Piemonte
Brich Zumaglia e Mont Préve (area attrezzata)
L'Area Attrezzata del Brich di Zumaglia e del Mont Prève si estende per circa
44 ettari, l'altitudine media sul livello del mare è di circa 600 m con un
massimo di 699 m sulla sommità ove è ubicato il castello; l'area presenta
una notevole acclività e da questa sua particolare conformazione deriva il
nome "Brich" (collina scoscesa, picco). La zona è per lo più ricoperta da una
vegetazione eterogenea in cui a specie forestali autoctone si mescolano
specie ornamentali introdotte allo scopo di trasformare il preesistente bosco
in un parco così detto "romantico", avvalendosi anche d'elementi
architettonici classici (viali, piante, statue). Il castello, di recente fattura, è
costituito da un unico salone con annessi il locale cucina, i servizi e i
sotterranei ove è ubicata una cisterna per la raccolta dell'acqua piovana;
particolarmente suggestivi sono il terrazzo e la torre da cui si gode un
incantevole paesaggio. L'Ente di Gestione offre diverse possibilità di visite
guidate; per i bambini sono predisposte particolari proposte basate sul gioco
o l'avventura; per scuole, centri estivi e gruppi di ragazzi sono disponibili
numerosi e collaudati progetti didattici d'educazione ambientale.
Parco Naturale di interesse provinciale di Conca Cialancia
L'area di Conca Cialancia è caratterizzata da una morfologia alpina
tipicamente glaciale comprende alcuni laghi (Lago Louson e Laghi di Rocca
Rossa). Sulle pendici, lariceti e estese formazioni a rododendro.
Parco Naturale di interesse provinciale del Col del Lys
Colle situato a cavallo tra la Val di Susa e le Valli di Lanzo, rappresenta da
sempre un'importante via di transito per le popolazioni locali, ma anche
punto di incontro tra diverse peculiarità ambientali, faunistiche e florisitche.
Parco Naturale di interesse provinciale del Monte San Giorgio
L'area, situata a ridosso della pianura torinese, oltre a rappresentare un
significativo scrigno di preziosità naturali e storico culturali, si configura come
una sorta di terrazza sulla pianura da cui si possono godere quadri
paesaggistici di notevole bellezza.
Parco Naturale di interesse provinciale del Monte Tre Denti - Freidour
Area particolarmente interessante per le sue caratteristiche di naturalità, alle
pendici dei monti del basso pinerolese, nelle immediate vicinanze di territori
caratterizzate da attività agricole intensive.
Pian del Re (riserva naturale speciale e area attrezzata)
L'area comprende una superficie di circa 465 ettari (di cui un paio ad area
attrezzata) intorno alle sorgenti del fiume (2.020 metri s.l.m.), situate nella
conca del Pian del Re, posta a 7 km a monte di Crissolo, ultimo abitato della
Val Po, e dominata dalla mole imponente del gruppo del Monviso. La
ricchezza d'acqua, dovuta allo scioglimento delle nevi, e la morfologia del
suolo hanno dato origine, in prossimità delle sorgenti del Po, ad una torbiera.
Si tratta di un habitat di particolare interesse botanico, dove è presente una
ricca varietà di specie, tra cui spiccano "relitti" di flora glaciale approdati in
queste zone più di duecentomila anni fa quali ad esempio lo Juncus triglumis
ed il Trichophorum pumilium. E' qui che vive un raro piccolo anfibio, la
salamandra nera di Lanza.
Paesana (area attrezzata)
L'area si sviluppa su una superficie di quasi 75 ettari, posta nella parte bassa
del comune di Paesana, a valle del ponte, ad un quota altimetrica di circa
640 metri s.l.m. Sono comprese nell'area una porzione di fiume con sponde a
vegetazione arbustiva, contornata da prati stabili, oltre alla zona del campo
sportivo, a valle del quale vi è una parte già precedentemente attrezzata.
Zona di salvaguardia dell'Alpe Devero
Zona di Salvaguardia dei Boschi e delle Rocche del Roero
All'estremità nord-orientale della Provincia di Cuneo un paesaggio di forre,
picchi, di valli strette ed intricate coperte di fitti boschi caratterizza una fascia
di territorio che attraversa da nord/est a sud/ovest 10 Comuni da Cisterna
d'Asti a Bra; è un paesaggio unico che sorprende per la mutevolezza nelle
stagioni e nelle immagini.
Lombardia
Monumento Naturale Bodrio delle Gerre
Il Bodrio delle Gerre di Stagno Lombardo è un piccolo ambiente naturale
costituito da formazioni forestali igrofile dominate da Robinia pseudoacacia e
Salix alba, cui si associano arbusti e rare Farnie. Recentemente è stato
eseguito un intervento di riqualificazione del bosco con altre specie
autoctone. Istituito quale monumento naturale secondala la legislazione della
Lombardia si inserisce nel contesto territoriale della Golena del Po. Fra le
presenze faunistiche significative il Martin Pescatore (Alcedo atthis), qui
nidificante da diversi anni.
Il monumento naturale è così composto: mq. 10.819 di bosco igrofilo, ma.
706 di prateria, mq. 710 di acque basse e ma. 2.248 di acque libere, per una
superficie totale di mq. 14.483.
Parco Locale del Molgora
Parco Locale del Valentino
Il Parco Valentino si sviluppa su una superficie complessiva di circa 110 ha
nei territori comunali di Lecco ed Abbadia Lariana.
Territorialmente occupa la parte orientale della cresta rocciosa che dal Monte
Coltignone (1.471 m) in direzione settentrionale degrada verso i Piani
Resinelli, attraverso la cima Calolden (1455 m), la cima Paradiso (1.440 m) e
il Campanile di San Pietro (1.201 m).
