Piemonte
Monte Mottac
Inclusa nel Parco Nazionale della Val Grande. Ambiente tipicamente prealpino con cime impervie e frastagliate.
Zona ricca di acque sorgive e con orografia frequentemente accidentata; geologicamente caratterizzato dalla
presenza di gneiss, ortogneiss tabulari e dioriti. Formazioni forestali prevalenti sono le faggete piuttosto giovani.
Diffuso é l'abete bianco e arbusteti alpini con ontano verde, mirtillo rosso, rododendri. Presenti: camoscio, lepre
alpina, ermellino, martora, aquila reale, astore, picchio nero.
Val Grande
La Val Grande, parco nazionale dal 1992, a soli 100 chilometri da Milano, apre il suo sipario a coloro che vogliono immergersi in un'atmosfera del tutto particolare. Teatro di vicende storiche che hanno visto l'uomo attraversarla e
viverla in modo intenso, oggi questo lembo di terra è privo di insediamenti stabili, strade asfaltate e di altre
infrastrutture moderne: è l'area selvaggia più vasta delle Alpi. Rimangono i segni e le tracce del passato e chilometri
di sentieri da percorrere nuovamente con curiosità e attenzione. Qui i raggi del sole penetrano nelle fitte faggete e
fanno scintillare le acque cristalline dei numerosi torrenti che attraversano la valle. Un piccolo mondo da scoprire da
soli o ascoltando qualcuno che lo sa raccontare.Zona di difficile accesso, caratterizzata da valli molto profonde e strapiombi; ricca di acque, con boschi naturali di
conifere e latifoglie, anche plurisecolari, é racchiusa entro contrafforti rocciosi e cime che presentano condizioni ideali
di rifugio e nidificazione per l'aquila e il camoscio. Vegetazione costituita da faggete e peccete. Presenza di specie
vegetali rare e protette.
http://www.parcovalgrande.it/index.php
Veneto
Bus della Genziana
Riserva naturale speleologica dell'Altopiano del Cansiglio, composta da una cavità con tratti orizzontali posti a vari
livelli e collegati da pozzi verticali. E' l'unica cavità nella quale passando dalla scaglia cretacea eocenica, si attraversa,
procedendo verso il basso, tutto lo spessore del calcare di scaglia del cretaceo superiore.
Annovera inoltre, specie ipogee di grande interesse scientifico.
Monte Pavione
Presenza di formazioni boschive naturali, insediamenti floristici originali e fauna di particolare valore.
Monti del Sole
Formazioni boschive naturali nelle Dolomiti Bellunesi; insediamenti floristici originali e fauna di particolare valore, di
ambiente selvaggio e di difficile accessibilità, caratterizzano la riserva ed hanno permesso a molte specie di salvarsi.
Nella riserva é presente una varietà cospicua di fauna alpina.
Piani Eterni - Errera - Val Falcina
Caratterizzata da formazioni boschive naturali delle Prealpi Bellunesi. Insediamenti floristici originari e fauna di
particolare valore. I Monti di Errera hanno costituito, dal punto di vista fitogeografico, dei rifugi per la flora
preglaciale: elevato é quindi il numero di endemismi e specie rare presenti nella zona.
Piazza del Diavolo - Monte Farverghera
Zona caratterizzata da una compatta catena montuosa nelle Prealpi Bellunesi, a Nord di Feltre, che accoglie numerosi
e rari endemismi vegetali e relitti di microfauna preglaciale; tra i mammiferi più vistosi troviamo con una certa
abbondanza il camoscio e il capriolo. Si ricorda il giardino botanico di Monte Faverghera (6,25 ha) rappresentativo
della flora del settore delle Alpi orientali.
Schiara occidentale
Caratterizzata da formazioni boschive naturali delle Dolomiti bellunesi, da insediamenti floristici originali e da fauna di
particolare valore. Sui macereti abbonda il papavero alpino, mentre le zone più lungamente innevate presentano
vegetazione altamente specializzata.
Somadida
Comprensorio montuoso delle Alpi dolomitiche caratterizzato da poderose bastionate e da torrioni rocciosi, alle cui
falde si insedia la tipica vegetazione della catena alpina orientale, rappresentata prevalentemente da formazioni
naturali pure di abete rosso.
Val Tovanella
Comprensorio delle cime dolomitiche con vaste aree popolate di relitti di flora calcarea, caratterizzate da una tipica
selva d'abete che conserva la struttura originaria che la rese famosa nel XIV sec.
Presenti relitti di Quercus petrae (rovere) ed altri elementi del "Castanetum freddo".
Valle Imperina
Si individuano le formazioni boschive naturali delle Dolomiti bellunesi con insediamenti floristici originali, elementi
propri del clima oceanico, a cui si affiancano elementi caratteristici dei climi continentali. L'orizzonte cacuminale é
occupato quasi esclusivamente da pino mugo. Presenza di fauna di alto valore.
Valle Scura
Presenza di formazioni boschive naturali, insediamenti floristici originali e fauna di particolare valore.
Vette Feltrine
E' possibile osservare formazioni boschive naturali delle Prealpi bellunesi, insediamenti floristici originali, unitamente
a praterie steppiche fino ai 1.600 metri di quota, con vegetazione pioniera, rupestre e dei ghiaioni. Per la fauna di
particolare valore, tra i mammiferi: il camoscio e il capriolo, tra i volatili: l'aquila reale e il biancone.
Vincheto di Cellarda
Biotopo di valore internazionale particolarmente adatto al rifugio ed alla nidificazione di una ricca e svariata avifauna
acquatica. Si contano 47 specie. Ricordiamo: airone cinerino, germano reale, alzavola, poiana.
