«Chi si fosse avventurato, negli anni sessanta e settanta, sopra i duemila metri dell'arco alpino, avrebbe probabilmente finito con l'imbattersi in un uomo slanciato e ossuto, intento a fotografare e descrivere minuziosamente le diverse migliaia di fiori che sbocciano a quelle quote. Sarebbero stati evidenti la meticolosità e il rigore con cui ogni specie veniva catalogata, ma forse pochi avrebbero indovinato che la stessa meticolosità e lo stesso rigore erano stati, in anni precedenti, applicati a studi di tutt’altro genere. Quell'uomo solitario e infaticabile era Franco Rasetti, uno dei migliori fisici nucleari degli anni trenta e dei primi anni quaranta, nonché uno dei maggiori esperti della paleontologia del periodo Cambriano».
(Valeria Del Gamba, Il ragazzo di via Panisperna. L'avventurosa vita del fisico Franco Rasetti, Bollati-Boringhieri, 2007)
«Franco Rasetti assorbì il virus della passione per la montagna attraverso lo zio Gino Galeotti, noto professore di patologia e grande appassionato di alpinismo e di sci, che lo condusse con sé nel corso di alcune estati passate all’Istituto Angelo Mosso al Col d’Olen, nel gruppo del Monte Rosa; durante queste vacanze il giovane Rasetti divideva il proprio tempo tra le scalate e l’attività di portatore di strumenti o di “cavia umana” per le attività scientifiche che si svolgevano all’Istituto sulla fisiologia in quota e sulla glaciologia. In questa diffusa passione per la montagna finirono naturalmente coinvolti altri membri del gruppo, tra cui Emilio Segrè e alcuni dei più giovani studenti, come Giulio Racah, che sarebbe in seguito diventato un eccellente fisico teorico. Il cerchio si allargava, al di fuori dello stretto gruppo dei fisici, a compagni di studi di ingegneria, come Mario Salvadori e Giovanni Enriques (figlio del matematico, e in seguito dirigente della Olivetti e quindi direttore della casa editrice Zanichelli, che è diventata sotto la sua guida un punto di riferimento in Italia per le pubblicazioni scientifiche e per la letteratura alpinistica). Il riferimento comune era la sezione universitaria del CAI di Roma (SUCAI), e attraverso l’ambiente alpinistico romano si crearono ulteriori contatti con altri compagni di cordata, tra cui spiccano i nomi di Rand Herron e di Piero Franchetti. I luoghi frequentati, oltre alle Dolomiti e le Alpi Occidentali nell’estate, andavano dalle modeste rocce della storica palestra del Monte Morra, nelle vicinanze di Tivoli, alle più serie pareti del gruppo del Gran Sasso, oppure, come per Fermi e Rasetti durante il loro comune soggiorno a Firenze nei primi anni Venti, le scoscese pendici delle Alpi Apuane».
(Gianni Battimeli, In montagna, jcom.sissa.it/archive/02/01/L020101/jcom0201(2003)L01_it)

Franco Rasetti (secondo da destra) in montagna

Enrico Fermi, Nello Carrara, e Franco Rasetti, in montagna

Franco Rasetti in montagna, alla ricerca di trilobiti del Cambriano
Articolo pubblicato su "Notiziario Floristico del Gruppo Flora Alpina Bergamasca", anno X, n. 21, Aprile 2002. (Scritto da Andrea Soderi)
Chi di noi non ha almeno sfogliato “I fiori delle Alpi” di Franco Rasetti? E’ fatto molto bene: pur essenziale, rivela un’ottima conoscenza della materia esposta e nel testo e nelle fotografie, che racchiudono tutti gli elementi necessari alla determinazione della specie, con un’accuratezza sempre più rara da trovare nelle opere generali. Divulgativo ad alto livello, è ancora oggi l’opera che tratta il maggior numero di specie alpine, utile anche a chi fa scienza e prezioso per gli appassionati già introdotti nello specifico: ha avvicinato molti a questa disciplina. Ma chi è l’autore?
“Egli si trova a proprio agio sia con le teorie della relatività e della meccanica ondulatoria, sia con quelle dell’evoluzione della vita nel Cambriano. E’ un’autorità mondiale in spettroscopia, in fisica nucleare, in paleontologia ed in botanica. Le sue pubblicazioni scientifiche in ciascuno di questi campi hanno enormemente arricchito il tesoro intellettuale del mondo intero. Le generazioni di studenti che egli ha formato hanno diffuso i suoi principi ed hanno apportato bellissimi contributi scientifici in molti paesi. Il Canada beneficerà ancora per molte generazioni del passaggio del professor Franco Rasetti.” Queste sono espressioni di un suo allievo, Larkin Kerwin, divenuto poi rettore dell’Università Laval a Quebec e presidente dell’Agenzia Spaziale Canadese.