Il Parco offre la possibilità di visitare, attraverso facili sentieri, splendidi
boschi di faggio nonché la casa museo dove è possibile conoscere la fauna e
la flora presenti ai Piani Resinelli
Parco Locale San Tomaso
Il Parco San Tomaso territorialmente occupa le propaggini inferiori della
dorsale del Corno Birone (1.116 m), del Monte Rai (1.250 m), del Monte Prà
Santo (1.245 m) e della Colma di Val Ravella (939 m). Il Parco offre un
bellissimo paesaggio a poca distanza dall'abitato di Valmadrera. In primavera
la presenza dei mandorli in fiore è veramente suggestiva!
Il complesso rurale è in fase di completa ristrutturazione; ad oggi è utilizzato
in parte come ristoro per i turisti, in parte da attività agricole a prevalente
carattere zootecnico; sono inoltre visitabili il museo dell'agricoltura e la
piccola Chiesetta di San Tomaso. Dal centro rurale si dipanano numerosi
sentieri che offrono la possibilità di conoscere i boschi circostanti, i massi
erratici, il Taja Sass, le cassotte e i caselli nei quali fino agli anni '50/'60
avveniva la lavorazione del latte.
Trentino-Alto Adige
(prov. Trento) - Biotopi
Canneti di San Cristoforo
Comprende un'ansa lungo la riva occidentale del Lago di Caldonazzo, con un
lembo di lamineto (Myriophyllo-Nupharetum), canneti [Phragmitetum
australis (Cav.) Trin.] e ontanete a ontano nero [Alnus glutinosa (L.)
Gaertn.]
Fiavé
E' una vasta torbiera che occupa la parte centrale del bacino di un lago
formatosi a seguito di uno sbarramento morenico risalente alla fine del
wurmiano; il lago in seguito si è progressivamente colmato per formazione
della torba. La vegetazione è rappresentata da prati umidi, soprattutto
molinieti (Gentiano-Molinietum), ma anche sceneti (Schoenetum ferruginei),
tricoforeti (Trichophoretum alpini) e magnocariceti (Caricetum elatae e
Caricetum rostratae).
Foci dell'Avisio
Comprende il tratto finale del fiume Avisio, ove si versa nell'Adige, con
vegetazione ripariale.
Fontanazzo
Sono boschi ripariali lungo il fiume Brenta con saliceti a salice bianco
(Salicetum albae), ontanete ripariali a ontano bianco (Alnetum incanae) e
alcuni nuclei di ontanete paludose a ontano nero (Carici acutiformis-Alnetum
glutinosae)
Inghiaie
E' un'area palustre sulla parte inferiore di una conoide e nella pianura
alluvionale che segue, con prati umidi (Selino-Molinietum), in gran parte
invasi da canna d'acqua [Phragmites australis (Cav.) Trin.]
La Rocchetta
Alveo del torrente Noce nella bassa Val di Non, con saliceti di salice bianco
(Salicetum albae) e vegetazione ripariale erbacea e arbustiva.
La Rupe
Tratto del fiume Avisio, con vegetazione ripariale (Salicetum albae).
Lagabrun
Bacino di esarazione glaciale sul Dossone di Cembra, con prati umidi e
palustri; al centro si trova una pozza, residuo di un laghetto, e qualche
lembo di vegetazione delle torbiere di transizione.
Laghestel di Piné
Vasto bacino di origine glaciale, scavato nei porfidi e a forma di U con prati
umidi (Junco-Molinietum, Lysimachio-Filipenduletum, Scirpetum sylvatici,
ecc.) e palustri (Caricetum elatae, Caricetum rostratae); in un braccio della U
si trova un laghetto residuo di forma tondeggiante, ora completamente
circondato da canneto. Il Laghestel di Piné è stato il primo biotopo protetto
del Trentino, dapprima e precisamente nel 1971, ad opera del Comune di
Baselga di Piné, e quindi dalla Provincia Autonoma di Trento.
Lago Costa
Bosco ripariale. Laghetto eutrofico originato da sbarramento alluvionale, con
una fascia di canneto sulle rive e vegetazione fanerogamica natante
(polyetum amphibii) e sommersa al centro.
Lago d'Ampola
Lago d'ldro
Nel biotopo è inclusa la riva settentrionale del Lago d'Idro con associazioni di
crittogame, Alghe, Muschi ed Epatiche (Riccio cavernosae-Physcomitrelletum)
e di fanerogame (Eleocharitetum acicularis) sui depositi fangoso-sabbiosi e
quindi canneti (Phragmitetum australis) e magnocariceti (Caricetum gracilis,
Caricetum elatae, ecc.); in questo punto della riva si versa nel lago un
immissario che attraversa la pianura alluvionale formando un'interessante
valle fluviale, nella quale si trovano vasti magnocariceti.
Lago di Loppio
Alveo del Lago di Loppio, prosciugato nel 1958, oggi occupato da diversi tipi
di vegetazione insediati sulle crete lacustri del fondo (tra cui il Bidenti-
polyetum mitis) e su alcuni banchi di torba (tra cui il Thelypteridi-Phragmitetum e il Cladietum marisci) in corrispondenza delle rive.
Lago di Toblino
E' un lago di fondovalle con una cintura di vegetazione palustre (in
prevalenza canneto) e lacustre (qualche nucleo di "lamineto" a ninfea gialla);
in alcuni punti delle rive è presente anche qualche nucleo di saliceto a salice
bianco. Il sito comprende anche le colline circostanti il lago, con boschi cedui
di leccio (Celtidi australis-Quercetum ilicis).
Lago Pudro
Vasto bacino di origine glaciale fino a pochi anni fà completamente occupato
da una torbiera di transizione con un aggallato con l'associazione Caricetum
lasiocarpae, che era il più vasto di tutto il Trentino.
