SITI UFFICIALI FAUNA

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Unione Zoologica Italiana

L'Unione Zoologica Italiana (UZI) è stata fondata il 22 aprile 1900 ed è una delle più antiche società scientifiche italiane. I suoi scopi sono quelli di promuovere gli studi nelle varie discipline zoologiche, in particolare quelli relativi alla fauna italiana, di facilitare gli scambi fra zoologi e di difendere la zoologia nella ricerca e nell'insegnamento. Attualmente l'UZI annovera circa 700 soci, tra cui ricercatori delle università e di altri enti, insegnanti, studenti universitari e appassionati. Nel 1930 ha iniziato la pubblicazione della sua rivista ufficiale, il Bollettino di Zoologia, che, nel 1996 ha adottato il nome di Italian Journal of Zoology. Dal 1987 ha iniziato la pubblicazione non periodica di due serie di volumi, sotto il nome di Collana UZI: una di queste, Problemi di Biologia e di Storia Naturale ha già raggiunto il secondo numero e l'altra, Selected Symposia and Monographs, l'ottavo. L'attività pubblicistica dell'UZI include anche i Volumi della Fauna d'Italia', in collaborazione con la Società Entomologica Italiana e la Check List della Fauna Italiana, in collaborazione con il Ministero dell'ambiente.

http://www.scienzemfn.uniroma1.it/uzi/righ.htm

 

Società Entomologica Italiana

La Società Entomologica Italiana, una delle più antiche e prestigiose del mondo, venne fondata a Firenze il 31 ottobre 1869 presso il Regio Museo di Storia Naturale, ora Museo di Storia Naturale dell'Università. Oltre ad Adolfo Targioni Tozzetti, primo Presidente del sodalizio, ricoprirono cariche sociali i più prestigiosi nomi dell'entomologia italiana e internazionale, tra cui Giovanni Battista Grassi, Antonio Berlese, Filippo Silvestri e Guido Grandi. Nel 1922 la Società si trasferì a Genova, presso il Museo Civico di Storia Naturale "G. Doria", dove ha sede tuttora. Nel 1936 fu eretta Ente Morale. La Società Entomologica Italiana, unica esistente a livello nazionale del settore, è una istituzione scientifica senza fini di lucro, il cui scopo è di diffondere la cultura entomologica – e naturalistica più in generale – e di promuovere la ricerca di base e applicata sugli insetti.
La sua attività principale consiste nella pubblicazione di due periodici: il "Bollettino della Società Entomologica Italiana", edito a partire dal 1869, attualmente con tre fascicoli annuali, in cui vengono pubblicati articoli originali, monografie brevi, recensioni e notiziari, e le "Memorie della Società Entomologica Italiana", edite a partire dal 1922, con cadenza annuale, che accolgono monografie e revisioni di maggior mole. Queste riviste sono inviate a tutti i soci (circa 850) e diffuse ampiamente in Italia e all'estero tramite una fitta rete di cambi (circa 400) con le analoghe pubblicazioni dei principali Musei e Istituzioni scientifiche.

http://www.socentomit.it/

 

Accademia Nazionale Italiana di Entomologia
L’Accademia Nazionale Italiana di Entomologia fu costituita il 16 aprile 1950 in Firenze, presso la Stazione di Entomologia Agraria che ne resterà la sede fino al 1976, in Via Romana, 17, da quattro soci fondatori.

http://www.accademiaentomologia.it/


Comitato Scientifico  per la Fauna  d’Italia

Il Comitato Scientifico per la Fauna Italiana si è costituito il 5 giugno 1989 in Forlì.
I membri del Comitato sono designati pariteticamente ed autonomamente dagli Enti Promotori, e cioè dall'"Accademia Nazionale Italiana di Entomologia" e dall'"Unione Zoologica Italiana".

http://www.scienzemfn.uniroma1.it/faunait/Home.html


Cecklist della Fauna italiana

Descrizione dettagliata dell’intera fauna italiana curata da parte del Comitato Scientifico  per la Fauna  d’Italia.

http://www.faunaitalia.it/checklist/

 

Parco Faunistico del Monte Amiata

Il Parco Faunistico del Monte Amiata è una novità nel panorama dei Parchi a livello nazionale. S’ispira ai Wild Park tedeschi e, in un territorio assai piacevole dal punto di vista paesaggistico ed ambientale, propone una serie di aree faunistiche integrate di grandi dimensioni.
Il Parco Faunistico Monte Amiata insiste nelle vicinanze del Monte Labbro dove David Lazzaretti, il "Profeta dell’Amiata" nella seconda metà dell’ottocento, fondò un movimento di rinnovamento religioso e sociale. Nel paese di Arcidosso, oltre al Centro Studi David Lazzaretti, è tuttora presente una piccola Comunità Giurisdavidica che testimonia gli insegnamenti del "Profeta".
Il Parco Faunistico, che ha avuto, in fase di realizzazione, la collaborazione del Parco Nazionale d’Abruzzo e del Parco Naturale della Maremma, fa parte del Demanio della Regione Toscana ed è gestito dalla Comunità Montana del Monte Amiata versante grossetano zona I 1.
Il Parco Faunistico del Monte Amiata è impegnato per la riuscita di importanti attività quali il "progetto S. Francesco" con il Gruppo Lupo Italia, il progetto Capovaccaio con il WWF della Toscana, il recupero del patrimonio genetico rappresentato dall’ Asino Amiatino (Sorcino Crociato di razza amiatina) e del Cavallo Maremmano con l’Istituto di Incremento Ippico della Toscana. E’ in atto anche la realizzazione di un Centro Visite tipo Museo di Storia Naturale dell’Amiata.