Rasetti ha insegnato dal 1939 al 1947 alla Laval e dal 1947 al 1967 all’Università Johns Hopkins di Baltimora. Ma come ci è arrivato in America? Partiamo dall’inizio, è meglio.
Franco Rasetti nacque a Pozzuolo, frazione di Castiglione del Lago (PG) il 10.8.1901 da genitori (1) benestanti ed acculturati che coinvolsero il figlio nei loro entusiasmi, fin dalla più tenera età, instillando in lui un’inesauribile curiosità verso tutti gli aspetti della natura. Grande influenza venne esercitata nella sua formazione giovanile anche dallo zio materno, Gino Galeotti, patologo di fama ed alpinista appassionato che gli infuse l’amore per la montagna (e che frequentava la famiglia della piccola Natalia Ginzburg (1916-1991), vedi alcune “pennellate” su zio, sorella e nipote in “Lessico familiare”).
I genitori provvidero fino all’età di 10 anni all’ educazione del figlio che pertanto non frequentò le elementari. Già nel 1918 pubblicò il suo primo lavoro di entomologia, cui ne seguirono altri quattro in collaborazione con il padre, fino alla morte di questi; l’ultimo fu pubblicato nel 1939 sulla fauna cavernicola.
Ancorché schivo, solitario, non amava il silenzio: con la sua voce alta, dal forte accento toscano, e con la sua fragorosa risata, quasi fanciullesca, ingenua, si notava subito. Aveva una memoria eccezionale. A settant’anni ricordava le strofe del giornalino che aveva letto da ragazzo. Conosceva a memoria i nomi latini di migliaia di animali, piante e fossili che aveva studiato anche decine di anni prima. Non prendeva appunti né delle letture né delle osservazioni di campagna. Quando aveva letto una volta un lavoro, per quanto complesso fosse, era in grado di esporlo con chiarezza (altra sua dote) subito od a distanza di anni. Difficilmente ritornava su di una fonte che aveva già consultato.
All’Università di Pisa (2) conobbe il coetaneo Enrico Fermi (1901-1954) che aveva già una conoscenza avanzatissima, superiore a quella dei propri insegnanti, delle frontiere della fisica. Ne fu affascinato e ne riconobbe la leadership. Abbracciò lo studio di questa scienza, per lui sconosciuta (3), anche per dimostrare a se stesso di poterla dominare. E vi riuscì benissimo. L’amicizia con Fermi fu solidissima ancorché i due fossero abbastanza diversi. Per Fermi non esisteva che la fisica e pensava solo a questa. Rasetti spaziava da un campo all’altro dello scibile.
Il loro sodalizio a Roma costituì il nucleo (5) di quei “ragazzi di via Panisperna” che rappresentò un momento magico nella storia della scienza non solo italiana. Rasetti, nel 1930 ottenne una cattedra in spettroscopia; veniva chiamato “Venerabile Maestro” dai “ragazzi” in quanto era sempre preparato su tutto e, nello specifico, nella fisica, non solo aveva grandi capacità di sviluppo teorico nelle indagini che affrontava, ma anche grandi capacità sperimentali. Uomo estremamente minuzioso (per lui, e quindi per i suoi collaboratori, la qualità del lavoro, qualunque lavoro, doveva essere massima) sviluppa una capacità straordinaria nell’ ideare e costruire apparecchi e strumentazione sperimentale.
