riuscirono a contagiare un gruppo di amici tra cui Adriano Bernini, attuale Direttore, che lo aiutarono a potenziare la struttura del giardino e, alla sua precoce morte avvenuta nel 1984, subentrarono nella gestione del giardino.
Attualmente, il giardino è gestito dalla Provincia di Pavia attraverso una convenzione con il Comune di Romagnese e la Comunità Montana Oltrepò Pavese; la Direzione del Giardino è affidata al dottor Adriano Bernini, dirigente della Provincia, che ha ritenuto opportuno mutare le finalità, adeguandole agli indirizzi moderni di gestione dei giardini alpini, scaturite a seguito di convegni e tavole rotonde sulla materia.
Le specie attualmente presenti nel giardino sono circa 1300, suddivise nei vari settori principalmente secondo la provenienza geografica, la collezione di generi importanti, le caratteristiche ecologiche e ambientali di crescita. Tra le specie presenti, circa 750 sono originarie dell'Europa, 63 del Nord America, 36 del Sud America, 141 dell'Asia; i sistemi montuosi meglio rappresentati, in termini di specie che vi crescono preferibilmente, sono Alpi e Prealpi (440 specie), Appennini (220), Pirenei (50), Carpazi (32), montagne della Penisola Balcanica (39), Catena dell'Himalaya (12), Caucaso (24). Tra le collezioni di specie presenti, i generi meglio rappresentati sono: Saxifraga con 52 specie, Primula 44, Iris 34, Dianthus 32, Gentiana 31, Campanula 29, Sempervivum 17.
Inoltre, sono circa 70 le specie presenti all'interno del giardino e rinvenibili anche negli ambienti ofiolitici affioranti nella zona sovrastante il giardino e denominata "sassi neri". Attualmente, il Giardino Alpino di Pietra Corva svolge una importante funzione di scambio di semi, attraverso l'apposito catalogo che viene predisposto ogni anno e che prende il nome di Index Seminum, con circa 350 giardini botanici sparsi in tutto il mondo.
Ogni anno, secondo le necessità e la programmazione della Direzione del giardino, sono richiesti semi per arricchire la collezione di specie presenti e sono spediti ai giardini che ne fanno richiesta i semi raccolti all'interno del giardino o in natura. Si sta avviando un progetto per la creazione di un sito internet proprio del giardino al fine di consentire in tempi rapidi l'accesso ad informazioni circa la struttura e gli studi che saranno eseguiti sul territorio.

http://www.horti.unimore.it/CD/Pietracorva/Pietracorvahome.html



GIARDINO BOTANICO ALPINO " RUGGERO TOMASELLI". VARESE

Il Giardino sorge sulla sommità del Parco regionale Campo dei Fiori. E' dedicato al grande botanico Ruggero Tomaselli, studioso di merito internazionale, che fu sostenitore del Giardino fin dagli inizi. La Signora Giuseppina Tomaselli ha donato tutte le pubblicazioni del marito all'Università di Pavia e alla Cittadella di Campo dei Fiori. Come le altre istituzioni della Cittadella, il Giardino fu ideato nel 1956 dal Gruppo Naturalistico, strenuo propositore della Legge Regionale sui Parchi e sulle Riserve Naturali. In media giungono al Giardino 22.000 visitatori all'anno in gran parte scolaresche e comitive che, su appuntamento, effettuano la visita che dura dalle 2 alle 3 ore. Il macigno porfirico ricorda al visitatore i pionieri della montagna Leopoldo e Maria Zambeletti, genitori della signora Sofia che donò i luoghi. La qualità di "riserva integrale speciale" è un riferimento storico. Il giardino sorse quando la Regione Lombardia non aveva ancora legiferato.Lungo le fioriere del viale d'accesso principale è collocata la flora del Campo dei Fiori. Poiché la costruzione delle opere territoriali e la conduzione del Giardino si basano su attività di volontariato, fu possibile iniziarne l'opera solo nel 1981, grazie ad un finanziamento della Direzione Generale Economia Montana e Foreste con la collaborazione del benemerito Corpo Forestale dello Stato ed in massima parte al lavoro manuale dei Soci. La specialità consiste nella tutela integrale degli endemismi locali e contro la contaminazione di specie ruderali o infestanti.