Friuli Venezia Giulia
Cucco
Area delle Alpi carniche, Foresta di Tarvisio, di notevole interesse botanico e forestale per la presenza di Pinetum
austro-alpinum, formante una subassociazione di Pinus nigra.
Nonostante le limitate estensioni, la riserva é ricca di fauna.
Rio Bianco
Il territorio é impervio e selvaggio, in quanto costituito da pendii scoscesi, ripidi ghiaioni mobili e da frequenti salti di
roccia. La vegetazione che riveste le pendici della riserva é caratterizzata da una spiccata dinamicità e pionierismo da
insediamento. Al pari della Foresta del Tarvisio, presenta una importante varietà di specie faunistiche.
Liguria
Agoraie di Sopra e Moggetto
Nell'Appennino ligure emiliano, a 1.330 metri di altitudine, sul versante occidentale del Monte Aiona, la presenza del
tutto eccezionale di laghetti di origine glaciale ha determinato la nascita di una Riserva Naturale "orientata" che
comprende: Le Agoraie, in cui sono presenti quattro laghetti perenni di rara bellezza ed alcuni stagionali, e il
Moggetto, o Stagno Lastro, molto interessante per l'ittiofauna che qui trova ideale habitat. Il gruppo dei laghi delle
Agoraie di Sopra è senza dubbio il più interessante; fra questi spicca il lago degli Abeti, che deve il suo nome alla
presenza di numerosi tronchi fossili di Abete Bianco adagiati sul fondo e tuttora visibili.
Emilia-Romagna
Badia Prataglia
Riserva naturale biogentica per la tutela e la gestione di boschi da seme, boschi sperimentali in osservazione e
arboreti sperimentali. Faggeta con importante presenza di acero.
Campigna
Riserva naturale biogenetica per la tutela e la gestione di boschi da seme, boschi sperimentali in osservazione ed
arboreti sperimentali.
Sasso Fratino
Ambiente naturale di rilevante importanza per la presenza di abete bianco, faggio ed altre latifoglie.
Toscana
Abetone
Paesaggio montano appenninico. La riserva é in gran parte compresa nel bacino del torrente Lima. Vegetazione di
fustaie pure di abete bianco e faggio. Presenza di cinghiale, capriolo e di marmotta.
Acquerino
Area di media montagna coperta da faggete e boschi artificiali di conifere. Per la fauna, presenti: cervo, cinghiale e
daino.
Badia Prataglia
Riserva naturale biogentica per la tutela e la gestione di boschi da seme, boschi sperimentali in osservazione e
arboreti sperimentali. Faggeta con importante presenza di acero.
Camaldoli
Importante abetina di abete bianco, piantata dai monaci camaldolensi, e a tratti bosco misto di faggio e abete
bianco. Presenti: lupo, aquila reale, cervo, daino e capriolo. Interesse culturale con la presenza del famoso Eremo.
Campolino
La Riserva è situata sul versante meridionale dell'alta valle del Sestaione e si estende per circa 100 ettari ad una
quota compresa tra i 1442 m del Lago del Greppo e i 1850 m della Foce di Campolino; venne istituita nel 1972 al fine
di salvaguardare la presenza di popolamenti indigeni di abete rosso (Picea abies).
Il professor Chiarugi nel 1936 appurò l'esistenza -fino almeno al 4000 a.C.- di una ben più estesa fascia altitudinale
ad abete rosso situata al di sopra dell'orizzonte del faggio e abete bianco; oggi di questa cenosi è rimasto su tutto
l'Appennino un unico relitto spontaneo rappresentato dalla suddetta area di Campolino la quale costituisce quindi la
stazione più meridionale della penisola.
Tale popolamento rappresenta un interessantissimo documento storico dell'antica vegetazione di questa parte di
Appennino che ha mantenuto caratteristiche affini a quella delle Alpi, ravvisabili anche in un vasto contingente di
piante erbacee ed arbustive tipiche della flora alpina.
Sempre all'interno della Riserva sono di grande rilievo naturalistico alcune aree umide (Lago del Greppo, Le Lamacce)
le quali ospitano una vegetazione del tutto particolare, ricca di specie proprie degli ambienti paludosi; la notevole
acidità e la scarsità di ossigeno che caratterizzano questi acquitrini definiti "torbiere" permettono la conservazione dei
pollini fossili consentendo, con appositi carotaggi, uno studio accurato della flora del passato.
http://www.pistoia.turismo.toscana.it/natura/aree/campolino.htm
Caselli
Suddivisa in tre appezzamenti, ciascuno di superficie non superiore ad 1-1,5 ha dislocati sulla riva sinistra e su quella
destra del torrente Sterza e utilizzati dall'Istituto Sperimentale di Selvicoltura dell'Università di Firenze per arboreti
sperimentali di pino domestico, pino d'Aleppo e di latifoglie varie.
Lamarossa
La componente principale é la faggeta, con importante presenza di abete bianco. Ricca e abbondante la fauna.
Orrido di Botri
Profonda gola calcarea, di suggestiva bellezza, con presenza di rara flora rupestre e di numerosa avifauna pregiata
rappresentata da aquila reale, poiana, astore, gheppio, gufo reale.
Pania di Corfino
Massiccio montuoso calcareo di tipo apuano, selvaggio e rupestre, ricco di interessanti aspetti botanici, geologici e
faunistici. Stretta gola tra il versante della Pania di Corfino e la parete di Sassorosso, entro cui scorre il torrente
Fiume. Presente una coppia di aquile reali.
Pian degli Ontani
Paesaggio montano appenninico; é compresa nel bacino del torrente Sestaione, e precisamente nella parte alta del
versante destro, al di sopra degli abitati di Pian di Novello e di Pian degli Ontani; boschi puri di faggio ad alto fusto.