Lavini di Marco
Il biotopo comprende i "Lavini di Marco", una vasta frana con blocchi e detriti
calcarei di varie dimensioni, con vegetazione pioniera e arbustiva; in una
depressione all'interno della frana si trovano i Laghetti di Marco, con
vegetazione acquatica e palustre.
Le Grave
Si tratta di una vasta conca palustre di origine glaciale, che si trova
sull'Altipiano di S. Colomba, circondata da pinete a pino silvestre (Molulio-
Pinetum) con una pozza al suo centro, con le associazioni Nymphaeetum
albae e Cladietum marisci, e vasti prati umidi (Schoenetum ferruginei e
Junco-Molinietum)
Lomasona
E' una vasta torbiera di fondovalle ed è attraversata da alcuni canaletti; la
vegetazione è formata da prati umidi (soprattutto Selino-Molinietum) e
palustri (Caricetum rostratae), con alcuni cumuli di sfagno.
Lona-Lases
Il biotopo comprende l'ansa meridionale del Lago di Lases, con canneti
(Phragmitetum australis) e vasti magnocariceti (Caricetum elatae), il Palú
Redont che è una torbiera di transizione, con l'associazione Caricetum
lasiocarpae, valle Giulia, una vallecola che scende verso il Lago di Lases con
prati umidi (Lysimachio-Filipenduletum) e una vallecola con le "Buche di
ghiaccio", con un'interessante inversione termica della vegetazione, per
motivi microclimatici, a causa dell'emissione di correnti di aria fredda alla
base di vasti detriti porfirici.
Marocche di Dro
Le Marocche di Dro sono formate da un vasto deposito detritico di natura
calcarea, con blocchi di varie dimensioni; al loro interno si trova una
depressione che ospita un piccolo lago, bordato da Phragmitetum australis e
Cladietum marisci, originatosi per sbarramento da frana è denominato Lago
Solo. La vegetazione è prevalentemente di carattere pioniero, tipica delle
fessure delle roccie e dei detriti.
Masi Carretta
E' chiamata anche torbiera di Pezzabosco ed è un piccolo bacino delimitato
da depositi morenici, con una torbiera di transizione, con laghetto al centro,
bordato da una fascia di bosco di abete rosso su torba, esempio di "taiga"
alpina, simile a quella delle regioni boreali (Sphagno girgensohnii-Piceetum)
su torba.
Monte Barco
E' un piccolo altipiano boscoso, a prevalenza di Pinus sylvestris L. e Quercus
petraea (Mattuschka) Liebl., delimitato da versanti piuttosto ripidi e cosparso
di depressioni di dimensioni varie, tutte dovute ad esarazione glaciale, che
ospitano torbiere, paludi e piccoli laghetti; alcune torbiere sono alberate con
pino silvestre (associazione Molinio-Pinetum) e betulla pubescente (Vaccinio
uliginosi-Betuletum pubescentis
Monte Brione
Colle di rocce calcaree incombente sul Lago di Garda, con boschi di
caducifoglie (Ostrya carpinifolia Scop.) e sclerofille sempreverdi (Quercus
iliex L.); il mantello dei boschi è costituito da varie specie arbustive, tra cui il
bosso (Buxus sempervirens L.).
Palù Longa
Torbiera di sella con cariceti e sfagneti. Torbiera situata in corrispondenza di
una sella fra la Val di Cembra e la Val di Fiemme, le cui acque defluiscono da
ambedue i versanti; la vegetazione è quella delle torbiere basse e di
transizione, con nuclei di sfagneta (Sphagnetum magellanici) e un boschetto
di betulla (Betula pubescens Ehrh.) e pino mugo (Pinus mugo Turra)
Palù Longia
Torbiera di sella sui rilievi montuosi dell'alta Val di Non, con la vegetazione
delle torbiere piane fonticole, di transizione e alte (estesi sfagneti); sul bordo
esterno è sviluppata una ristretta fascia con un bosco di betulla (Betula
pubescens Ehrh.), cui segue una fascia di abete rosso, pure su torba
(torbiera boscata).
Palù Tremole
Torbiera con un carattere misto sui rilievi montuosi dell'alta Val di Non, in
parte di sella e in parte di pendio, con la vegetazione delle torbiere piane
fonticole, di transizione e alte (sfagneti molto estesi e ben conservati); sul
bordo esterno è presente una fascia boscata di pino mugo, cui segue una
ristretta fascia di abete rosso, pure su torba (torbiera boscata).
Palù di Boniprati
Torbiera di sella in Valle di Daone con prati umidi (Gentiano-Molinietum e
Trichophoretum alpini) e magnocariceti (Caricetum elatae e Caricetum
paniculatae); il settore centrale è occupato da un vasto sfagneto. Nel biotopo
sono presenti anche Salix pentandra L., Salix cinerea L., Frangula alnus
Miller, Carex paniculata L. e Centaurium pulchellum (Swartz) Druce.
Palù di Borghetto
E' una palude situata in una depressione di fondovalle, nella Valle Lagarina,
tagliata trasversalmente da alcuni fossi, scavati nel tentativo di bonificare
l'area palustre; la vegetazione è rappresentata da un magnocariceto
(Caricetum elatae) invaso da canna d'acqua [Phragmites australis
(Cav.)Trin.].
Palù di Tuenno
Pianoro presso Tuenno, con una piccola palude residua, prati umidi, canneti e
uno specchio d'acqua.
Palude di Roncegno
Si estende sul fondovalle della Valsugana nella parte inferiore di un'ampia
conoide e su un tratto della pianura alluvionale sottostante; comprende
anche un tratto di alveo abbandonato del fiume Brenta. La vegetazione è
rappresentata da ontanete paludose a ontano nero [Alnus glutinosa (L.)
Gaertn.] interrotte da cariceti (Peucedano-Caricetum acutiformis) e prati
umidi, quasi completamente invasi da canna d'acqua
Paludi di Sternigo
E un'area palustre sulle rive settentrionali del Lago della Serraia, con prati
umidi e palustri, come Filipendulo-Epilobietum hirsuti, Lysimachio-Filipenduletum, Scirpetum sylvatici e Chaerophyllo hirsuti-Filipenduletum.