Amava la natura soprattutto montana, salì moltissime cime delle Alpi, spesso in libera. Con lo zio ed altri scienziati nel 1918/19 salì 13 volte sulla punta Gnifetti e pernottò diversi giorni alla Capanna Margherita per fare esperimenti scientifici. Col coetaneo Gino Martinoli Levi (+ 1996), fratello della Ginzburg, fece molte ascensioni compresa l’ultima nel 1964 sul Nadelhorn, m. 4327. La Ginzburg li ha ritratti nel mentre rientravano dalle gite o dalle ascensioni con minerali, insetti, muschi. Il naturalista faceva proseliti (ma poi il Martinoli fece il direttore della Olivetti, della Necchi, dell’Agip Nucleare ed alla fine il presidente del Censis). Rasetti parte la prima volta per l’ America con una borsa di studio per l’anno 1928-1929 a Pasadena dove, da solo, studia l’effetto Raman con una tecnica originale che resterà tra le sue opere più significative. Ma anche in California non riesce a restare soltanto nei laboratori e fra le altre scalate è da segnalare la prima invernale del Monte Whitney, m. 4418. Tornerà in America nel ’35 per una traversata trascontinentale in automobile per visitare i maggiori monumenti naturali (Gran Canyon, Yellowstone, ecc), prima di fermarsi per quasi un anno alla Columbia University . Nell’anno 1931-1932 una borsa di studio lo porta a Berlino per lo studio della radioattività . Li ha l’occasione di discutere con gli scienziati che rappresentano la fisica del loro tempo: A. Einstein, M. Planck, W. Nernst, E. Schrodinger, tutti premi Nobel. Negli anni visiterà anche l’Inghilterra, la Russia, l’Austria, l’Ungheria ed il Marocco. Sotto la guida di Fermi e con le tecniche e gli strumenti approntati soprattutto dal suo braccio destro Rasetti , “i ragazzi” nel 1934 sono pronti ad affrontare il nucleo dell’atomo con risultati che nel ’38 frutteranno il Nobel a Fermi .
Nel ’36 Rasetti pubblica a Nuova York “Elements of Nuclear Phisics” che è un classico (e circa 90 sono complessivamente le note di fisica pubblicate). Ma i tempi si fanno difficili e i “ragazzi “ si disperdono: una pagina di storia eccezionale si chiude per l’Italia e nel mondo finisce la stagione d’oro della libera ricerca sull’atomo (4). Nel ’38, anche se riceve il premio Mussolini per i suoi lavori in fisica, Rasetti non può sopportare che l’Italia si sia accodata alla Germania nell’emanare le leggi razziali. Rasetti nel ’39 lascia la collezione entomologica del padre, da lui incrementata, descrivendo anche alcune specie nuove, fino a circa 30.000 esemplari, al Museo di Zoologia di Roma ed accetta una cattedra di fisica nel Quebec in Canada. In pratica questa facoltà, al suo arrivo, è rappresentata da lui solo, ma in pochi mesi riesce ad organizzarla. Anche alcune strumentazioni vengono costruite da lui stesso (una trentina di contatori Geiger vengono addirittura venduti in Canada e negli Usa) ed indirizza i suoi studi in particolare sui raggi cosmici riuscendo a decelerare la trasformazione dei mesoni misurandone la loro breve vita (circa 1,5 microsecondi).
Nell’autunno del ’42 gli anglo-canadesi lo invitano ad unirsi ad una equipe in via di costituzione per realizzare la prima reazione a catena in acqua pesante (di cui nemmeno gli americani disponevano). Non ostante la possibilità di lavorare con altri fisici di qualità e le buone offerte economiche, Rasetti respinge categoricamente ed immediatamente l’offerta. A lui era già chiaro il tragico risultato di una ricerca in quella direzione. Cosciente che il suo rifiuto lo emargina dai grandi circuiti della scienza internazionale, rimane comunque fedele a se stesso. Aveva abbracciato la fisica per una sfida personale ed ogni applicazione bellica del suo lavoro turba il suo animo. Lui e l’ebreo tedesco Max Born furono gli unici a rifiutare di partecipare agli studi sugli usi militari della scissione dell’atomo.
Fin dal suo arrivo in Canada, con la madre settantenne, aveva cercato un nuovo centro d’interesse che lo portasse fuori dai laboratori e lo aveva trovato nella paleontologia. In un anno, leggendo per 4-5 ore al giorno, oltre al nuovo lavoro che stava impostando all’università, assimilò tutta la letteratura che riguardava il Cambriano e nel ’40 cominciò a percorrere il grande paese per raccogliere soprattutto trilobiti. Nel gennaio ’43 pubblicò il primo di decine di lavori paleontologici.
Furono anni intensi per lui quelli della seconda guerra mondiale, poiché, per quanto continuasse ad insegnare fisica ed a fare ricerca, la paleontologia lo assorbiva sempre di più e teneva lontano la sua mente dal pensiero della guerra, della violenza e del totalitarismo che lui aborriva. Ma le sue più pessimistiche previsioni si avverarono nell’agosto del ’45 con lo sgancio delle due bombe atomiche. “La fisica ha venduto la sua anima al diavolo” fu il grido di dolore di Rasetti . E quarant’anni dopo aggiunse ” l’uso criminale che ne hanno fatto i fisici della loro scienza, inventando armi mostruose che rischiano di annichilire l’intera umanità, ha molto contribuito a disgustarmi della fisica e dei suoi rappresentanti”.