http://www.astrogeo.va.it/botanica/home.htm



HERBARIUM LUCANUM

L'Herbarium Lucanum è una istituzione recente (1988), il suo scopo è il mantenimento e sviluppo di una collezione della Flora della Basilicata (e dell'Italia meridionale) come riferimento per studi botanici, ecologici, etnobotanici, e farmaceutici. Svolge anche una funzione didattica coadiuvando nell'insegnamento delle materie botaniche offerte dalla Università della Basilicata. Attualmente sono presenti piú di 5500 campioni vegetali montati, di cui piú di 5000 identificati. Tra questi vi sono: Pteridophyta, Bryophyta, Gymnospermae, Angiospermae, piante infestanti e piante medicinali. Si è iniziata la computerizzazione delle collezioni, si spera che questa base di dati sia disponibile in un prossimo futuro.

http://www.unibas.it/dipartimenti/herbarium/hluc.html



ORTO BOTANICO DEL MONTE BALDO

L'importanza floristica del Monte Baldo non deriva esclusivamente dalla presenza di specie rare ed endemiche, ma piuttosto dal numero di specie che si possono rinvenire sulle sue pendici, dal Lago di Garda alle alte vette. Duemila e più metri di escursione altitudinale, infatti, determinano la successione di ambienti molto diversi: dalla vegetazione macrofitica palustre alla vegetazione pseudo-mediterranea, in cui domina il leccio e si estendono le coltivazioni di olivo, e, via via salendo, fino ai tipici aspetti della vegetazione montana e subalpina. Fin dal sedicesimo secolo il Monte Baldo era noto ai botanici per la ricca flora spontanea ed in particolare per la grande varietà di piante officinali, ricercate dagli speziali perché ritenute dotate di portentose virtù. Ancora oggi, infatti, non sono pochi gli studiosi che indirizzano le loro ricerche floristiche e fitosociologiche nell'ambito dell'area baldense, continuando l'opera di studio iniziata dal Calzolari e dal Pona cinque secoli or sono.

http://www.ortobotanicomontebaldo.org/



GIARDINI DI CASTEL TRAUTTMANSDORFF

Nei Giardini di Castel Trauttmansdorff sono riunite piante di tutto il mondo, ma è presente anche la tipica vegetazione dell'Alto Adige. Ameni sentieri s'inerpicano lungo il pendio attraverso i Giardini acquatici e terrazzati, conducono al Giardino dei sensi, al Giardino giapponese, alla collina dei cactus e delle succulente oppure alle antiche piante coltivate come ulivi e viti. Al centro dei giardini si erge il castello che il conte Trauttmansdorff, verso il 1850, fece ricostruire su antiche rovine medievali. L'imperatrice Sissi vi trascorse due soggiorni di cura invernali. Oggi il castello è sede del Touriseum - il Museo del Turismo. Dopo un'accurata opera di restauro, le sale in cui dimorò l'imperatrice Sissi preziosi elementi d'arredo e ricostruzioni d'epoca rievocano lo sviluppo del Sudtirolo in una delle mete di villeggiatura più ambite d'Europa.

http://www.trauttmansdorff.it/Il_Castello.html



GIARDINO BOTANICO MICHELE TENORE-LAMA DEI PELIGNI (PARCO DELLA MAJELLA)

Il Giardino Botanico "Michele Tenore", localizzato a Lama dei Peligni (CH), a 650 m s.l.m., nel Parco Nazionale della Majella è stato riconosciuto Giardino di Interesse Regionale dalla Regione Abruzzo con D.G.R. n 3489 del 23/12/98. Il Giardino Botanico è stato fondato nel 1995 e ospita attualmente circa 500 specie vegetali su una superficie di 9000 mq. Simbolo del Giardino è il Fiordaliso della Majella (Centaurea tenoreana), endemismo della Majella Orientale dedicato al botanico Michele Tenore che per primo la identificò sulla Majella.
Il Giardino è strutturato in sezioni didattiche e in sezioni che riproducono gli ambienti vegetazionali della Majella.
Molte delle specie coltivate sono endemiche dell'Appennino Centrale o esclusive della Majella e dei rilievi circostanti.
Di particolare interesse è la riproduzione del paesaggio agricolo del Neolitico, in corso di allestimento nonché la sezione dedicata al recupero delle cultivar agronomiche e alle specie utilizzate dalle popolazioni locali nel campo medicinale.
Il Giardino oltre a finalità di carattere culturale ed educativo, si è prefisso anche lo scopo di tutelare ex-situ alcune specie in pericolo di estinzione della flora abruzzese inserite nel Libro Rosso d'Italia o nella Lista Rossa delle Piante d'Abruzzo. A tale proposito sono riprodotte entità endemiche quali Centaurea tenoreana, Aquilegia magellensis, Cymbalaria pallida, Iris marsica, Astragalus aquilanus, Acer cappadocicum subsp. lobelii Goniolimon italicum e piante relittuali localizzate in aree molto ristrette come nel caso di Phlomis fruticosa e Salvia officinalis var.
angustifolia presenti, nella regione, unicamente intorno al bacino dell'antico alveo del Fucino.