Prà dell'Albi-Cei
Cei è un lago di tipo eutrofico situato alla testata della valle omonima sul
Gruppo del M. Bondone, con abbondante vegetazione di idrofite natanti e
sommerse (Myriophyllo-Nupharetum) e circondato da una fascia di canneto,
con alcuni lembi di cariceto, tra cui il rarissimo Caricetum appropinquatae;
Prà dell' Albi è una palude con prati umidi e un magnocariceto (Caricetum
elatae), situata in un bacino nei pressi di quello di Cei. Nelle zone circostanti i
due bacini sono sviluppate ovunque faggete calcicole (Carici-Fagetum).
Prà delle Nasse
Cariceto - ontaneto. m 1740 slm. Comprende cariceti con sfagni ed ontanete.
Prati di Monte
E' un bacino di origine glaciale sul Dossone di Cembra con una vasta torbiera
di transizione. Questo biotopo è chiamato anche Lago di Valda, ma il lago è
ormai colmato di torba e sfagni da molti anni.
Sorgente Resenzuola
E' una sorgente di tipo misto (reocrenica e limnocrenica) con il ruscello che
raccoglie le acque sorgentifere, prati umidi, canneti e ontanete ripariali e
paludose (Carici acutiformis - Alnetum glutinosae).
Taio
Il biotopo comprende un tratto di un antico meandro del fiume Adige, che in
passato è stato rettificato, cioè "tagliato", da cui il nome dialettale odierno"Taio"; comprende uno specchio d'acqua e un canneto.
Torbiera Ecchen
E' un bacino di origine glaciale con uno strato torboso, ma sul lato orientale
sono presenti anche depositi ghiaiosi con tre piccole doline a fondo drenante;
la vegetazione è rappresentata da magnocariceti (Caricetum distichae,
Caricetum elatae, Caricetum rostratae, Caricetum vesicariae, Caricetum
gracilis) e prati umidi (Caricetum davallianae).
(prov. Bolzano/prov. Bozen- Süd Tirol) - Biotopi
Alte Etsch - Colsano
Fascia di bosco ripariale a ontano nero, lungo un tratto di alveo fossile del
Fiume Adige, percorso da un canale che apporta acqua. L'area nel suo
complesso, che presenta anche tre stagni di origine artificiale, costituisce un
importante luogo di riproduzione per anfibi e come zona di rifugio e sosta per
numerose specie animali.
Delta Valsura
Area di limitata estensione lungo il Torrente Valsura, alla sua confluenza con
il fiume Adige. Importante luogo di sosta per numerose specie dell'avifauna
acquatica che si sofferma in questa zona nel periodo delle migrazioni.
Gargazzone
Zona umida con vegetazione a canneto, circondata da aree agricole a
frutteto, che rappresenta un'importante area di rifugio per molte specie
animali e di sosta per gli uccelli acquatici durante le migrazioni.
Ontaneti di Postal
Gli ontaneti di Postal sono un relitto delle vaste e antiche estensioni di
ontano nero nella Val d'Adige, in un'area per il resto prevalentemente
agricola.
Palù Raier
Biotopo avente una speciale funzione ecologica sull'ambiente antropizzato
circostante.
Palude del Lago di Varna Area palustre inserita in un'area urbanizzata; di importanza per la sosta degli
uccelli durante le migrazioni.
Palude Lago di Vizze
Area umida che, seppur di limitata estensione, riveste un'importante
funzione ecologica per le specie legate alla presenza dell'acqua.
Paludel
Area umida di origine artificiale, di piccola superficie, limitato da canali, che
riveste tuttavia interesse ecologico per la presenza di specie caratteristiche
dell'ambiente palustre.
Prà Millan
Piccolo biotopo in cui é presente un'area palustre e prati- pascoli, in un'area
a prevalenza di colture agrarie.
La presenza della vegetazione palustre consente la sosta e la nidificazione di
numerose specie di uccelli acquatici.
Sanderau
Area di limitata estensione ma di grande importanza dal punto di vista
naturalistico.
Sommersurs
Area di limitata estensione ma di grande importanza dal punto di vista
naturalistico
Tammerlemoos
Torbiera bassa, situata a 1.400 m s.l.m., e circondata da prati a sfalcio. Nella
parte settentrionale e centrale si è formato un fitto canneto, che si alterna a
cariceti di piccole dimensioni.
Torbiera Totes Moos
Torbiera situata a circa 1.400 m di altezza, in cui domina la caratteristica
vegetazione a sfagni. Presenza della drosera, pianta tipica degli sfagneti, di
grande interesse botanico.
Torbiera Tschingger
Torbiera situata ad una quota di 1.310 m s.l.m., circondata da boschi. Nella
parte centrale é presente un laghetto residuale, circondato da un tappeto
galleggiante con sfagni e carici.
Wangerau
Area palustre con canneto abbastanza esteso e con lembi di ontaneto. Nel
canneto si trovano alcune specie rare di orchidee, scomparse nel territorio
circostante. Area di rifugio e sosta per gli uccelli acquatici durante le
migrazioni.
Friuli-Venezia Giulia
Parco Intercomunale delle Colline Carniche
Il Parco Intercomunale delle Colline Carniche si estende nella parte montuosa
della regione Friuli Venezia Giulia chiamata Carnia, in provincia di Udine e si
trova nell'area compresa tra la confluenza del torrente Degano con il
Tagliamento. Il Parco deve il suo nome alla dolcezza dei rilievi presenti che
formano una serie di colli esposti al sole e coperti di prati e boschi. Il
territorio comprende anche una delle più ampie e fertili piane della Carnia ed
assume grande importanza in quanto crocevia delle due statali che
conducono l'una verso l'Alta Val Tagliamento e il Cadore, l'altra verso il
Canale di Gorto. I centri abitati più prossimi sono Villa Santina, Invillino
Enemonzo e le sue frazioni Raveo ed Esemon di Sopra.
