SITI COMUNITA' MONTANE FAUNA

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Museo faunistico- Vilminore di Scalve (BG)

Nel museo sono raccolti e presentati tutti gli animali che vivono sulle Alpi e le Prealpi Orobiche.

http://www.scalve.it/faunistico/default.htm

 

Museo faunistico del Parco di Molina

È un piccolo museo privato, di carattere zoologico, aperto solo su richiesta. Il museo nasce nel 1990 dalle raccolte di Sergio Finali, un appassionato collezionista ed imbalsamatore. Il museo è costituito da un'unica sala con diorama, dove sono esposti alcuni mammiferi (volpe, marmotta, capriolo, camoscio) e vari uccelli, tra cui il gallo cedrone e l'aquila reale. Inoltre, alcune vetrine contengono scatole di farfalle e vari tipi d’insetti provenienti da tutto il mondo. Il sito naturalistico collegato al Museo Faunistico è il Parco delle Cascate di Molina.

http://www.travelitalia.com/it/guide/Lessinia/1178/


Museo faunistico di Neoneli o Museo faunistico dell'Oasi di Assai

All'interno del cantiere forestale di Neoneli si colloca il Museo faunistico con diversi esemplari di fauna selvatica autoctona. E’ possibile ammirare il cervo sardo, il daino, il cinghiale, il gatto selvatico, la martora e la donnola, ma anche uccelli quali il corvo imperiale, la civetta, il barbagianni, la pernice sarda e un maestoso esemplare di aquila reale. Tutto questo è raccolto in una piccola sala, molto essenziale e spartana, all’interno dell’oasi naturalistica, che permette una più attenta osservazione da parte dei visitatori delle peculiarità che caratterizzano appunto questi animali.

http://www.regione.sardegna.it/j/v/6?s=7615&v=2&c=1643&t=1

http://www.forestesarde.it/j/v/152?s=9842&v=2&c=1564&t=1


Museo faunistico di Corleto Manforte

Nel museo si possono ammirare tutte le specie faunistiche del Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano. Al primo piano infatti, il museo ospita oltre 50 specie di mammiferi, con lo studio di canidi, felidi e musteidi. Al secondo e al terzo piano sono custoditi tutte le specie europee di uccelli; infine al quarto piano sono esposti 15000 esemplari italiani, europei ed esotici di uccelli, in particolare coleotteri e l'entomofauna del Parco e dei monti Alburni.

http://www.finmedia.tv/SchedaProdotto.php?ID=010&PHPSESSID=8f460a64eb62e0df133309f031395cfa

 

Museo faunistico dei Monti Sibillini

Il complesso museale di Palazzo Leopardi a Montefortino (AP) riapre le porte al pubblico arricchito dal nuovo allestimento del Museo Faunistico dei Sibillini (collezione Rossi Brunori) e dalla presenza di una delle sedi della Casa del Parco dei Monti Sibillini. Un ecomuseo in cui sono rappresentati i peculiari valori naturalistici del Parco dei Monti Sibillini, struttura ottimale per svolgere attività di interpretazione e di didattica ambientale, nonché come centro culturale polifunzionale, per la presenza di una delle sedi della Casa del Parco a garanzia per il visitatore di un’informazione completa e corretta per un’adeguata fruizione del patrimonio dell’area protetta. La raccolta è costituta da circa 1300 esemplari di mammiferi caratteristici dell'Appennino marchigiano, uccelli dell'avifauna italiana e pesci d'acqua dolce.

http://www.provincia.ap.it/novita/mandett/mandett.asp?codnew=5634


Museo faunistico, parco faunistico e giardino appenninico di Pescasseroli

Il Museo introduce al Parco attraverso moderni ecorami, diorami, plastici, pannelli luminosi e mostre tematiche. Dispone di una sala conferenze e proiezioni, dove è possibile assistere a filmati naturalistici.
Adiacente al museo un parco faunistico dove è possibile osservare esemplari della principale fauna del Parco. Questi animali sono nati in cattività oppure sono esemplari feriti, curati e riabilitati presso il Centro. In entrambi i casi, si tratta di animali che non sarebbero in grado di vivere in libertà, perchè ormai strettamente dipendenti dall'uomo.
All'interno del Parco faunistico un Giardino Appenninico rappresentativo della flora appenninica, mostra le più belle e vistose fioriture del Parco. Accoglie anche uno stagno con vegetazione igrofila.