La sua affermazione in campo paleontologico, come in tutto quello che Rasetti ha affrontato, è stata subitanea e sorprende il ristretto (nel numero) mondo degli specialisti. Dalla fine della guerra, istituti di ricerca ed università dagli Usa gli avanzano numerose proposte. Rasetti preferisce la vita universitaria alla ricerca industriale ed alla fine accetta l’offerta della Università Johns Hopkins di Baltimora che gli lascia scegliere lo stipendio ed il soggetto degli studi che vuole, fisica e/o paleontologia. E’ un offerta che non può rifiutare e pertanto il Nostro, lasciati alla Laval centinaia di tipi di trilobiti descritti da lui, accompagnato dalla madre settantasettenne, parte per Baltimora dove continuerà per vent’anni ad insegnare, fare ricerca in fisica quantistica, pubblicarne i risultati, dirigere le tesi degli studenti, tenere corsi estivi, sempre di fisica, presso università principalmente statunitensi, ma non solo, fino alla pensione. Tutto il suo tempo libero è dedicato alla paleontologia che lui considera un hobby, ma che invece gli ha dato prestigio internazionale. In media pubblica quasi ogni anno un lavoro importante. Nel ’67 la sua collezione personale di trilobiti passerà al British Museum ed il Rasetti lasciato l’insegnamento tornerà a Roma.
A Roma non torna solo, poiché a Baltimora nel ’49 aveva sposato Marie Madeleine Hennin (n. 1909) mentre la madre, che non poteva avere un permesso di soggiorno superiore ai sei mesi, si ritirò in Italia, dividendosi tra Roma e Pozzuolo Umbro, dove figlio e nuora venivano diverse settimane ogni anno approfittandone per fare numerose spedizioni e scalate, lui, sulle Alpi. Il ripercorrere le sue Alpi, dove aveva sempre erborizzato con la madre, lo invoglia anche ad avvicinarsi di più alla botanica. Dal ’58 e per vent’anni “setaccia” le Alpi, dalla Francia all’Austria (6), per fotografare, sempre in luce naturale e con lenti addizionali autocostruite, la flora alpina, senza dimenticare le orchidee spontanee, altra sua passione da sempre, di cui negli anni settanta era forse l’unico vero esperto in Italia.
Nel 1969, ‘70 e ‘71 andò nell’Iglesiente, dove ci sono classiche stazioni del Cambriano per ricercare gli amati trilobiti, pubblicando un primo lavoro nel ’70 e quello definitivo nel ’72. Quasi 1500 esemplari da lui raccolti sono conservati nel Museo del Servizio Geologico d’Italia. Nel corso dello stesso anno morì anche la madre ultracentenaria.
Negli anni successivi ebbe due momenti di depressione acuta che lo costrinsero al ricovero. Dopo il primo si riprese abbastanza bene e con la moglie (7) va in America a trovare i di lei figli e nipoti ed in Italia riprende a fotografare i fiori sulle Alpi ed a cercare un editore. Purtroppo ha una ricaduta nel ’77 da cui si riprende, ma la sua mitica memoria non sarà più la stessa, anche se continuerà fino al 1985 a percorrere le sua amate montagne in tutta Europa. A questo punto decidono di andare a vivere in Belgio dove la moglie ha ancora dei parenti e si ritirano in una casa per anziani a Waremme.
Prima di lasciare l’Italia Rasetti deposita nell’archivio del suo collega Edoardo Amaldi (1908-1989) 560 fotografie scattate dal 1921 al 1929. Molte ovviamente hanno ormai valore storico, soprattutto quelle scattate nei congressi di fisica. Dopo il suo trasferimento in Belgio, finalmente nel 1980 vede la luce il suo “I fiori delle Alpi”, grazie al giovane dr. Walter Rossi che, prima aveva accompagnato il suo maestro in tante escursioni, e poi, dopo la sua partenza, si era addossato tutto il lavoro editoriale. Al prof. Rossi (Università dell’Aquila) si deve anche la cura della seconda edizione (1996). Le 8.000 diapositive complessivamente scattate dal Rasetti sulla flora delle Alpi sono ora depositate presso l’Orto Botanico di Firenze. Del lavoro che intendeva pubblicare sulle orchidee è uscita solo la parte sistematica nell’opera del Pignatti , nel 1982, predisposta però molto tempo prima.