Toscana
ANPIL Bosco di Tanali
L'ANPIL Bosco di Tanali si trova sul lato ovest del Padule di Bientina alle
pendici del Monte Pisano, nel Comune di Bientina, località Caccialupi. L'area
protetta, estesa per circa 160 ettari, comprende un bosco planiziale a ontano
nero all'interno di una cassa di colmata costruita ai primi del 1900, pascoli e
prati umidi, sui terreni dell'ex alveo del lago di Bientina, prosciugato dopo
l'unità d'Italia. L'area racchiude in sé una varietà di ambienti molto
significativi. Nel Padule di Bientina si possono osservare: prati umidi e
periodicamente allagati, pagliereti, boschi umidi ad ontano nero, canneti e
piccoli specchi d'acqua. L'area è provvista di camminamenti e di strutture per
l'avvistamento dell'avifauna.
Parco provinciale dei Monti Livornesi
Il Parco Provinciale dei Monti Livornesi comprende territori situati nei Comuni
di Livorno, Collesalvetti e Rosignano Marittimomo, ed è contiguo alle
A.N.P.I.L. di istituzione comunale: la Foresta della Valle Benedetta, la Foresta
di Montenero, Poggio Corbolone, Parrana San Martino, le Sorgenti di
Colognole e la Valle del Chioma. Il complesso del Parco e delle contigue
A.N.P.I.L. crea il Sistema dei Monti Livornesi.
ANPIL Arboreto Monumentale di Moncioni: Il Pinetum
L'area è situata presso il paese di Moncioni, in Comune di Montevarchi, nei
versanti valdarnesi dei Monti del Chianti, ad una quota variabile tra 540 e
568 m s.l.m. L'area protetta è stata istituita per conservare e valorizzare il "Pinetum di Moncioni", una importante collezione ottocentesca di conifere
esotiche e non, localizzato nel giardino di una proprietà privata (Villa Gaeta).
Si è pertanto venuto a costituire nel tempo un arboreto monumentale di
grande interesse storico.
ANPIL Bosco di Sargiano
L'area naturale protetta di interesse locale (A.N.P.I.L) denominata "Bosco di
Sargiano" è ubicata nella collina dell'Olmo, a pochi chilometri dal centro
urbano di Arezzo, in direzione Sud. Attiguo al bosco di Sargiano sorge l'antico
Convento Francescano. Il complesso religioso, circondato da terreni agrari
terrazzati con muretti secco e da densi soprassuoli boscati, costituisce
localmente un ambito di notevole interesse paesaggistico e storico. L'area
adiacente il Convento di Sargiano è caratterizzata dalla presenza di un
soprassuolo boschivo di pregio costituito in dominanza dalla rovere.
ANPIL Foresta di S.Antonio
La Foresta di Sant'Antonio è compresa nella catena del Pratomagno e si
snoda lungo il borgo più alto del bacino del Torrente Resco ad altitudini
comprese fra i 600 e i 1490 m.s.l.m. Si presenta come un'area ancora
integra e naturale, con boschi di faggio, boschi misti di latifoglie e praterie
sommitali. Da segnalare la presenza del lupo e, come monumento naturale, il
faggione di Prato a Marcaccio (probabilmente il più grande del Pratomagno).
Diversi punti panoramici offrono ampie viste sul Valdarno e sui monti del
Chianti. Presso il Comune è disponibile la carta turistica e dei sentieri.
ANPIL di Montececeri
Il rilievo di M.Ceceri (m 414) è situato negli immediati dintorni nord-orientali
di Firenze, ad est della collina di Fiesole. La sua superficie è in gran parte
boscata, a seguito dei rimboschimenti operati a partire dal 1929 dal Corpo
Forestale per ripristinare la naturalità dei luoghi, alterata dalla secolare
attività estrattiva delle cave di Maiano. L'area protetta è stata istituita per
valorizzare la memoria artigianale della locale importante attività estrattiva
(abbandonata dal 1950) e per migliorare l'assetto naturale e la fruibilità dei
luoghi.
ANPIL del Monteferrato
L'Area Naturale Protetta di Interesse Locale (ANPIL) del Monteferrato si
riferisce ad un ambito geografico inserito nel sistema collinare-montano che
delimita a nord la pianura Firenze-Prato-Pistoia. L'ANPIL prende il nome dal
complesso montuoso del Monteferrato, un contrafforte preappenninico
costituito da tre cime (Piccioli, Mezzano e Chiesino o Poggio Ferrato) che
raggiungono un'altezza massima di 420 m s.l.m., e sono contraddistinte dalle
peculiari caratteristiche geologiche dovute all'abbondanza di rocce ofiolitiche,
che hanno consentito l'evoluzione di un biotopo assolutamente singolare e
completamente diverso dal punto di vista ecologico, rispetto a quelli degli
ambienti naturali circostanti.
http://www.monteferrato.it/
ANPIL Nuclei di Taxus Baccata di Pratieghi
ANPIL Serpentine di Pieve S.Stefano
ANPIL Poggio Ripaghera - S.Brigida
L'ANPIL di S.Brigida, istituita dal Comune di Pontassieve nel 1997, si estende
per poco più di 800 ettari: si colloca nella parte sud-occidentale del
complesso montuoso del Monte Giovi, gruppo di media montagna, che
raggiunge un'altezza massima di 992 m s.l.m., forma una catena
preappenninica con andamento est-ovest e costituisce la porzione centro-orientale dello spartiacque tra il Mugello (a nord) ed il Valdarno (a sud).