http://www.parks.it/parco.nazionale.Abruzzo/cen.html


Parco faunistico del Monte Amiata

Il Parco faunistico dell’Amiata si colloca in un area montana di particolare pregio naturalistico e paesaggistico, si avvale di soluzioni e metodologie espositive moderne e rispettose degli animali e costituisce l’ambiente ideale per la presenza e l’osservazione di numerose specie di fauna selvatica. Il parco faunistico del monte Amiata è una novità nel sistema dei parchi a livello nazionale; si ispira ai Wild Park tedeschi, ma aggiunge a quelle esperienze contenuti ed obiettivi più nuovi e innovative metodologie di fruizione. E’ uno strumento tecnico e scientifico di sperimentazione e di gestione naturalistica del territorio; è gestito secondo le direttive degli Enti Locali che lo utilizzano anche per l’organizzazione di attività didattiche e di sensibilizzazione, per le iniziative di studio e di ricerca, per la conservazione di specie animali e vegetali che rischiano l’erosione genetica e la scomparsa. All’interno delle aree faunistiche, integrate tra di loro, sono presenti specie animali che hanno, o hanno avuto in passato, un ruolo negli equilibri ecologici della nostra zona, che, pur non facendone parte, è caratterizzata da ambienti di tipo appenninico.

http://www.agriturismo-toscana-maremma.com/it/parco-faunistico-amiata.php

http://www.parcofaunistico.it/index.php?option=com_content&task=view&id=119&Itemid=1

http://www.scuole.provincia.siena.it/avogadro/viaggio/parco.html


Parco faunistico del Monte Labbro

Il Monte Labbro (o Labro) si trova sul versante sud-ovest del monte Amiata. La zona è scarsamente abitata:numerosi poderi sono stati abbandonati.Tutto il territorio è di media montagna, con rilievi come il monte omonimo, che raggiunge i 1.190 metri. La Riserva è caratterizzata da scarsa presenza di vegetazione arborea, limitata alla zona del Torrente Onazio, con caducifoglie come cerro, castagno, olmo, nocciolo e acero. I castagneti (cedui o artificialmente impiantati per la raccolta del frutto) si trovano soprattutto sul versante settentrionale del Monte Labbro, dove occupano una superficie di circa 60 ettari. La flora annovera numerose specie endemiche come la Viola etrusca. L'agricoltura è riconducibile alla pastorizia e a coltivazioni tradizionali.
Il clima rientra nel clima sub-umido, con abbondanti precipitazioni. Complessivamente la piovosità media annua è compresa tra i 1000-1400 mm., mentre la temperatura media oscilla sui 12,3-12,6 C°.La neve compare periodicamente solo nelle zone più elevate della riserva dove permane, in genere, da Gennaio a Marzo; sono tuttavia possibili inverni in cui i fenomeni nevosi si registrano in modo sporadico. La zona è sottoposta all'azione constante di venti forti; lo dimostra la forma a bandiera della chioma dei piccoli alberi. Dal punto di vista fito-climatico la Riserva rientra nel Castanetum. La fauna è rappresentata da innumerevoli specie, tra cui alcune di interesse notevole come il Gatto selvatico, la Puzzola, la Faina, la Martora e il Tasso. L'ambiente riveste notevole importanza per l'avifauna: l'area è collocata in posizione strategica per la migrazione dei falconiformi. Oltre a specie esclusivamente migratrici è possibile osservare il biancone, il falco pecchiaiolo, la poiana, le albanelle e il lanario. Ai rapaci si aggiungono anche, tra le molte altre, il passero solitario, il codirossone, il culbianco e il sordone. Numerosi sono i rettili: il biacco, la biscia d'acqua, le vipere e le testuggini di Hermann. La geologia annovera formazioni a calcari vari (prevalenti), compreso il rosso ammonitico, calcareniti, argilliti e diapri. Fenomeni carsici hanno dato vita a doline, inghiottitoi e grotte. Da segnalare, sulla sommità del Monte Labbro, la presenza di alcuni edifici di importanza storico-culturale, risalenti al movimento Giurisdavidico di Davide Lazzaretti.

http://www.scuole.provincia.siena.it/avogadro/viaggio/parco.html


Parco faunistico di Pianpinedo (Cimolais)

Ubicato in località “Piana di Pinedo”, tra i Comuni di Cimolais e Claut e ai confini del Parco Naturale delle Dolomiti Friulane, il parco faunistico ricopre un’area di 35 ettari. Realizzato con la finalità di salvaguardare il mantenimento e l’incolumità di ogni specie animale, assicurandone una vita il più possibile vicina alla condizione selvatica, sia in termini di socializzazione che di spazi, il Parco si propone come occasione unica per entrare in contatto diretto con la natura e vuole trasmettere, a grandi e piccoli, l'importanza del rispetto degli animali e del loro ambiente naturale. Il parco faunistico rappresenta uno splendido esempio di biodiversità, in quanto proprio in quest’area si ripropone in modo del tutto naturale il microclima delle alte vette dolomitiche.

