Musei montani di scienze naturali

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Museo Regionale di Scienze Naturali di St. Pierre/Musée Régional des Sciences Naturelles de St. Pierre (Valle d’Aosta/ValléE d’Aoste)

Il Museo Regionale di Scienze Naturali di St. Pierre è stato inaugurato ufficialmente ed aperto al pubblico il 1° giugno 1985, ma le sue origini risalgono a molti anni prima: nacque infatti nel 1905 come museo privato della Société de la Flore Valdôtaine. Propugnatore e primo conservatore fu il canonico P. L. Vescoz,coadiuvato da altri naturalisti come l’abate J. Henry, presidente della società scientifica per ben un quarantennio ed il botanico L. Vaccari. Le cronache dell'epoca parlano di un'esposizione non grandissima, ma apprezzata dai visitatori come dalla stampa. Il Museo trovò nel tempo collocazione in sedi diverse. Nel 1934 la Société de la Flore Valdôtaine, non trovandosi in condizioni economiche tali da permetterle di affittare nuovi locali, e certo non appoggiata dal regime fascista, dovette cedere le raccolte alla Scuola Militare Alpina di Aosta che le ospitò per quasi quarant'anni in alcune sale del Castello Duca degli Abruzzi. Nel 1971, un gruppo di naturalisti e di appassionati della Société de la Flore Valdôtaine si pose come obiettivo la ricostituzione del Museo. Il 2 giugno 1975 il rinato Museo fu inaugurato nella sua nuova sede, presso la ex cappella di St. Laurent, posta nel cuore di Aosta di fronte alla monumentale Collegiata di Sant’Orso. Purtroppo dopo due sole stagioni di apertura, gli scavi archeologici intrapresi sotto la cappella costrinsero il Museo a traslocare ancora una volta. Fortunatamente il Comune di St. Pierre offrì la disponibilità dei locali nel pittoresco Castello, dove attualmente l'esposizione è ancora ospitata.

http://mrsn.vda.it/museostp/index.cfm?x=1,1,12,0
 

Museo tridentino di scienze naturali

Museo tridentino di scienze naturali è un ente pubblico che opera nel campo delle scienze naturali, con particolare attenzione al territorio alpino e all'ambito trentino. Nelle proprie sale il Museo propone esposizioni di storia naturale. Possiede inoltre una fornita biblioteca specialistica, un'aula magna, un bookshop, laboratori di ricerca, aule per la didattica.
Il Museo promuove la cultura scientifica con l’obiettivo di renderla accessibile al grande pubblico, e presta particolare attenzione al proprio ruolo educativo. Perciò ha sviluppato una rete di istituzioni museali e centri di ricerca diffusa nel territorio trentino che persegue l’innovazione della didattica, della divulgazione e delle metodologie di educazione permanente.

http://www.mtsn.tn.it/museo/default.asp


Museo Civico di Scienze Naturali "Severo Sini" (Villa d'Almè, Bergamo)