L'area protetta è posta immediatamente alle spalle dell'abitato di Santa
Brigida, ai limiti settentrionali del nostro Comune, a pochi chilometri da
Firenze, e interessa i versanti meridionali ed occidentali del Poggio Ripaghera
e Poggio Abetina, includendo, ad oriente, la fresca ed ombrosa Valle
dell'Inferno.
ANPIL Stazione Relitta di Pino Laricio
Il territorio compreso entro questa area comprende il versante in destra
idrografica del torrente Matteraia, affluente del fiume Marecchia, tra l'alta Val
Tiberina e l'alta Val Marecchia. I nuclei più importanti sono individuabili nella
Valbuia e nella Fossa Grande, dove sono visibili esemplari di altezza
superiore ai 10 metri. L'area protetta comprende un importante nucleo di
bosco misto, situato sulle pendici del M. della Zucca (1.263 m), caratterizzato
dalla presenza estremamente significativa di numerosi esemplari di tasso
Taxus baccata, specie assai localizzata e rara in Toscana.
Foresta di Berignone
Siamo in presenza di un territorio quasi interamente boscato che si estende
nell'alta Val di Cecina nei territori comunali di Volterra e, in parte, di
Pomarance, su demanio agro-forestale regionale. L'area riveste una grande
importanza paesaggistica e naturalistica, per l'ottimo stato di conservazione,
l'elevata naturalità, la notevole biodiversità dei luoghi. L'area è solcata da
due principali corsi d'acqua, i torrenti Sellate e Fosci, mentre il fiume Cecina
segna i confini meridionali.
Foresta di Monterufoli - Caselli
Situata al centro delle Colline Metallifere, la Riserva include i due omonimi
complessi forestali regionali, un Sito di Importanza Comunitaria e un Sito di
Importanza Regionale. Vaste foreste e macchie ad alta naturalità e
biodiversità, attraversate da una fitta rete di torrenti quali lo Sterza ed il
Trossa, determinano una delle zone wilderness più importanti della Toscana.
Habitats molto differenziati ospitano elementi floristici e faunistici dalle più
disparate esigenze ecologiche anche se l'elemento caratterizzante sono gli
estesi affioramenti ofiolitici con la tipica flora endemica e interessanti
mineralizzazioni.
Montenero
Situata sulle colline plioceniche dell'alta Valdera, tra Volterra e S. Gimignano,
la Riserva si estende sulle pendici settentrionali del M. Nero (508 m.),
modesto ma erto rilievo posto alle spalle del paese di Ulignano. La natura
geologica conferisce a questi luoghi una morfologia impervia, con forti
pendenze, rocce affioranti e profonde incisioni operate dal torrente Strolla.
L'azione erosiva del torrente Strolla sulle rocce basaltiche ha creato, nella
parte alta, una profonda gola e alcune cascatelle, determinando nel
complesso un paesaggio assai suggestivo. L'area è in gran parte boscata.
Abruzzo
Abetina di Rosello
Territorio poco antropizzato dove scorre il fiume Nora. Vegetazione ripariale
con salici, pioppi, roverelle. L'ittiofauna é costituita da trote, barbi, cavedani.
Avifauna: poiana, gheppio, allocco, barbagianni e martin pescatore.
Fiume Fiumetto
L'area protetta comprende circa 4 km di fiume. La vegetazione é costituita da
diverse specie di salici, pioppi e farnia, relitto delle ultime glaciazioni.
Avifauna cotituita da picchio verde, rampichino, cincia mora e ballerina
bianca.
Gole del Sagittario
Predominanti le faggete, estesi prato-pascoli. Presenti aquila reale, gracchio
corallino, picchio muraiolo, rondine montana, falco pellegrino e coturnice.
Oltre al lupo, l'orso marsicano e il cervo.
Parco territoriale attrezzato dell'Annunziata
Il Parco dell'Annunziata rientra nei pochi PARCHI TERRITORIALI ATTREZZATI
presenti in Italia: e' il primo in Abruzzo. Si sviluppa in una fascia lunga oltre
4 Km e larga mediamente 500 m. E' localizzato a meno di 1 Km dal centro
abitato di Orsogna, e presenta un'estensione di 120 ha circa.
L'area protetta interessa una valle dove scorre un piccolo corso d'acqua
affluente del torrente Venna che poi confluisce nel fiume Foro qualche Km
prima della foce. Fino a pochi decenni fa le acque di alcune delle numerose
sorgenti e del torrente formavano un sistema complicato e ingegnoso tutt'ora
visibile e alimentavano divesi mulini ormai in abbandono. Il terrente forma
una serie di piccole cascate e pozze d'acqua in cui spesso si osservano
concrezioni di travertino e nelle quali vive l'ormai raro Granchio di fiume
(Potamon fluviale fluviatile).
La VEGETAZIONE si presenta assai variegata. Per quanto riguarda la fauna,
invece, tra gli uccelli troviamo: la BALLERINA GIALLA (Motacilla cinerea),
scelta come "simbolo dell'Oasi", lo Scricciolo (Troglodytes troglodytes), il
Codibugnolo (Aegithalos caudatus), il Merlo (Turdus merula), il Picchio verde
(Picus viridis) e la Poiana (Buteo buteo). Tra i mammiferi: la Volpe (Vulpes
vulpes) e la Faina (Martes foina), inoltre c'e'la probabile presenza dell'Istrice
(Hystrix cristata).
http://www.orsogna.net/parco_annunziata.asp?ID=1&titolo=Presentazione
Parco territoriale attrezzato del Fiume Vomano
Alimentato dalle acque del Gran Sasso e della Laga, il Vomano e' uno dei
fiumi piu' importanti della provincia di Teramo. Il Parco, istituito nel 1995 ed
esteso su 335 ettari, ne tutela il corso nei pressi di Montorio al Vomano, tra
pareti di arenaria e di boschi.
http://www.riserveabruzzo.it/Fiume%20Vomano/area_vomano.php
http://www.regione.abruzzo.it/TURISMO/parchi/riserve/parchi_territoriali/fiume_vomano.htm
Molise
Oasi di Bosco Casale
Roverelle e farnetti, ornielli e ontani sono la vegetazione tipica dell'oasi.