Vallombrosa
Versante occidentale della catena montuosa del Pratomagno (appendice dell'Appennino Tosco Romagnolo) che, dal
Monte Falterona, si estende verso Sud Est. Estesa per intero sulla sinistra del torrente denominato "Borro di
Lagacciolo".
Marche
Abbadia di Fiastra
Il territorio della riserva naturale presenta una tipica morfologia fluviale caratterizzata da fasce di fondovalle, lungo le
quali si snodano i letti sinuosi dei fiumi Fiastra e Chienti. Interessante anche la flora e la fauna che comprende specie
tipiche della fascia collinare della regione Marche oltre ad altre interessanti entità a distribuzione limitata o anche
rare per l'Italia.
Gola del Furlo
Un autentico paradiso, attraversato dal fiume Candigliano che si insinua tra le imponenti pareti rocciose della Gola,
dove la suggestione del paesaggio si unisce a una prodigiosa ricchezza naturalistica che vanta esemplari di flora e
fauna davvero singolari. La vegetazione che ricopre le cime del massiccio è costituita in prevalenza da querceti con
roverella, carpino nero, orniello, acero, sorbo. Assai variegato anche l'habitat fluviale e ripariale, così come
ricchissima è la vita che pullula nelle foreste, nei pascoli e nei cespuglieti.
Montagna di Torricchio
Territorio montano racchiuso tra le cime dei monti Ferma, Cetrognola e Torricchio, la vegetazione si inquadra nelle
formazioni arbustive-arboree con presenza di carpino nero, orniello e faggio; si annovera la presenza di più specie di
mammiferi e di avifauna nidificante: falco pecchiaiolo, sparviero, poiana.
Abruzzo
Colle di Licco
La riserva di Colle Licco, di 95 ettari, e' stata istituita nel 1971 a tutela del selvaggio versante settentrionale del
Monte Amaro di Opi. Nel territorio, dove l'accesso e' vietato, vivono stabilmente l'Orso bruno marsicano, il Lupo
appenninico, il Capriolo ed il Cervo, sporadicamente il Camoscio. Nelle zone circostanti le due riserve nidifica l'Aquila
reale mentre, all'interno dell'area protetta, fanno il loro nido il Falco pellegrino, l'Astore, la Poiana ed altri rapaci
notturni. La vegetazione e' varia: si passa dalle faggete ai boschi di Cerro, Acero di monte, Carpino nero, Frassino
maggiore ed Orniello fino ai gialli grappoli del Maggiociondolo.
http://www.regione.abruzzo.it/turismo/parchi/riserve/nazionali/licco_intramonti.htm
Fara S.Martino- Palombaro
La riserva é caratterizzata da estese formazioni di pino mugo, da vaste faggete e nuclei spontanei di pino nero,
presenza di endemismi botanici e di diverse specie botaniche erbacee ed arbustive di notevole valore scientifico e
naturalistico. Ambiente di fondamentale importanza per diverse specie di uccelli, é frequentato da orso bruno, lupo
appenninico e ospita rilevanti popolazioni di coturnice costituendo un ambiente adatto per la reintroduzione del
cervo, del capriolo e del camoscio d'Abruzzo.
Feudo Intramonti
La riserva di Feudo Intramonti, istituita nel 1972, si estende su 908 ettari e tutela i selvaggi valloni del monte
Marsicano. Nel territorio, dove l'accesso e' vietato, vivono stabilmente l'Orso bruno marsicano, il Lupo appenninico, il
Capriolo ed il Cervo, sporadicamente il Camoscio. Nelle zone circostanti le due riserve nidifica l'Aquila reale mentre,
all'interno dell'area protetta, fanno il loro nido il Falco pellegrino, l'Astore, la Poiana ed altri rapaci notturni. La
vegetazione e' varia: si passa dalle faggete ai boschi di Cerro, Acero di monte, Carpino nero, Frassino maggiore ed
Orniello fino ai gialli grappoli del Maggiociondolo.
http://www.regione.abruzzo.it/turismo/parchi/riserve/nazionali/licco_intramonti.htm
Feudo Ugni
Ambiente di fondamentale importanza per diverse specie di uccelli come l'aquila reale ed il gufo reale, é un biotopo
frequentato dall'orso bruno, dal lupo appenninico e dal gatto selvatico; ospita rilevanti popolazioni di coturnice.
Costituisce un ambinte adatto alla reintroduzione del cervo, del capriolo e del camoscio d'Abruzzo oltre ad essere
caratterizzato da estese formazioni di pino mugo e da boschi di latifoglie.
Lago di Campotosto
Il Lago artificiale di Campotosto, realizzato per produrre energia elettrica, e' il piu' grande d'Abruzzo. L'omonima
Riserva e' localizzata tra il Gran Sasso ed i Monti della Laga ed interessa i comuni di Campotosto, Capitignano e
L'Aquila. La ricca flora conferisce al paesaggio aspetti differenziati. Salici e Bistorta s'incontrano dove l'acqua
ristagna mentre nelle zone piu' fredde la faggeta ospita esemplari di Tasso.
L'ambiente e' favorevole anche all'Acero di monte ed al Ciliegio. La fauna e' costituita da specie stanziali come la
Lepre, il Fagiano, la Starna e la Volpe.