http://www.pianpinedo.it/index.php


Parco faunistico di Perdasdefogu

Il territorio di Perdasdefogu si trova nella parte meridionale del territorio dell’Ogliastra (Sdegna). I particolari tacchi di roccia calcarei, i corsi d'acqua, i boschi e i numerosi insediamenti nuragici, fanno di questo territorio un'attrattiva per i numerosi amanti della natura. II territorio è molto importante dal punto di vista geologico (età del Giurese) e botanico: da diversi anni è meta frequente di spedizioni scientifiche di diverse università italiane ed europee (in particolare dalla Germania e dalla Francia), oltre che degli esperti dei più noti musei naturalistici inglesi con la supervisione del British Concil. La nostra escursione segue un itinerario all'interno del parco naturale del Bruncu Santoru, alla scoperta degli animali del bosco; con un semplice trekking osserveremo l'ecosistema del parco, percorrendo con la guida panoramici sentieri alla ricerca del re della foresta: il Cervo Sardo.

http://www.provincia.ogliastra.it/ogliastra.php?contenuto=48&parente=9


Parco faunistico di Urzulei

L'area faunistica sorge a 750 mt slm e si trova tra "Su Campu de Bidiculai", "Punta Or Mufrones" e "Punta su Crabargiu" in località "Sa Portiscra" nel Supramonte di Urzulei. Gli aspetti naturali del territorio sono ancora ben conservati, vi sono importanti relitti della foresta secolare di leccio e maestosi ginepri, le rarissime orchidee selvatiche, la peonia, vari endemismi. Da queste pendici spiccano il volo tra gli altri l'Astore Sardo e la maestosa Aquila Reale, i mufloni, i cinghiali, il gatto selvatico, la martora e la volpe soggiornano volentieri in questa zona. Questa località è stata scelta come sito per la reintroduzione nel Supramonte del Cervo Sardo, dopo la sua estinzione avvenuta nei primi del ‘900. All'interno dell'oasi di circa 10 ettari sono presenti degli esemplari di Cervus Elaphus Corsicanus (concessi dall'Ente Foreste della Sardegna). In prossimità dell'oasi sarà possibile visitare il villaggio nuragico di "Or Murales" che, con oltre 100 capanni in buono stato di conservazione è uno fra i più grandi e spettacolari della Sardegna. L'intera area è "incorniciata" da paesaggi mozzafiato in cui si scorgono la bellissima Gola di Gorropu, con le sue pareti di quasi 500 m, la catena calcarea che da Monte Oseli sovrasta la "Codula di Luna" fino ad arrivare a Golfo di Orosei.

http://www.provincia.ogliastra.it/ogliastra.php?contenuto=49&parente=9

 


Parco faunistico didattico “Al Bosco”

Il Parco Faunistico Didattico “Al Bosco” si trova a 5 km. circa da Grezzana (VR) in località Zerbaro di Romagnano ed è collocato in un luogo molto panoramico della Lessinia. Al suo interno vivono circa 200 esemplari di animali in un’area recintata di circa 20 ettari di prato e terreno boscoso: lo spazio l’ideale per le passeggiate di bambini e adulti che potranno fare la diretta conoscenza di cervi, camosci, stambecchi, mufloni, daini, linci, volpi, gufi reali, pavoni, lepri, falchi, cicogne, marmotte oltre che degli animali della fattoria come asini, i pony, le caprette, le pecore, i conigli.
Questi animali pascolano liberi nei prati e sono ormai abituati alla presenza dell’uomo e per questo motivo potranno essere avvicinati, in tutta sicurezza, nel loro ambiente naturale ma sempre sotto l’occhio vigile delle guide.

http://ongarda.com/index.php?id=553&tabella=articoli&tipo=&ricerca=8&mostra_SOTTOCATEGORIE=0