La fauna é costituita da poiana, gheppio, lanario, nibbio reale e molti
passeriformi
http://www.discovermolise.com/parchi_natura/oasi_bosco_casale.php
Campania
Oasi naturale di Monte Polveracchio
Caratteristico è il bosco di faggio, ancora fitto e in buono stato con un
sottobosco ricco di specie di estremo interesse botanico, come agrifoglio,
dafne laureola e tasso, ma ancora più preziosa è la stazione autoctona di
betulla e pendula. La fauna presente è rappresentata soprattutto da
chirotteri: ghiro, quercino, moscardino, talpa, riccio. Tra i carnivori sono
presenti la donnola, la puzzola, la faina e una ridotta popolazione di lupo.
L'avifauna è rappresentata da rapaci, tra cui lo sparviero, la poiana, il falco
pellegrino, l'aquila reale, l'allocco, il barbagianni.
Parco naturale Diecimare
Il territorio del Parco include i rilievi di Monte Caruso, di Forcella della Cava
(852 m slm), parzialmente di Poggio e Monte Cuculo e il Montagnone.
Geologicamente il Parco può essere diviso in due aree: Monte Caruso calcari
e Forcella della Cava dolomie e calcari dolomitici.
Flora e fauna: Su Monte Caruso, grazie alla sua esposizione, si alterna la
gariga, dominata dalla ginestra e dalle essenze aromatiche, al querceto di
cerro e roverella. Numerose sono le orchidee selvatiche tra cui la scimia, la
maculata, la fuciflora, la serapide e l'ofride apifera. Forcella della Cava e gli
altri rilievi del Parco offrono ambienti ideali all'insediarsi del faggio anche a
quote bassissime (ca. 500 m slm) insieme con l'agrifoglio, il pioppo tremolo,
l'acero campestre, l'ontano napoletano, il carpino nero, il frassino, il leccio e
le altre querce caducifoglie. Nella Piana di Diecimare è possibile osservare il
secolare castagneto da frutto, compreso in parte nell'area protetta.
Il Parco è frequentato dai mammiferi più comuni quali la volpe, il riccio, il
cinghiale, la donnola, il ghiro, la faina, il moscardino e il quercino italico. Da
poco è stata accertata la presenza del mustiolo, uno dei mammiferi più
piccoli del mondo. Tra i rapaci diurni troviamo il gheppio e la poiana, il falco
pellegrino e lo sparviere. Nel bosco oltre al picchio verde e al rosso maggiore,
al rampichino e all'averla, è facile riconoscere il rumoroso verso della
ghiandaia e sentire i numerosi passeriformi. Sono presenti anche la
beccaccia, il codibugnolo, lo scricciolo, il gruccione e il rigogolo. I rapaci
notturni sono rappresentati dal barbagianni, dall'allocco, dalla civetta e
dall'assiolo. Tra gli insetti troviamo la scarabeo rinoceronte, il cerambice della
quercia, la mantide religiosa e l'insetto stecco. Tra le farfalle abbiamo il
macaone (simbolo del Parco), la vanessa e il podalirio.
http://www.parcodiecimare.it/Sommario/sommario.htm
Sardegna
Monumento Naturale Crateri vulcanici del Meilogu-Monte Annaru
Monte Annaru ricade nella regione del Meilogu-Logudoro, area di particolare
interesse per la morfologia e le sequenze geologiche.
E' caratterizzata da una copertura di vulcaniti oligo-mioceniche poggianti sul
basamento cristallino paleozoico. Al di sopra sedimenti, lave e depositi
miocenici plio-quaternari e quaternari. Monte Annaru, situato poco più a nord
di Giave, a 491 m slm, è un bell'esempio di cono vulcanico, riportabile
all'attività eruttiva post-miocenica. La sua posizione isolata lo rende
facilmente riconoscibile. Presenta ancora ben conservate le pendici interne ed
esterne e l'ampia bocca eruttiva a forma di caldèra da cui effuse la lava che
originò il tavolato basaltico situato a N-NE del colle di Giave. All'interno del
cratere, durante il periodo invernale, si forma un piccolo lago.
http://www.forestesarde.it/j/v/152?s=7126&v=2&c=1614&t=1
Monumento Naturale Domo Andesitico di Acquafredda
Suggestiva struttura rocciosa cupoliforme - 253 m; 20 ha - che deve forse il
nome alla presenza di una sorgente alle falde.
Sorge al margine meridionale della Piana del Cixerri, allo sbocco di una valle
fluviale (Riu de Sa Schina de Sa Stoia). E' costituita da andesiti originatesi
dal vulcanismo del terziario. La copertura vegetale è data nelle parti alte da
macchia con lentischi, olivastri, euforbia e smìlace, nelle parti basse da un
bosco artificiale di eucalipti e conifere. Si ergono pittorescamente in cima al
domo i ruderi del castello costruito nel 1274-1275 dalla famiglia pisana dei
Donoratico della Gherardesca e dove, secondo la leggenda, sarebbe stato
rinchiuso il conte Ugolino (Castello di Acquafredda o del Conte Ugolino). Il
luogo rappresenta una nicchia ecologica insostituibile per pipistrelli, piccioni
terraioli, rapaci notturni e per il falco grillaio, specie a forte rischio
d'estinzione.
http://www.forestesarde.it/j/v/152?s=7164&v=2&c=1614&t=1
Monumento Naturale Perda 'e Liana
Situato a 1293 m slm, è una delle principali curiosità morfologiche della
Sardegna.