L'ecosistema della riserva e' favorevole alla sosta di molti uccelli migratori che arricchiscono ulteriormente l'avifauna
che nidifica sulle rive del lago: il Germano reale, la Folaga, la Gallinella d'acqua e lo Svasso maggiore. Al Lago di
Campotosto si arriva attraverso la SS. 80, sia dall'interno partendo dall'Aquila e attraversando il Passo delle
Capannelle, sia dalla costa risalendo il corso del Fiume Vomano.
http://www.regione.abruzzo.it/turismo/parchi/riserve/nazionali/lago_di_campotosto.htm
Lama Bianca di S.Eufemia a Maiella
Confinante con la riserva della Valle dell'Orfento e istituita nel 1987, ricade nel territorio del comune di S. Eufemia a
Majella in provincia di Pescara e si estende su 1.407 ettari quasi verticalmente dalla cima piu' elevata del Monte
Amaro (2795 m), alla vallata del Fiume Orta con oltre 1500 m di dislivello. La ricca vegetazione si estende per diversi
ettari con alberi di Faggio e Pino mugo nella cui boscaglia crescono varie specie di Genziane. Si incontrano anche il
Giglio rosso, il Giglio martagone, la Peonia selvatica e, alle quote piu' elevate, la Stella alpina appenninica. Il
patrimonio animale e' costituito dall'Orso bruno, dal Lupo, dal Cervo e dal Capriolo. Le attivita' produttive nella
riserva sono limitate alla pastorizia ed al recupero di legname nel taglio di conversione all'alto fusto. Vaste faggete,
con presenza di endemismi botanici e di diverse specie erbacee ed arbustive di notevole valore scientifico e
naturalistico. Ambiente di fondamentale importanza per diverse specie di uccelli selvatici, é frequentato da orso
bruno, lupo appenninico e da diverse specie di uccelli tra cui la coturnice. Habitat particolarmente adatto per la
reintroduzione del cervo, del capriolo e del camoscio d'Abruzzo.
http://www.regione.abruzzo.it/turismo/parchi/riserve/nazionali/lama_bianca.htm |
Monte Velino
Complesso montuoso caratterizzato da vaste praterie d'altitudine con presenza di diverse specie botaniche
erbacee di elevato valore scientifico e naturalistico, interesanti faggete e betulle. Ambiente di fondamentale
importanza per diverse specie di uccelli, frequentato dal lupo appenninico e dall'orso bruno oltre ad ospitare
una rilevante popolazione di coturnice. Istituita nel 1987, si estende su un territorio di circa 3.550 ettari, oggi
all'interno del Parco Regionale Sirente-Velino, dalla morfologia carsica tra i comuni aquilani di Magliano dei
Marsi e Massa d'Albe e quello reatino di Borgorose. La superficie e' variamente distribuita tra pascoli, rupi,
ghiaioni e boschi. Di rilevanza scientifica la flora che annovera specie mai segnalate prima sul massiccio del
Velino come la Nigritella widderi, l'Orchis spitzelii e la Peonia officinahs. Va ricordata anche la presenza di
relitti della vegetazione di epoca glaciale come: la Sassifraga marginata, il Ranuncolo brevifoglio, l'Adoniele
curvata ed il Papavero pireneo. Piu' comune la fauna. Alla presenza costante del Lupo appenninico si affianca
quella sporadica dell'Orso marsicano. Frequenti la Volpe, la Lepre, la Faina e la Donnola. A 1790 m. e' il Lago
della Duchessa. Di origine carsica, nelle ore notturne e' stazione di uccelli migratori come il Germano reale,
l'Alzavola, la Marzaiola e la Moretta. Nidificano nella riserva l'Aquila reale, il Falco pellegrino, lo Sparviero, il
Gheppio, la Civetta ed il Gufo reale. Nell'area protetta e' vietato l'accesso ai mezzi a motore, la caccia, la
pesca, accendere fuochi, campeggiare e bivaccare, raccogliere vegetali o minerali e, in alcuni periodi
dell'anno, non e' consentito l'accesso alla Val di Teve e alla Valle Majelama.
http://www.parks.it/parco.sirente.velino/par.html
http://www.regione.abruzzo.it/turismo/parchi/riserve/nazionali/monte_velino.htm
Pantaniello
Istituita nel 1972 la riserva tutela un laghetto a 1.818 metri di quota. E' situata nel territorio dei Comune di Barrea,
in Alto Sangro. Il lago di origine morenica si estende, con profondita' irregolare, all'interno della foresta di Chiarano-
Sparvera. Questo fattore determina la varieta' della distribuzione della flora e della fauna nel bacino. La riserva e'
popolata da rettili e anfibi, tra i quali il raro Gammarus lacustris, crostaceo relitto dell'era glaciale; piu' comuni la
Biscia dal collare, il Rospo comune, le Rane verdi ed il Tritone crestato. Unica specie ittica e' la Tinca.
La presenza di forme animali arcaiche testimonia l'origine tettonica risalente all'era glaciale. Vi sono anche numerose
testimonianze dell'uomo preistorico che usava accamparsi sulle sponde del laghetto. La fauna e' rappresentata dal
Lupo, dall'Orso, dalla Lepre, dalla Volpe, dalla Martora, dalla Talpa romana e dal Topo selvatico collogiallo. Gli uccelli
osservati sono l'Aquila reale, l'Astore, la Poiana, il Germano reale, il Corvo imperiale, la Taccola. La superficie del
lago in estate e' rivestita da varie forme di Brasca insieme alla Mestolaccia comune, alla Giunchina comune e al
Ranuncolo acquatico. Nella piana sovrastante lo specchio d'acqua nascono: la Costolina appenninica, il Verbasco a
foglie lunghe e il Trifoglio di Thal. La scarsa vegetazione arbustiva e' rappresentata dal Ginepro nero e dal
Fiordistecco.