Franco Rasetti è morto a Waremme il 5 dicembre 2001 all’età di cento anni.
"La scienza può dire 'Se vuoi costruire una bomba da 100 megatoni devi fare così e così ', ma la scienza non può mai dirci se dobbiamo costruire una bomba da 100 megatoni. Penso quindi che gli uomini dovrebbero interrogarsi più a fondo sulle motivazioni etiche delle loro azioni. E gli scienziati, mi dispiace dirlo, non lo fanno molto spesso".
Queste considerazioni di Franco Rasetti sono estremamente attuali (vedi ad esempio la ricerca genetica). Il suo rifiuto di collaborare alla costruzione di armi, ancorchè per contrastare un nemico temuto e disprezzato come quello nazista, può far discutere. Infatti il pacifista Albert Einstein andò in senso contrario, invitando, fin dal ’39, il Presidente Usa ad approntare quelle armi. Ma chi assume queste scelte così coerenti con il suo animo e così penalizzanti nelle conseguenze personali merita la nostra ammirazione e deve essere di esempio a tutti e non solo agli scienziati.
http://guide.dada.net/fisica_applicata/interventi/2002/04/100976.shtml
Biografie e notizie
http://it.wikipedia.org/wiki/Franco_Rasetti
http://www.unipi.it/athenet1-14/05/articoli/addobbati_rasetti-i.html
http://www.unipi.it/athenet1-14/05/articoli/addobbati_rasetti_box1-i.html
http://www.unipi.it/athenet1-14/05/articoli/addobbati_rasetti_box2-i.html
http://www.torinoscienza.it/personaggi/apri?obj_id=159
http://gsc.nrcan.gc.ca/paleochron/10_f.php
http://www.jhu.edu/~gazette/2002/07jan02/07franco.html
Intervista orale a Franco Rasetti (1982)
Rasetti, Franco (1982) Interview with Franco Rasetti. Oral History Project, California Institute of Technology Archives, Pasadena, California.
http://oralhistories.library.caltech.edu/70/01/OH_Rasetti.pdf
Bibliografia
Fonti secondarie
Cristiano Buttaro, Arcangelo Rossi, Franco Rasetti. Una biografia scientifica, Roma, Aracne, 2007.
Valeria Del Gamba, Il ragazzo di via Panisperna - L’avventurosa vita del fisico Franco Rasetti, Torino, Bollati Boringhieri, 2007.
Danielle Ouellet, Franco Rasetti, physicien et naturaliste (il a dit non à la bombe), Paris, Guérin, 2000.
Fonti primarie
Livello bibliografico: Monografia
Autore: Rasetti, Franco
Titolo: Il nucleo atomico / Franco Rasetti
Pubblicazione: Bologna : Zanichelli, 1936
Codice identificativo: IT\ICCU\PUV\0322047
Livello bibliografico: Monografia
Autore: Rasetti, Franco
Titolo: Lower and middle Cambrian trilobite faunas from the Taconic sequence of New York
Pubblicazione: Washington : Smithsonian Institution Press, 1967
Codice identificativo: IT\ICCU\SBL\0195783
Livello bibliografico: Monografia
Autore: Rasetti, Franco
Titolo: New Lower Cambrian trilobite faunule from the Taconic sequence of New York
Pubblicazione: Washington : Smithsonian Institution, 1966
Codice identificativo: IT\ICCU\SBL\0182841
Livello bibliografico: Monografia
Autore: Nicosia, Maria Luisa <1922-1977> dell'Iglesiente (Sardegna) descritti da Meneghini / Maria Luisa Nicosia e Franco Rasetti
Pubblicazione: Roma : Accademia nazionale dei Lincei, 1970
Codice identificativo: IT\ICCU\CAG\1310215
Livello bibliografico: Monografia
Autore: Rasetti, Franco
Titolo: Lower Cambrian ptychopariid Trilobites from the conglomerates of Quebec
Pubblicazione: Washington : Smithsonian Institution, 1955
Codice identificativo: IT\ICCU\SBL\0012885
Livello bibliografico: Monografia
Autore: Rasetti, Franco
Titolo: Elements of nuclear physics / by Franco Rasetti
Pubblicazione: London ; Glasgow : Blackie & Son Limited, 1937
Codice identificativo: IT\ICCU\UBO\0301708
Livello bibliografico: Monografia
Autore: Rasetti, Franco
Titolo: Statistical theories : a course given in 1956-1957 / by Franco Rasetti
Pubblicazione: <s. l. : s. n.>, (1957?)