Tipica formazione rocciosa, chiamata taccu o tònneri nel dialetto locale, e
costituisce in Ogliastra il più importante testimone d'erosione dell'antica
copertura calcarea del Giurese e del suo substrato. Ha un profilo composito:
in alto, un maestoso torrione cilindrico calcareo-dolomitico, le cui pareti sub-verticali appaiono suddivise in regolari blocchi prismatici per la disposizione
ortogonale delle linee di frattura (h 50 m, diametro 100 m); alla base, una
formazione tronco-conica conglomeratico-arenacea, termine inferiore della
serie mesozoica, si sovrappone al basamento, costituito dallo zoccolo
compatto degli scisti paleozoici (1100-1190 m slm). Perda Liana è inserita in
un contesto paesistico dei più straordinari e selvaggi ed è un punto di
riferimento visibile a grande distanza.
http://www.forestesarde.it/j/v/152?s=7145&v=2&c=1614&t=1
Monumento Naturale Scala di San Giorgio di Osini
La Scala (da skàla = via montana scoscesa), Gola o Arco di San Giorgio,
ricorda il santo che fu vescovo di Barbagia e Suelli agli inizi dell' XI secolo.
Situata ad un' altitudine di 870 / 928 m slm, offre uno scenario di maestosa
bellezza. Si apre lungo le pareti orientali del "tacco" di Osini, vasto tavolato
calcareo-dolomitico dell'Ogliastra, costituendo un valico naturale di
collegamento tra due valli, a nord-est del Rio Pardu, e a sud-ovest del
Flumineddu. Ha l'aspetto di una stretta gola, delimitata da alte incombenti
muraglie rocciose (fino a 100 m) e percorsa, fatto che la connota in modo del
tutto originale, da uno stretto nastro d'asfalto proveniente dal vicino abitato
di Osini. La gola, originatasi dalle fratturazioni verticali del bordo
dell'altopiano, si inserisce in un ambiente remoto e deserto, denso di alberi e
ricco di fauna rupicola
http://www.forestesarde.it/j/v/152?s=7144&v=2&c=1614&t=1
Monumento Naturale Su Sterru
Monumento situato in un contesto paesistico di grande pregio, sull'altopiano
del Golgo, a circa 400 m slm.
Si tratta di una voragine (sterru) di origine carsica creatasi nel calcare
giurese, la cui imboccatura è situata in una depressione valliva parzialmente
colmata da lava basaltica plio-pleistocenica, da cui anche il nome di "cratere
vecchio". E' una delle grotte più profonde in Sardegna ed in Europa tra le più
profonde voragini a singola campata. Si sviluppa per un'altezza di 270 m,
con una sezione orizzontale pressoché ellittica, che raggiunge i 25 m di
diametro nel tratto centrale e i 40 m nella sala che si apre alla base. L'abisso
ospita un'interessante fauna troglobia, notevoli il geotritone sardo o
Hydromantes genei, anfibio adattatosi all'ambiente cavernicolo, il ragno
Porrohomma ed i crostacei terrestri del genere Trichoniscus.
http://www.forestesarde.it/j/v/152?s=7139&v=2&c=1614&t=1
Monumento Naturale Su Suercone
Su Suercone, Su Sellone, Su Sercone, è una grande dolina di origine carsica
situata nel vasto altopiano di calcare mesozoico del Supramonte di Orgosolo.
Un'area considerata di eccezionale interesse paesistico. Il ciglio della
depressione, imbutiforme, è a 884 m slm, il fondo a 685. La profondità è di
200 m. Il diametro dell'imboccatura è di circa 400 m, la superficie di 18,09
ha. Al suo interno, a 700 m slm, si apre un inghiottitoio sub-verticale,
profondo 30 m, forse comunicante col vasto sistema carsico sotterraneo. Di
grande interesse anche la stazione di tassi secolari presenti all'interno del Su
Suercone, alti dai 18 ai 20 m e con diametri del tronco che possono
raggiungere il metro. L'area è ricca di testimonianze archeologiche, alcune
provenienti dagli stessi anfratti del fondo della dolina, riferibili ad
un'utilizzazione funeraria durante la preistoria ed in epoca storica.
http://www.forestesarde.it/j/v/152?s=7129&v=2&c=1614&t=1
Monumento Naturale Texile di Aritzo
Su Texile è un termine barbaricino di origine preromana che indica un
cocuzzolo isolato.
E' una formazione calcarea del Giurese che sorge a 974 m slm.. Sovrasta,
con la caratteristica forma di un fungo sbrecciato e le compatte pareti
verticali/strapiombanti, un rilievo coniforme modellato nel complesso scistoso
del paleozoico. Ha una superficie di 0,8 ha, una larghezza massima di 70 m e
minima di 50, un'altezza di 24 m. Costituisce un testimone dell'antica
copertura mesozoica risparmiata dall'erosione ed è alveolato da cavità
carsiche, oltreché profondamente fessurato: nelle spaccature radicano
esemplari di Quercus Ilex, fatto inconsueto a queste altitudini nel massiccio
del Gennargentu. Sono presenti endemismi della flora pre-quaternaria. Il sito
ha restituito testimonianze di età neolitica, nuragica e romana.
http://www.forestesarde.it/j/v/152?s=7154&v=2&c=1614&t=1
Riserva di Monte Arcosu
Bacino del Rio Guttureddu, con bosco tipicamente mediterraneo di leccio e
sughero. Sono presenti ampie superfici prative. Simbolo della riserva é il
cervo sardo, non mancano il cinghiale, il daino, il gatto selvatico e la volpe.
La riserva é stata acquistata grazie a una sotoscrizione lanciata dal WWF.
http://www.isolasarda.com/camminaoasi.htm
http://www.isolasarda.com/arcosu.htm
http://www.amicianimali.it/itinerari/arcosu.html
http://www.sardiniapoint.it/164.html
www.parks.it
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