Museo ornitologico di Pietralunga

Da un accordo tra il Comune di Pietralunga, il Corpo forestale dello Stato, la Comunità montana Alto Tevere Umbro e la Regione Umbria, è nato il Museo ornitologico naturalistico di Pietralunga. Il Museo trae origine dalle collezioni di Silvio Bambini, appassionato collezionista di Città di Castello, che risalgono agli anni Settanta. Si tratta di 321 esemplari conservati di uccelli e mammiferi, presentanti in diorami, provenienti in massima parte dall'Umbria. Rappresentano senz'altro una buona introduzione alla conoscenza della fauna della zona compresa tra Città di Castello e San Giustino. Questa ricca collezione di uccelli e di mammiferi rappresenta un importante punto di riferimento per tutti coloro che voglio avvicinarsi e/o approfondire le proprie conoscenze intorno al patrimonio faunistico locale.
Infatti l'ampia varietà di specie in mostra, consente di avere un quadro esauriente sulla biodiversità di un comprensorio e di una regione di notevole interesse naturalistico. Lo stabile che ospita il museo è posto su due piani: il primo è dedicato all'intera raccolta, mentre il secondo dedica i suoi spazi a due laboratori didattici. Uno riguardante l'aria e il volo - che cos'è l'aria, perchè è preziosa per la vita e il movimento, gli abitanti dell'aria, le tecniche di volo, degli uccelli etc.. - e l'altro il bosco e i suoi abitanti - come si riconoscono i piani del bosco, di cosa è formato il terreno di un bosco, come si osservano le piante e gli animali che lo vivono. Vi sono inoltre un'aula didattica e alcuni vani adibiti a lavori manuali, ricerche o altre attività destinate ad una corretta e completa educazione ambientale.

http://umbria.appennino.info/CmDirector.aspx?ID=934


Museo del Lupo - Arsita (Te)

Il Museo del Lupo ad Arsita è uno spazio di informazione e sensibilizzazione rivolto soprattutto alle nuove generazioni. Grazie ad efficaci pannelli esplicativi e a strumenti multimediali, il Museo permette al visitatore di scoprire aspetti inediti e sorprendenti del rapporto tra uomo e lupo. Come tutti i musei del Parco dedicati alla fauna, anche il percorso del Museo del Lupo mira alla sensibilizzazione verso la salvaguardia attiva, che favorisce la convivenza pacifica tra uomo e fauna selvatica. Il fascino del lupo, presenza furtiva e discreta dei boschi del Parco, emerge con tutto il suo carico di suggestioni ancestrali e di mistero e, al tempo stesso, favorisce una conoscenza approfondita e corretta di questo straordinario animale.

http://www.gransassolagapark.it/elenco.asp?azione=b&idatt=16&id=27

http://www.8000.it/jumpNews.asp?idLang=IT&idUser=0&idNews=11438


Museo del Cervo - Fano Adriano (Te)

Il Museo del Cervo a Fano Adriano si trova ai piedi della Valle del Venacquaro, nella foresta di faggi più vecchia d’Europa. Allestito in due ambienti, il complesso documentale ricostruisce la storia evolutiva del cervo, il suo habitat e le sue abitudini di vita, la sua distribuzione in Italia, l’attività diretta dei tecnici del Parco per la sua reintroduzione in ambienti dai quali era scomparso definitivamente 200 anni fa. Con la reintroduzione del cervo, l’Ente Parco sta portando avanti un progetto ambizioso: quello di ricostituire, con il camoscio e il capriolo, le comunità faunistiche originarie della montagna appenninica, distrutte ed impoverite dall’uomo nel corso dei secoli. Ventuno esemplari sono stati infatti liberati sui Monti della Laga e, a distanza di due anni, un nuovo rilascio di 26 cervi è avvenuto nella Valle del Chiarino. Gli individui rilasciati sono tenuti costantemente sotto controllo da parte del personale del Parco e sono muniti di radiocollare per monitorarne costantemente gli spostamenti, la riproduzione e la colonizzazione di nuovi territori.

http://www.gransassolagapark.it/elenco.asp?azione=b&idatt=16&id=27

http://www.8000.it/jumpNews.asp?idLang=IT&idUser=0&idNews=11438


Museo del Camoscio – Farindola (Pe)

Il Museo del Camoscio d’Abruzzo è una struttura interattiva dove, attraverso pannelli didattico-informativi, sono presentate la storia e le vicende che hanno visto protagonista questo animale scomparso dal Gran Sasso oltre 100 anni fa. Ampio spazio viene dedicato anche al progetto di reintroduzione del camoscio nel Parco: la complessa operazione che ha riportato lo splendido ungulato sul territorio abruzzese è stata rafforzata dalla realizzazione dell’Area Faunistica, prossima alla Cascata del Vitello d’oro, di circa quattro ettari che accoglie diversi esemplari. Il Museo dispone di spazi per giochi ed esperienze sensoriali che dal Museo si allargano verso la montagna, verso l’Area Faunistica e verso il sentiero naturalistico, da percorrere per scoprire i suggestivi ambienti montani. Le diverse attività del Museo favoriscono la visita al paese di Farindola, porta di accesso alla montagna dal versante Vestino.

http://www.gransassolagapark.it/elenco.asp?azione=b&idatt=16&id=27

http://www.8000.it/jumpNews.asp?idLang=IT&idUser=0&idNews=11438

 

 

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