Codice identificativo: IT\ICCU\RMS\0127384
Livello bibliografico: Monografia
Autore: Rasetti, Franco
Titolo: Revision of the North American trilobites of the family Eodiscidae / by Franco Rasetti
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Codice identificativo: IT\ICCU\CAG\1277707
Livello bibliografico: Monografia
Autore: Rasetti, Franco
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Livello bibliografico: Monografia
Autore: Bird, John M.
Titolo: Lower, Middle, and Upper Cambrian Faunas in the Taconic sequence of Eastern New York : stratigraphic and biostratigraphic significance / John M. Bird, Franco Rasetti
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Codice identificativo: IT\ICCU\UFI\0444854
Livello bibliografico: Monografia
Autore:Rasetti, Franco
Titolo: I fiori delle Alpi: le specie che crescono al di sopra del limite della foresta illustrate da 572 riproduzioni di fotografie a colori eseguite dall'autore / Franco Rasetti
Pubblicazione: Roma : Accademia nazionale dei Lincei, 1980
Codice identificativo: IT\ICCU\SBL\0337439
Livello bibliografico: Monografia
Titolo: Enrico Fermi: presentazione del frammento di combustibile di uranio proveniente dall'originale reattore Fermi, donato dal Presidente della Repubblica, Giuseppe Saragat, all'Accademia : inaugurazione del medaglione con l'effigie di Enrico Fermi, opera del maestro Corrado Cagli: discorso del socio Franco Rasetti sul tema: Enrico Fermi e la fisica italiana : 20 aprile 1968
Pubblicazione: Roma : Accademia nazionale dei Lincei, 1968
Codice identificativo: IT\ICCU\SBL\0104722
Livello bibliografico: Monografia
Autore: Rasetti, Franco
Titolo: L' espansione del fondo marino e la deriva dei continenti: conferenza tenuta nella seduta pubblica a classi riunite del 14 novembre 1970 per l'inaugurazione dell'anno accademico 1970-1971 / Franco Rasetti
Pubblicazione: Roma : Accademia nazionale deiLincei, 1971
Codice identificativo: IT\ICCU\NAP\0138634
Livello bibliografico: Monografia
Autore: Rasetti, Franco
Titolo: I fiori delle Alpi : le specie che crescono al di sopra del limite della foresta illustrate da 568 riproduzioni di fotografie a colori eseguite dall'autore / Franco Rasetti
Pubblicazione: \S.l.! : Accademia Nazionale dei Lincei ; Selcom, c1996
Codice identificativo: IT\ICCU\RLZ\0266205
Livello bibliografico: Monografia
Autore: Rasetti, Franco
Titolo: Middle cambrian stratigraphy and faunas of the canadian Rocky mountains / by Franco Rasetti
Pubblicazione: Washington : Smithsonian institution, 1951
Codice identificativo: IT\ICCU\LO1\0470845
Livello bibliografico: Monografia
Autore: Amaldi, Edoardo
Titolo: Ricordo di Enrico Persico, 9 agosto 1900-17 giugno 1969 / Edoardo Amaldi e Franco Rasetti
Pubblicazione: Roma : Accademia Nazionale dei Lincei, 1979
Codice identificativo: IT\ICCU\NAP\0096115
Livello bibliografico: Monografia
Autore: Amaldi, Edoardo
Titolo: Ricordo di Enrico Persico : 9 agosto 1900-17 giugno 1969 / Edoardo Amaldi e Franco Rasetti
Pubblicazione: Roma : Accademia nazionale dei Lincei, 1979
Codice identificativo: IT\ICCU\SBL\0313294
Livello bibliografico: Monografia
Autore: Rasetti, Franco
Titolo: I fiori delle Alpi : le specie che crescono al di sopra del limite della foresta illustrate da 568 riproduzioni di fotografie a colori eseguite dall'autore / Franco Rasetti
Pubblicazione: Torino : Selcom editoria, 1996
Codice identificativo: IT\ICCU\TO0\0394662
Livello bibliografico: Monografia
Autore:Rasetti, Franco
Titolo:Upper Cambrian trilobite faunas of northeastern Tennessee / by Franco Rasetti
Pubblicazione: Washington : Smithsonian Institution, 1965
Codice identificativo: IT\ICCU\SBL\0204587
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