http://www.parcomajella.it/visParco_gb_mTenore.asp



GIARDINO BOTANICO "DANIELA BRESCIA" S. EUFEMIA A MAJELLA (PARCO DELLA MAJELLA)

Il Giardino Botanico di S. Eufemia a Maiella è intitolato a "Daniela Brescia" giovane dipendente dell'Ente Parco Nazionale della Maiella e scomparsa prematuramente. Il Giardino ha una superficie di 45.000 mq rappresenta una delle più grosse strutture di conservazione del patrimonio vegetale ex-situ realizzate nel nostro Paese. E' suddiviso in 22 settori, alcuni a loro volta frazionati, che rappresentano formazioni vegetali omogenee o comunque collezioni botaniche caratterizzate da essenze assimilabili per particolarità biologiche e morfologico-strutturali. Insieme agli ambienti tipici della Majella sono state predisposte anche aiuole con finalità esclusivamente didattiche. Attualmente nel giardino sono ospitate circa 500 specie per un numero complessivo di oltre 2000 esemplari tra essenze erbacee, arboree ed arbustive. A regime la struttura potrà offrire un catalogo con oltre 2000 specie. Insieme ai settori botanici è presente un vivaio (1450 mq) che, oltre a garantire l'approvvigionamento di piantine per il giardino, potrà assicurare una certa disponibilità di materiale, di sicura provenienza locale, per gli interventi di recupero ambientale nel Parco. A corredo del vivaio il settore di acclimatazione, di circa 2500 mq, con un ombraio attrezzato per la preparazione delle giovani piantine ai successivi trapianti. La visita al giardino si arricchisce di suggestivi contenuti come quelli offerti dal laghetto sulle sponde del quale è stata ricreata una torbiera con il suo tipico corteggio floristico.

http://www.santeufemia.pe.it/3_1.asp



GIARDINO BOTANICO E ARBORETO APPENNINICO DEL PARCO NAZIONALE D'ABRUZZO
http://www.horti.unimore.it/CD/Parcabruzzo/Parcabruzzohome.html



ORTO BOTANICO DI COLLEMAGGIO (L'AQUILA)

L'Orto Botanico di Collemaggio si trova in prossimità della Basilica omonima, in una zona di grande importanza storico-architettonica e turistica, alla periferia sud orientale della città de L'Aquila. Sorge a circa 720m s.l.m ed ha una superficie di circa 6 ettari, in parte in posizione pianeggiante, in parte in pendio. Nell'Orto botanico di Collemaggio si rinvengono numerose piante del patrimonio floristico regionale abruzzese ed antichi cultivars di pero, melo e ciliegio.
Nell'Orto Botanico di Collemaggio sono coltivate o spontaneizzate 460 specie distribuite in circa 40 famiglie e circa 250 generi.Tra esse numerosi endemismi abruzzesi (Adonis flammea subsp. cortiana; Anchusa hybrida Campanula cavolinii; Cerastium scarani; Dianthus ciliatus, Linaria purpurea, ed altri). Tra le piante mediterranee si segnalano il corbezzolo (Arbutus unedo) ed il citiso di Zanone (Argyrolobium zanonii); tra le piante tintorie il glasto (Isatis tinctoria) e l'antemide tintora (Anthemis tinctoria); tra le piante tossiche (da far riconoscere soprattutto agli scolari) la cicuta di Socrate (Conium maculatum) e lo stramonio (Datura stramonium). Numerosi sono gli alberi, quali il tiglio (Tilia platyphyllos), il salice bianco (Salix alba), il faggio (Fagus sylvatica), il cerro(Quercus cerris), l'acero campestre e napoletano (Acer campestre ed A. neapolitanum),la roverella (Quercus pubescens), il carpino nero (Ostrya carpinifolia), il pino nero (Pinus nigra). Tra le piante provenienti dalle garighe sopramontane sono coltivate la salvia marsicana (Salvia officinale var. angustifolia) ed i salvione (Phlomis fruticosa). Numerosi sono gli arbusti, quali il corniolo (Cornus mas), l'avellano (Corylus avellana) Anche in simbiosi con tartufo (Tuber melanosporum), il sambuco (Sambucus nigra), il biancospino (Crataegus oxyacantha). Va infine segnalato che alcuni alberi ospitano il vischio (Vischum album), non diffuso negli orti botanici italiani. Numerose sono le piante erbacee officinali, quali lo zafferano (Crocus sativus), l'altea (Althaea officinalis), i verbaschi (Verbascum sinuatum; Verbascum densiflorum).