http://www.regione.abruzzo.it/turismo/parchi/riserve/nazionali/pantaniello.htm
Piana Grande della Majelletta
Nel cuore del Parco Nazionale della Majella, la riserva, nata nel 1970, e' un vero 'santuario" della natura, un'isola
verde posta nella selvaggia valle solcata dal fiume Orfento, ricco di acque popolate di fauna ittica, nel comune di
Caramanico Terme. La rigogliosa vegetazione che costeggia l'alveo del fiume e' costituita dai Salix purpurea, Salix
elaeaguos, Salix alba, Angelica sylvestris, Valeriana officinalis, etc. e, piu' raramente, dalle Felci. Le considerevoli
escursioni altimetriche e la diversita' delle esposizioni determinano una forte variabilita' nelle condizioni climatiche ed
in quelle della vegetazione. Da rilevare le fitte mughete tra le quali trovano rifugi numerosi passeriformi tra cui la
Passera scopaiola, il Crociere ed il raro Merlo dal collare. Scendendo di quota si trovano le faggete e, nelle praterie
d'altitudine, la Stella alpina dell'Appennino, il Caponero alpino, il Camedrio alpino. Nelle aree piu' calde vegetano il
Leccio, la Boverella, il Carpino nero, l'Acero campestre ed il Maggiociondolo. Nei fondovalle e presso gli stagni
crescono specie non comuni di flora nitrofila: Rumex alpinus, Cinoglossum officinale mentre le nicchie rupestri
custodiscono delle preziosita' biologiche endemiche come l'Aquilegia della Majella, il piccolo Erinus alpinus, la
Violacciocca d'Italia, la rarissima Efedra nebrodense e la bellissima Peonia pellegrina.
Altrettanto ricca la fauna ornitica che comprende lo Sparviero, il Lodolaio, il Falco pellegrino ed il piu' raro
Lanario. Sui pascoli d'alta quota nidificano il Fringuello alpino, lo Spioncello, la Coturnice. Tra le acque dell'Orfento si
osservano la Ballerina gialla ed il Merlo acquaiolo, eletto a simbolo della riserva. Molto interessante la presenza
stabile della Lontra nel bacino fluviale. Completano la ricca fauna la Volpe, la Lepre e le arvicole.
Biotopo interessato dalla presenza del lupo appenninico e gatto selvatico, particolarmente adatto alla reintroduzione
del cervo e del capriolo; ospita rilevanti popolazioni di coturnice costituendo inoltre un importante ambiente per
diverse specie di mammiferi, volatili e rettili.
http://www.regione.abruzzo.it/turismo/parchi/riserve/nazionali/orfento.htm
Quarto S.Chiara
La tenuta riveste un interesse naturalistico floristico forestale ed anche faunistico per le popolazioni di uccelli propri
delle zone umide e di uccelli e mammiferi forestali. La tenuta é frequentata dall'orso bruno e dal lupo appenninico.
Valle dell'Orfento
Nel cuore del Parco Nazionale della Majella, la riserva, nata nel 1970, e' un vero 'santuario" della natura, un'isola
verde posta nella selvaggia valle solcata dal fiume Orfento, ricco di acque popolate di fauna ittica, nel comune di
Caramanico Terme. La rigogliosa vegetazione che costeggia l'alveo del fiume e' costituita dai Salix purpurea, Salix
elaeaguos, Salix alba, Angelica sylvestris, Valeriana officinalis, etc. e, piu' raramente, dalle Felci. Le considerevoli
escursioni altimetriche e la diversita' delle esposizioni determinano una forte variabilita' nelle condizioni climatiche ed
in quelle della vegetazione. Da rilevare le fitte mughete tra le quali trovano rifugi numerosi passeriformi tra cui la
Passera scopaiola, il Crociere ed il raro Merlo dal collare. Scendendo di quota si trovano le faggete e, nelle praterie
d'altitudine, la Stella alpina dell'Appennino, il Caponero alpino, il Camedrio alpino. Nelle aree piu' calde vegetano il
Leccio, la Boverella, il Carpino nero, l'Acero campestre ed il Maggiociondolo. Nei fondovalle e presso gli stagni
crescono specie non comuni di flora nitrofila: Rumex alpinus, Cinoglossum officinale mentre le nicchie rupestri
custodiscono delle preziosita' biologiche endemiche come l'Aquilegia della Majella, il piccolo Erinus alpinus, la
Violacciocca d'Italia, la rarissima Efedra nebrodense e la bellissima Peonia pellegrina.
Altrettanto ricca la fauna ornitica che comprende lo Sparviero, il Lodolaio, il Falco pellegrino ed il piu' raro
Lanario. Sui pascoli d'alta quota nidificano il Fringuello alpino, lo Spioncello, la Coturnice. Tra le acque dell'Orfento si
osservano la Ballerina gialla ed il Merlo acquaiolo, eletto a simbolo della riserva. Molto interessante la presenza
stabile della Lontra nel bacino fluviale. Completano la ricca fauna la Volpe, la Lepre e le arvicole.
http://www.regione.abruzzo.it/turismo/parchi/riserve/nazionali/orfento.htm
Valle dell' Orfento II
Nel cuore del Parco Nazionale della Majella, la riserva, nata nel 1970, e' un vero 'santuario" della natura, un'isola
verde posta nella selvaggia valle solcata dal fiume Orfento, ricco di acque popolate di fauna ittica, nel comune di
Caramanico Terme. La rigogliosa vegetazione che costeggia l'alveo del fiume e' costituita dai Salix purpurea, Salix
elaeaguos, Salix alba, Angelica sylvestris, Valeriana officinalis, etc. e, piu' raramente, dalle Felci. Le considerevoli
escursioni altimetriche e la diversita' delle esposizioni determinano una forte variabilita' nelle condizioni climatiche ed
in quelle della vegetazione. Da rilevare le fitte mughete tra le quali trovano rifugi numerosi passeriformi tra cui la
Passera scopaiola, il Crociere ed il raro Merlo dal collare. Scendendo di quota si trovano le faggete e, nelle praterie
d'altitudine, la Stella alpina dell'Appennino, il Caponero alpino, il Camedrio alpino. Nelle aree piu' calde vegetano il
Leccio, la Boverella, il Carpino nero, l'Acero campestre ed il Maggiociondolo. Nei fondovalle e presso gli stagni
crescono specie non comuni di flora nitrofila: Rumex alpinus, Cinoglossum officinale mentre le nicchie rupestri
custodiscono delle preziosita' biologiche endemiche come l'Aquilegia della Majella, il piccolo Erinus alpinus, la
Violacciocca d'Italia, la rarissima Efedra nebrodense e la bellissima Peonia pellegrina.