http://www.parcofaunistico.it/index.php?option=content&task=view&id=76&Itemid=34

 

Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise

Sito ufficiale del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise contenente una descrizione molto dettagliata della fauna in esso presente, con importante apparato iconografico. Indicazioni per la visita e i contenuti del Museo dell’orso e del Museo del lupo presenti nel Parco.

http://www.parcoabruzzo.it/


Tipica fauna alpina

Sito della Regione Piemonte, denominato Osservatorio regionale sulla  fauna selvatica, con i seguenti obiettivi: pianificazione faunistico-venatoria;  creazione e gestione di una banca dati sulla fauna selvatica; tutela e gestione della fauna e i rapporti fauna-agricoltura-territorio; formazione, divulgazione e sensibilizzazione in materia di tutela e gestione della fauna selvatica. In esso la fauna alpina viene esaminata e descritta con notevoli approfondimenti di alto contenuto scientifico.   

http://www.regione.piemonte.it/agri/osserv_faun/cartografia/selvatica.htm


Osservatorio eco-faunistico alpino di Aprica

L’Osservatorio eco-faunistico alpino è stato inaugurato il 25 luglio del ’97. L’idea ed il progetto del biologo naturalista Dott. Bernardo Pedroni sono stati realizzati dal comune di Aprica. Di rilevante importanza sono i numerosi “punti didattici” dell’Osservatorio.

http://www.aldozecca.net/prevenzione/losservatorio_eco.htm

http://www.voli.bs.it/Itinera/Cd/italiano/parchi_naturalistici/osservatorio/default.htm


Osservatorio eco-faunistico alla Malga Palabione nel Parco Orobie Valtellinesi
 
L’Osservatorio è una specie d’enclave super protetta, di circa 24 ettari, immersa nell’esteso Parco regionale delle Orobie Valtellinesi, sul versante fresco della media Valtellina. Qui, soprattutto tra fine primavera e inizio estate, al seguito di una sapiente guida, si possono ammirare, in gelosa compagnia dei piccoli appena venuti al mondo, diversi degli animali tipici di questo prezioso ed intatto habitat naturale.

http://www.waltellina.com/parchi/osservatorioecofaunistico/



Alpenfaunamuseum Beck-Peccoz di Gressoney-Saint-Jean

Tra i musei della Valle d’Aosta dedicati alla fauna alpina, l’Alpenfaunamuseum Beck-Peccoz di Gressoney-Saint-Jean occupa un posto di rilievo sia per la ricchezza sia per la qualità dell'allestimento e degli esemplari esposti. La struttura, di proprietà regionale dal 1986, prima di essere destinata a sede museale ha ospitato per quasi un secolo la collezione privata dei trofei di caccia dei baroni Beck-Peccoz. La stessa collezione, integrata da ulteriori esemplari, viene conservata al primo piano del museo: si tratta di circa 2.000 trofei (corna e palchi montati su scudi) di camosci, stambecchi, cervi, caprioli e di altri esemplari della fauna alpina ed esotica, gran parte dei quali presenta un notevole interesse scientifico.

http://www.regione.vda.it/pda/NotizieAnsa/details_i.asp?id=31980

http://www.takkapu.com/gressoneysaintjean.aspx/museoregionalealpenfaunamuseum.html


La Fauna nel Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi

Il Progetto Speciale Fauna (PSF) è un "Piano di conservazione", che ha lo scopo di analizzare le interazioni tra la fauna e il suo ambiente, individuando misure atte a "conservare" la zoocenosi. Il PSF è quindi un supporto operativo utile all'Ente del Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi (PNDB) per pianificare le strategie future in termini di fauna.

http://www.dolomitipark.it/it/progetto.speciale.fauna.html


Parchi in rete. Parchi e Riserve regionali in Emilia-Romagna

E’ presente una descrizione molto dettagliata della fauna presenti nella Regione Emilia-Romagna, con singole schede molto elaborate per ogni specie.

http://www.regione.emilia-romagna.it/parchi


Parco Nazionale della Maiella

Sito ufficiale del parco con descrizione della fauna in esso presente.

http://www.parcomajella.it/bio_fauna.asp


Parco delle Dolomiti bellunesi

Le Dolomiti bellunesi comprendono una grande varietà di ambienti che consente a moltissime specie animali di trovare le condizioni adatte per vivere e riprodursi. Ben 114 sono le specie di uccelli che nidificano nel Parco, 20 le specie di anfibi e rettili presenti. Oltre 3.000 i camosci e più di 2.000 i caprioli. Quasi 100 le specie di farfalle diurne e circa 50 le specie di coleotteri carabidi. Esistono anche alcuni importanti endemismi esclusivi (specie che vivono solo qui in tutto il mondo) fra gli insetti che popolano le cavità carsiche. Il grande fascino degli animali di montagna risiede proprio nella loro capacità di vivere in condizioni difficili, spesso estreme. Il gelo invernale, la scarsità di cibo, il vento sferzante e le forti radiazioni solari vengono affrontati grazie a mirabili strategie di adattamento.

http://www.dolomitipark.it/it/fauna.html


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