http://g.pesce.tripod.com/orto/



GIARDINO BOTANICO "REA", VAL SANGONE, TORINO

Il Giardino Botanico Rea, orto botanico del Museo regionale di Scienze naturali di Torino, si trova in Val Sangone (Alpi Cozie, prov. Torino, Piemonte, Italia) ad una trentina di chilometri da Torino, a 450 metri di quota. Il Giardino Botanico Rea fu avviato nel 1967 come privata istituzione da Giuseppe Giovanni Bellia, proprietario dei Vivai di San Bernardino di Trana. Negli anni Settanta il proprietario sviluppò le collezioni di piante esotiche, in particolare le succulente, sperimentò nuove ibridazioni di piante ornamentali, esplorò minuziosamente la Val Sangone alla ricerca di piante rare o poco osservate. Nel 1989 il Giardino venne acquistato dalla Regione Piemonte e divenne parte integrante del Museo di Scienze naturali di Torino.
Grazie al rinnovo delle collezioni ed all'ampliamento delle attività, il significativo passato del Giardino Botanico Rea è stato pienamente recuperato e con l'impiego degli strumenti della moderna museologia il Museo di Torino offre da alcuni anni a pubblico e ricercatori un significativo strumento di ricerca, didattica e divulgazione botanica.

http://www.horti.unimore.it/CD/Rea/Reahome.html



GIARDINO BOTANICO ALPINO "GIANGIO LORENZONI" (PIAN DI CANSIGLIO)

Il Giardino Botanico Alpino del Cansiglio "Giangio Lorenzoni" fin dal 1972 svolge attività di studio delle specie autoctone prative, di protezione della flora locale, di riproduzione degli ambienti del massiccio Cansiglio-Cavallo e di didattica ambientale. Le origini e le cause dell'incredibile ricchezza del patrimonio floristico del Cansiglio, sono da ricercare nelle antiche vicende climatiche legate soprattutto alle grandi glaciazioni e alla particolare situazione geografica, per cui il massiccio Cansiglio-Cavallo risente di due settori floristici distinti: quello occidentale insubrico (zona compresa tra il lago Maggiore e il Monte Baldo) e quello orientale delle Alpi Giulie.

http://www.parchiveneto.it/aree-naturali-protette-attivita.php



GIARDINO BOTANICO ALPINO "SAN MARCO" (VALLI DEL PASUBIO)

All'interno delle Piccole Dolomiti Venete, sorge il Giardino Botanico Alpino San Marco, che tra le varie finalità ha anche il compito di far conoscere e rispettare l'ambiente circostante. Il Giardino si trova nel comune di Valli del Pasubio, nell'alta Val Leogra, in provincia di Vicenza, ad una altitudine media di 1040 m s.l.m. E' ubicato al limite tra le province di Vicenza e Trento, al Km 44 della S.S. 46 che collega Vicenza con Rovereto. Deve il suo nome al Santo cui è dedicata la chiesetta poco lontana da esso nei pressi del passo Pian delle Fugazze. Il Giardino Alpino San Marco si estende su un'area di un ettaro; circa un terzo è occupato da un bosco di faggio, mentre il resto è occupato dal prato montano, da una zona umida, da una zona di semina e da "roccere". Nel Giardino vengono coltivate quasi esclusivamente specie provenienti dal territorio limitrofo delle Piccole Dolomiti Venete e in parte provenienti dalle Prealpi Venete o dalle Prealpi meridionali orientali. All'interno del Giardino è presente un edificio polifunzionale con una sala conferenze, un piccolo laboratorio-biblioteca e un ricovero attrezzi. Attualmente vengono valorizzati gli ambienti naturali come la faggeta, il prato montano e la zona umida. Mentre la faggeta e il prato montano possono definirsi naturali, in quanto il Giardino si trova all'interno di una vasta faggeta e le radure prative presenti hanno la stessa origine di quelle esterne, cioè per disboscamento, la zona umida è del tutto artificiale, pur presentando un adeguato grado di naturalità.