Altrettanto ricca la fauna ornitica che comprende lo Sparviero, il Lodolaio, il Falco pellegrino ed il piu' raro
Lanario. Sui pascoli d'alta quota nidificano il Fringuello alpino, lo Spioncello, la Coturnice. Tra le acque dell'Orfento si
osservano la Ballerina gialla ed il Merlo acquaiolo, eletto a simbolo della riserva. Molto interessante la presenza
stabile della Lontra nel bacino fluviale. Completano la ricca fauna la Volpe, la Lepre e le arvicole.
http://www.regione.abruzzo.it/turismo/parchi/riserve/nazionali/orfento.htm
Molise
Collemeluccio
L'abetina di Collemeluccio e le abetine Selvapiana-Vallazzuna, Abeti Soprani e Montecastelbarone sono boschi relitti
di abete bianco anticamente diffusi su tutta la dorsale appenninica. La loro attuale valenza ecologica è stata ed è
tuttora oggetto di studi approfonditi. Il Bosco di Collemeluccio costituisce oggi una Riserva Naturale Orientata
Statale, caratterizzata prevalentemente da un importante nucleo di abeti bianchi e solo in parte da prati pascoli, posti
ai margini del bosco. La rilevanza naturalistica di questa riserva è da attribuire essenzialmente alle buone condizioni
di conservazione. Tale situazione si è determinata nel tempo non solo per il ridotto effetto delle attività antropiche,
ma soprattutto perché dal 1968 l'Ex Azienda di Stato per le Foreste Demaniali ha iniziato un progetto di
accorpamento delle varie particelle che ne costituivano l'originario nucleo. Oggi il Bosco di Collemeluccio ha
un'estensione di circa 363 ettari e oltre ad essere una Riserva Naturale Orientata dello Stato, costituisce, insieme al
vicino nucleo di Montedimezzo, una delle Riserve della Biosfera, denominate appunto MaB (Man and Biospher) ed
istituita dall'UNESCO insieme ad altre quattro in Italia. Tale riconoscimento ha determinato per questo biotopo
particolari azioni di protezione e di gestione. Nel Bosco di Collemeluccio, l'abete bianco, specie dominante, si
presenta puro alle quote medie, in associazione prevalentemente con il cerro e l'acero alle quote più basse e con il
faggio oltre gli 800 metri. Nella Riserva trovano rifugio entità faunistiche tipiche dell'Appennino: la volpe, la lepre, il
tasso, la donnola, la faina ed alcune specie di pipistrelli. Tra gli uccelli risultano presenti, oltre ai più comuni
strigiformi e passeriformi, alcuni rapaci: il biancone ed il falco pecchiaiolo. Importante, perché indice della elevata
qualità delle acque dei vicini torrenti è la presenza del gambero di fiume; le recenti segnalazioni fanno ancora
sperare nella sua conservazione. Anche il censimento di numerosi insetti, effettuato negli ultimi studi condotti da
ricercatori universitari, testimonia quali contenitori di biodiversità siano ancora oggi, le abetine dell'Alto Molise.
Tipico ambiente collinare montano delle zone interne dell'Appennino centro-meridionale con vaste estensioni di bosco
di abete bianco e con fauna costituita da cinghiale, scoiattolo, volpe e alcuni rapaci.
http://digilander.libero.it/dgandrea/riserve_naturali__di_montedimezz1.htm http://regione.molise.it/korai/01ambiente/01ambientemenu/10patrimonionaturaledelmolise/
02areenaturalistiche/vastogirardi-riservamabmontedimezzo.html
Montedimezzo
Il Bosco di Montedimezzo costituiva in passato, con i limitrofi nuclei Feudozzo e Pennataro, un unico complesso
forestale; la proprietà di tale feudo, degli Angioini fino 1606, poi dei Monaci Certosini fino al 1799, divenne regio
patrimonio dei Borboni e dichiarato Reale Riserva di Caccia nel 1825. Oggi la Riserva viene amministrata dall'Ex
Azienda di Stato per le Foreste Demaniali, con sede in Isernia, e gestita in collaborazione con il Comando Stazione
Forestale di Montedimezzo. Il nucleo di Montedimezzo costituisce non solo una delle quattro Riserve MaB che
l'UNESCO ha istituito in Italia, ma anche una Riserva Biogenetica, nella quale l'Istituto Sperimentale per la
Selvicoltura di Arezzo effettua periodici prelievi di semi, impiegati successivamente per la produzione di postime per
rimboschimenti. Le caratteristiche botaniche del comprensorio infatti sono di notevole pregio e rilevanza naturalistica
il cerro ed il faggio sono le specie arboree che dominano il bosco alternativamente a quote ed in aree differenti. Tali
piante vegetano in associazione con altre essenze quali: acero montano, acero campestre, frassino ossifillo, sorbo
degli uccellatori, biancospino, pero e melo selvatico. La fauna che vive nel bosco Montedimezzo è rappresentata dagli
animali più frequenti nell'Appennino: cinghiale, lepre, tasso, donnola, faina, volpe. Di recente, nel limitrofo bosco
Feudozzo in agro abruzzese, sono stati introdotti, a scopo di ripopolamento, alcuni daini occasionalmente osservati
anche nel nucleo di Montedimezzo. Uccelli ed altri piccoli animali sono presenti con rappresentanti di quasi tutte le
specie comuni al comprensorio dell'Alto Molise.