Pare, in base ad una prima sommaria ricognizione, che i primi reperti naturalistici accumulati dal Sig. Severo Sini possano risalire al 1947. Nel corso degli anni la Collezione si è progressivamente ampliata, come possiamo dedurre dal primo presunto catalogo, di cui esiste copia presso il Municipio locale. In esso vengono scrupolosamente indicate la specie di appartenenza, il luogo di raccolta, la data di acquisizione nella Collezione e il nome del raccoglitore di ogni reperto che, per la maggior parte del materiale, risulta essere lo stesso Sini. La Collezione si è gradualmente differenziata in diversi nuclei tematici.
In un recente articolo, il naturalista, in qualità di "Direttore Onorario del Museo Civico di Scienze Naturali di Villa d'Almè", sottoscriveva la richiesta di iscrizione al Registro delle Istituzioni Scientifiche, in quanto il Museo Villese era in possesso dei requisiti richiesti dalla legge. Aggiungeva inoltre che si disponeva di un registro aggiornato di donazioni, prestiti o scambi di ogni tipo di esemplari con altre istituzioni (Comune di Villa d'Almè, Prot. n. 5403, 11 luglio 1994). Il valore della Collezione era dunque consolidato.
La sezione Mineralogica è sicuramente la più consistente. è costituita da alcune migliaia di pezzi opportunamente collocati in apposite vetrine espositive. Vanno aggiunti circa un migliaio di reperti mineralogici vari che sono riposti in alcune cassettiere destinate ad un uso didattico (alla consultazione di insegnanti e studenti). Altro nucleo di pari importanza è la collezione dei Fossili ritrovati nella Bergamasca e soprattutto in Val Brembana. Essi sono testimonianza delle lontane origini del nostro territorio. Fino all'Era Secondaria o Mesozoica e nel primo periodo dell'Era Terziaria o Cenozoica la nostra terra era sommersa dalle acque dell'Adriatico, dalle quali è progressivamente emersa a partire dal terzo periodo dell'Era Secondaria, cioè circa 200 milioni di anni fa. Di minor entità numerica è la raccolta di Vertebrati, in particolare mammiferi, uccelli e rettili, la maggior parte dei quali è di provenienza locale. Troviamo volpi, faine, donnole, moscardini, ghiri, ricci, una puzzola, un tasso, aironi, rapaci, uccelli notturni, anatidi e molti passeriformi di diverse specie, ecc.; questi animali sono molto ben conservati, sebbene siano presenti nella collezione da parecchi anni, a partire dal 1961 (nel laboratorio del nostro naturalista sono presenti gli strumenti necessari alla preparazione tassidermica, l'imbalsamazione degli esemplari). Ultimo, ma non in ordine di importanza, è l'Erbario, una raccolta di specie arboree ed erbacee di varie regioni d'Italia che il ricercatore iniziò nel periodo giovanile (17-18 anni).
L'eterogeneità delle collezioni presenti nel "Museo Civico di Scienze Naturali di Villa d'Almè" testimoniano l'interesse, la dedizione e la competenza che il Sig. Sini aveva verso i vari settori delle Scienze Naturali, nel costante intento di promuovere la cultura scientifica a tutti i livelli (visite guidate, mostre, conferenze, pubblicazioni, impegno sociale, ecc.). Valorizzare degnamente la sua opera è sicuramente il modo migliore per dire tutto il nostro grazie ad una persona che ha agito nella convinzione di contribuire al bene comune.

http://www.museosini.it/it/v_storia.htm

 

Museo Civico di Scienze Naturali  “F. Caffi” (Bergamo)

Gli esemplari presenti nel Museo solo in minima parte sono esposti al pubblico, la maggior parte di essi è custodita nelle collezioni di studio che costituiscono un irrinunciabile archivio naturalistico per approfondire la conoscenza sui mutamenti dell’ambiente, sull’evoluzione delle specie e sulla distribuzione delle specie attuali, oltre alla conoscenza di specie ormai scomparse. Questo materiale è disponibile per gli studiosi e gli appassionati delle discipline naturalistiche.
Nelle raccolte sono presenti alcune migliaia di esemplari pervenuti nelle collezioni civiche dall’istituzione del primo nucleo museale bergamasco costituitosi presso il Regio Istituto Tecnico nel 1861. Alcuni reperti presentano grande interesse storico.
Le collezioni zoologiche raccolgono esemplari provenienti da tutto il mondo ed esemplari tipici della fauna bergamasca. Sono ben rappresentate tutte e cinque le classi dei vertebrati. Tra gli invertebrati è di grande importanza la ricchissima collezione di artropodi, che raccoglie più di un milione di reperti, all’interno della quale rivestono un’importanza notevole le raccolte di aracnidi e insetti.
Le collezioni dedicate alle scienze della terra comprendono numerosi reperti provenienti sia dal territorio bergamasco sia dal resto del mondo e annoverano notevoli collezioni di pietre ornamentali, di minerali utili all’uomo e materiale di studio sulle pietre da costruzione.
Le collezioni paleontologiche del Museo comprendono oltre 55.000 reperti: il nucleo principale è costituito della collezione “Paleontologia Bergamasca” che raccoglie magnifici fossili provenienti dal territorio orobico. Una seconda collezione, “Paleontologia non Bergamasca”, comprende reperti e calchi provenienti da tutto il mondo acquisiti tramite donazioni ed acquisti allo scopo di rendere il più completo possibile il panorama dei fossili conservati in Museo.

http://museoscienze.comune.bergamo.it/pagina.asp?lang=it

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