http://www.cmleogratimonchio.it/a_3856_IT_18742_1.html
http://www.vicenzanews.it/a_155_IT_103_10.html



GIARDINO BOTANICO NUOVA GUSSONEA, RAGAINA

Fondato il 31.1.1979, tramite una convenzione stipulata tra la Direzione generale delle foreste della Regione Sicilia e l'Università di Catania, il giardino etneo "Nuova Gussonea" è stato inaugurato il 27.6.1981. Nel giardino vengono esemplificate e mantenute, le diversità del paesaggio vegetale etneo. In tal modo il giardino "Nuova Gussonea" viene ad assumere una fisionomia ed una funzione che lo rendono diverso da tutti gli altri giardini alpini e di montagna e dagli orti botanici. Se a ciò si aggiunge la sua ubicazione sul più alto vulcano attivo d'Europa, nel cuore dell'area mediterranea, ben si comprende il suo spiccato carattere di singolarità. Il giardino Nuova Gussonea è ubicato sulle pendici meridionali del vulcano, nella zona B del Parco naturale dell'Etna, ad altitudini comprese fra 1700 e 1750 m.
L'area ad esso destinata ricade in un suggestivo scenario naturale che, attraverso il diradarsi verso monte degli ultimi elementi arborei, seguiti dall'estendersi discontinuo dei pulvini spinosi dell'Astragalus siculus Biv., è sovrastato dall'imponente mole del M. Frumento, culminando nei fumanti crateri terminali.

http://www.horti.unimore.it/cd/Nuovagussonea/Nuovagussoneahome.html



GIARDINO MONTANO DELL'ORECCHIELLA, GARFAGNANA

E' sorto nel 1986 per iniziativa del Corpo Forestale dello Stato, e si trova nel cuore del Parco dell'Orecchiella, nei pressi del Centro Visitatori. Si raggiunge da Castelnuovo Garfagnana, seguendo le indicazioni per il Parco dell'Orecchiella, attraversando i centri di Castiglione Garfagnana e Villacollemandina. Il Giardino di montagna presenta al visitatore molti fiori e piante tipici di ambienti montani, in una vivace esplosione di colori. Su di una superficie di circa un ettaro sono presenti specie erbacee annuali o perenni, arboree e arbustive tipiche dell'habitat appenninico, che con le loro forme e colori contribuiscono a creare angoli suggestivi in quest'area protetta.

http://www.horti.unimore.it/CD/Corfino2Orecchiella/Orecchiellahome.html

 

ORTO BOTANICO FORESTALE DELL'ABETONE

L'Orto Botanico Forestale dell'Abetone è situato nell'alta valle del Sestaione, precisamente lungo il versante sinistro del torrente, su un pendio esposto a sud. Occupa una superficie di circa 1,4 ettari, ad una quota compresa tra i 1270 ed i 1320 metri. All'interno di questa area sono stati riprodotti in maniera più o meno artificiale, ed ovviamente in dimensioni estremamente ridotte, alcuni degli ambienti più caratteristici della montagna pistoiese: il bosco di faggio e abete bianco, le roccaglie silicea e calcarea, la zona umida, ecc. Circa i 3/4 della sua superficie sono occupati dalla foresta mentre la parte restante è stata disboscata al fine di ottenervi una vasta radura dove sono allestite le roccaglie e la zona umida. L'Orto ospita circa 300 specie tra le piante erbacee, arbustive ed arboree di tutto l'Appennino Tosco-Emiliano; ognuna di esse è identificabile grazie ad un cartellino di riconoscimento sul quale, oltre al nome, sono spesso riportate altre informazioni specifiche.

http://www.pistoia.turismo.toscana.it/natura/aree/orto.htm



ORTO BOTANICO DELLA PANIA DI CORFINO (GARFAGNANA)