Presenza di fustaie pure e miste di cerro e di faggio con esemplari talvolta plurisecolari.
http://digilander.libero.it/dgandrea/riserve_naturali__di_montedimezz1.htm
http://www.ospitalitalia.it/dettaglio_notizia.php.id.38468/Riserva_naturale_di_Montedimezzo_.html http://regione.molise.it/korai/01ambiente/01ambientemenu/10patrimonionaturaledelmolise/02areenaturalistiche/
vastogirardi-riservamabmontedimezzo.html
Pesche
Zona popolata da diverse specie di flora e di fauna con interessanti esempi di vegetazione caratteristici delle varie
fasce fitoclimatiche con nuclei ben conservati di lecceta, di querceto a foglia caduca e di faggeta, inoltre presenta
interessanti formazioni geologiche.
http://regione.molise.it/korai/01ambiente/01ambientemenu/10patrimonionaturaledelmolise/02areenaturalistiche/
pesche-riservaorientata.html
Campania
Tirone Alto Vesuvio
Zona di grande interesse vegetazionale, per la presenza, insieme alla macchia cespugliosa spontanea a carattere
xerotermico, di formazioni vegetali di varia conformazione e struttura.
E' caratterizzata da pino domestico e pino marittimo con sporadiche presenze di pino nero d'Austria, leccio, roverella,
sughera, ontano cordato, castagno, betulla. E' stata segnalata la presenza di volpe, faina, scoiattolo, merlo, usignolo.
http://www.parconazionaledelvesuvio.it/ambiente/riserva_tirone.htm
http://digilander.libero.it/verdecammina/Parco_nazionale_del_vesuvio.htm#top
Puglia
Falascone
Tipica faggeta naturale appenninica, compresa nel Parco Nazionale del Gargano, caratterizzata dalla presenza di
macchie di specie termofile di grande interesse scientifico; tra la fauna selvatica stanziale sono da annoverare:
capriolo, tasso, gatto selvatico, faina, ghiro; e varie specie di uccelli.
Foresta Umbra
Riserva naturale biogenetica posta all'interno del Parco Nazionale del Gargano, la vegetazione predominante è
costituita da una fustaia di faggio a struttura pluristratificata.
Ischitella e Carpino
Bosco sperimentale del Parco Nazionale del Gargano, versante settentrionale del promontorio dove si può osservare
una delle più belle faggete garganiche.
Monte Barone
Bosco sperimentale ubicato sul versante meridionale del promontorio garganico, la vegetazione é costituita da una
pineta naturale di pino d'Aleppo, tra le principali specie stanziali si annoverano cinghiale, lepre, tasso, donnola.
Murge Orientali
Ambiente caratteristico della Murgia con rocce calcaree affioranti e terreni derivanti. Vegetazione caratterizzata da
boschi cedui di quercia troiana, detta fragno nella regione pugliese, con presenza delle specie più rappresentative
della macchia mediterranea.
Sfilzi
Area boscata a faggio del Parco Nazionale del Gargano, ove si individua l'unica sorgente d'acqua esistente nel
promontorio; di particolare interesse i riflessi sulla vegetazione muscinea, erbacea, arbustiva ed arborea.
Basilicata
Agromonte - Spacciaboschi
Presenta i resti di una torre e di mura perimetrali e le vestigia di una chiesa di epoca bizantina coperta da una densa
vegetazione forestale. Per quanto riguarda la fauna, significativa la presenza, anche se saltuaria, del lupo
appenninico e di numerose specie di uccelli rapaci.
Coste Castello
Densa vegetazione forestale accompagnata da specie erbacee da fiore tra le quali l'anemone appenninico, il
bucaneve, il giglio rosso e l'orchidea sambucina. La riserva comprende al suo interno il "Castello di Lagopesole",
costruito da Federico II di Svezia nel 1242, importante monumento di interesse storico.
Grotticelle
Area di notevole interesse scientifico, che presenta nella flora e nell'entomofauna aspetti ed elementi asiatico-
balcanici, quali la farfalla Acanthobrahmea europea, rinvenuta nell'area della riserva nel 1963, unica specie europea
di un genere per il resto diffuso in Asia e nell'Africa Nord-Orientale e che si riteneva estinta in Europa da almeno300
milioni di anni. Di grande interesse anche le formazioni forestali dell'area, che rappresentano un lembo residuo di
quelle che un tempo coprivano l'intera regione Calabro-Lucana, caratterizzate dalla presenza di specie dell'Europa
Sud-Orientale.
I Pisconi
Area che ospita una ricca fauna grazie alla densa vegetazione che favorisce la riproduzione indisturbata e protetta di
numerose specie animali, tra le quali lupo, gatto selvatico, donnola e faina. Il bosco, che presenta numerose specie
di querce e frassini, é accompagnato da un folto sottobosco. Sono state inoltre rinvenute nell'area della riserva
pitture rupestri risalenti al Paleo Mesolitico
Marinella Stornara
Riserva naturale biogenetica statale. Fa parte del più ampio complesso forestale che dà luogo alla riserva naturale
Stornara.
Monte Croccia
Area boscata a prevalenza di farnetto, con sottobosco rado, in cui oltre al cinghiale, si rileva la presenza di specie
quali volpe, faina, donnola e tasso. Fra i rapaci si segnala la presenza dello sparviero. Al suo interno si ritrovano i
resti di un'antica città alpestre fortificata
Rubbio
La foresta di Rubbio costituisce uno degli ultimi relitti delle formazioni miste di faggio e abete bianco che
originariamente rivestivano le pendici del Pollino e diverse altre zone appenniniche. Per quanto riguarda la fauna,
nell'area risultano ancora presenti lupo, istrice, gatto selvatico e martora. Fra gli uccelli sono stati segnalati falco
pellegrino, nibbio reale e picchio nero, specie caratteristica di boschi maturi e ben conservati.