L' Orto Botanico della Pania di Corfino è stato istituito nel 1984 dalla Comunità Montana della Garfagnana con lo scopo di salvaguardare il patrimonio floristico dell'Appennino lucchese ed ha finalità educative, scientifiche e di conservazione. E' incluso nel Parco Naturale dell'Orecchiella, là dove l'Amministrazione Forestale di dedica da anni alla coltivazione dei boschi, al ripopolamento animale e alla protezione della natura ed è dominato dalla massiccia mole della Pania di Corfino: infatti il giardino botanico si trova proprio alla base della parete sud- ovest, in località Piè Magnano. Si trova a 1370 m, di altitudine. All'interno l'Orto Botanico è suddiviso in settori: flora dei boschi, flora dei pascoli, flora delle brughiere, flora delle torbiere, flora dei macereti e flora delle rupi, ognuno corrispondente ad un particolare paesaggio vegetale che contraddistingue l'ambiente naturale della Garfagnana appenninica.

http://www.alpiapuane.com/php/index.php?option=com_content&task=view&id=224&Itemid=27



ORTO BOTANICO DELLE ALPI APUANE "PIETRO PELLEGRINI" (PIAN DELLA FIOBA, MASSA)

L'Orto Botanico è stato istituito nel 1966 in località Pian della Fioba. Situato in una zona rocciosa a circa 900 metri slm e attraversato da un sentiero che si snoda attraverso le diverse sezioni, comprende specie spontanee delle Alpi Apuane, tipiche delle cime calcaree, delle vette silicee e delle zone umide. Si segnala un arboreto sperimentale a conifere, una zona umida per le specie igrofile, un vaccinieto con mirtilli e specie associate e un cultivar di castagno. L'Orto, dedicato al medico e botanico massese Pietro Pellegrini, è stato oggetto di studio di ricercatori italiani e stranieri, e sede di numerosi congressi. È aperto al pubblico dal 1981 ed è gestito dal Comune di Massa in collaborazione con le tre Università della Toscana, i cui rappresentanti fanno parte del comitato tecnico-scientifico.

http://brunelleschi.imss.fi.it/ist/luogo/ortobotanicoalpiapuanepietropellegrini.html



GIARDINO BOTANICO "CARSIANA" (SGONICO, TRIESTE)

Il Giardino Botanico "Carsiana" è stato fondato nel 1964, su iniziativa di un piccolo gruppo di studiosi ed appassionati della flora carsica. Il giardino si trova nel Comune di Sgonico, a 18 km da Trieste, sulla strada provinciale che collega Gabrovizza a Sgonico. La località è stata scelta per le sue caratteristiche naturali, che ripropongono il tipico ambiente carsico, con un'ampia dolina, pozzi naturali, e fenomeni di carsismo superficiale (grize e campi solcati). Il nome"Carsiana" venne scelto perché l'intento era quello di raccogliere e conservare le specie vegetali più significative del Carso. Nel 1972 l'Amministrazione provinciale di Trieste si assunse l'onere di sostenere l'iniziativa, allo scopo di metterla a disposizione del più vasto pubblico.
Nell'allestimento del giardino si è rinunciato al criterio tradizionale di ordinare le collezioni di specie sulla base della sistematica botanica; questa impostazione ha una sua precisa funzione didattica nelle grandi istituzioni, ma in questo caso si è scelto di rivolgersi ad un pubblico più vasto, presentando le varie specie nei loro rispettivi ambienti naturali. A"Carsiana" si ritrovano quindi gli aspetti più tipici del paesaggio carsico, quali la landa, la boscaglia e il sottobosco, la dolina, la vegetazione rupestre e dei ghiaioni. La dolina, grazie al ristagno di aria fresca e umida sul fondo, ospita anche specie rappresentative del Carso montano interno. Ogni ambiente è descritto con dei pannelli esplicativi, mentre per ogni specie una tabella segnala il nome scientifico, quello volgare, la famiglia d'appartenenza, e il periodo di fioritura La gestione di "Carsiana" è curata, su incarico della Provincia di Trieste, dall'associazione professionale "Curiosi di Natura", formata da guide naturalistiche abilitate dalla Regione Friuli - Venezia Giulia, tutte laureate ed iscritte al relativo albo professionale.

http://www.retecivica.trieste.it/triestecultura/musei/altrimusei/privati/carsiana.htm

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