Calabria
Coturelle - Piccione
Zona di castagno e delle querce caducifoglie. Nel sottobosco si trovano erica, felce aquilina e ginestra dei carbonari.
Fra i 1.100 e i 1.600 m di altitudine è compresa la fascia di pino laricio. La specie più significativa è il pino laricio
calabrese. Tra i mammiferi il lupo, capriolo, il cinghiale. Tra gli uccelli sono presenti numerose specie, poiana,
sparviero, cornacchia grigia, picchio nero, picchio rosso maggiore.
Cropani - Micone
Le specie predominanti sono castagno, pino nero, ontano comune, faggio e abete bianco. Il sottobosco è piuttosto
eterogeneo. Tra i mammiferi sono presenti cinghiale, puzzola, donnola, tasso, lepre comune, martora e volpe. Tra gli
uccelli, tordo bottaccio, falco cuculo, airone cenerino, gufo comune e corvo imperiale.
Gallopane
La riserva presenta una copertura forestale a conifere. Boschi di faggio, castagno, cerro, pino nero e pino laricio.
Rilevante è la presenza di un nucleo di lupo apenninico, sono pure presenti martora, gatto selvatico,tasso e puzzola;
tra gli uccelli l'avvoltoio degli Egizi, il biancone, il picchio nero, il gufo ed il falco pellegrino.
Gariglione Pisarello
Paesaggio situato sulle cime della Sila, rupestre e scosceso. Sono presenti boschi di faggio, castagno, cerro, pino
nero e pino laricio. Rilevante è la presenza di un nucleo di lupo apenninico.
Gole del Raganello
Gole caratterizzate da imponenti formazioni rocciose, sulle quali vegetano numerosi pini loricati con presenza nelle
zone più elevate di faggete nelle quali è presente anche l'abete bianco allo stato spontaneo. Sono presenti: volpe,
faina, donnola, tasso, aquila reale, falco pellegrino, gheppio, corvo imperiale, raganella comune, ululone dal ventre
giallo.
Golia Corvo
Boschi di faggio, castagno, cerro, pino nero e pino laricio. Sono presenti martora, gatto selvatico, tasso e puzzola.
I Giganti della Sila
Piccolo lembo del vasto altopiano della Sila. La vegetazione è caratterizzata da pino laricio, specie endemica della
Calabria, con alberi ultrasecolari, detti appunto i Giganti di Fallistro, e da una giovane fustaia di faggio con acero e
pioppo bianco.
Iona Serra della Guardia
Dolci rilevi costituiti da rocce intrusive (principalmente graniti e dioriti) e metamorfiche (gneiss e scisti). Predomina la
pineta pura di pino laricio, con con formazioni miste di castagno, cerro e faggio. Le specie di mammiferi presenti
sono: lepre comune, scoiattolo, gatto selvatico, martora, faina, puzola, tasso, volpe e lupo. L'avifauna è composta da
sparviero, allocco, civetta, cesena e beccaccia.
Marchesale
Le specie predominanti sono il castagno ed il faggio. L'ontano comune é presente in rigogliose fustaie, che ricoprono
soprattuto le valli. Il sottobosco nei castagneti è piuttosto eterogeneo, costituito da elementi mesofili della faggeta e
termofili dei querceti. Tra i mammiferi sono presenti cinghiale, martora, faina, puzzola e donnola. Tra gli uccelli,
tordo bottaccio, falco cuculo, airone cenerino, gufo comune, corvo imperiale, beccaccia, cinciallegra e rigorgolo. Tra i
rettili, vipera comune. Per la fauna entomologica, la foresta annovera varie specie di carabidi, di lepidotteri e di
coleotteri.
Poverella Villaggio Mancuso
L'area ricade tra i 1.000 e i 1.300 m di altitudine, la morfologia è ondulata con pendenze sempre blande. Il clima è
tipicamente mediterraneo. La specie più diffusa e importante è pino laricio calabrese. Altre specie sono castagno,
leccio, roverella. Fra gli arbusti la ginestra dei carbonai e il biancospino. Fra i mammiferi la specie più importante è
certamente il lupo. Degli uccelli si ricordano numerose specie, tra le quali sparviero, astore e cornacchia grigia.
Serra Nicolino - Pian d'Albero
Terreno ondulato con numerose vallette e con pendenze molto variabili; la zona è ricca di acque sorgive. La
vegetazione è caratterizzata da faggio, con qualche sporadico esemplare di cerro e castagno. La fauna è costituita da
cinghiale, volpe e faina.
Tasso - Camigliatello
Blando rilievo montuoso inciso dal "Vallone Tasso" e dal suo affluente di sinistra "Vallone Mucone". Presenta cenosi
miste di laricio e faggio. Le specie di mammiferi presenti sono la lepre comune, lo scoiattolo, la martora, la volpe e il
lupo. L'avifauna è composta dallo sparviero, l'allocco e la civetta.
Trenta Coste
Ambiente che degrada sul versante sinistro del torrente Cino, la zona é costituita da rocce metamorfiche. In tutto il
territorio della riserva si segnala il pino laricio, oltre al larice, castagno, cerro e faggio. Le specie di mammiferi
presenti sono la lepre, lo scoiattolo, la faina e il lupo. L'avifauna è composta da sparviero, allocco e civetta.
Valle del Fiume Argentino
Habitat ideale per aquila reale, coturnice, picchio nero, capriolo, lupo appenninico e gatto selvatico.
Valle del Fiume Lao
Area attrversata dal fiume Lao, popolato da una fauna di notevole pregio scientifico, con formazioni boschive di notevole
interesse e varietà con presenza di campioni di tutte le cenosi forestali della zona dalla macchia mediterranea alla
faggeta.
www.parks.it
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