Subito dopo la guerra gli Alleati, arrivati in Italia, mantennero il controllo di cinema, teatro, radio e della propaganda attraverso il PWB (Psychological Warfare Branch)che aveva potere decisionale anche sui finanziamenti. I film americani invasero il mercato italiano dopo l’abolizione della legge sul monopolio nel novembre 1945. Ma gli anni immediatamente successivi alla guerra coincisero anche con quello straordinario momento artistico che venne chiamato neorealismo Nel 1947 la legge n. 379 del 16 maggio proclamò la libertà di produzione cinematografica ma tornò a parlare di censura. Il nullaosta era concesso dall’Ufficio Centrale per la Cinematografia istituito presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri che aveva il potere di supervisione sulla produzione nazionale, sull’esportazione e l’importazione delle pellicole cinematografiche e sulla censura.
Nel 1959 con la legge del 31 luglio, n. 617 venne istituito il Ministero del Turismo e dello Spettacolo che ottenne le competenze spettanti fino ad allora ai servizi della Presidenza del Consiglio. Confluirono in esso il Commissariato del Turismo (nato nel 1947) e la Direzione Generale dello Spettacolo (nata nel 1948). Tra il 1964 e il 1965, la Direzione Generale dello Spettacolo venne suddivisa in sette ispettorati, tra i quali ricordiamo: l’Ispettorato per il contenzioso cinematografico e teatrale e per gli affari generali; l’Ispettorato per i rapporti cinematografici con l’estero, le manifestazioni cinematografiche ed il MEC; l’Ispettorato per la produzione cinematografica, l’importazione e l’esportazione dei film; l’Ispettorato per l’esercizio cinematografico e la revisione cinematografica. Nel 1966 gli ispettorati furono ridotti a sei tra questi: l’Ispettorato per il contenzioso cinematografico e teatrale e per gli affari generali; l’Ispettorato per i rapporti cinematografici con l’estero, le manifestazioni cinematografiche e lo sviluppo della cinematografia nazionale; l’Ispettorato per la produzione cinematografica e revisione.
Ogni film prima di essere messo in lavorazione aveva bisogno del nullaosta ministeriale e dunque le Case cinematografiche dovevano inviare la sceneggiatura all’Ufficio di Revisione cinematografica preventiva del Ministero. Direttore Generale dello Spettacolo fu fino al 1963 Nicola De Pirro. Il Ministero fu soppresso nel 1993 dopo un referendum popolare, con Dl 4 agosto 1993, n. 273. Il Dpcm 10 agosto 1993 delegò poi al presidente del Consiglio, Antonio Maccanico, le funzioni ed i compiti in materia di turismo, sport e spettacolo.
L’Archivio Centrale dello Stato conserva ben cinquemila i fascicoli intestati a film e ritrovati da Patrizia Ferrara, all’epoca funzionaria dell’ACS, durante un sopralluogo nei depositi del Ministero del Turismo e dello Spettacolo; i fascicoli vennero portati all’Archivio nel 1987.
Nella serie Fascicoli per film (1946-1965) sono conservati i documenti riguardanti la presentazione del progetto per la richiesta del nulla osta e di finanziamenti; nella serie Sceneggiature dei film (1946-1965) sono conservati i soggetti e i copioni delle sceneggiature. La collocazione archivistica resta la stessa.
Per i copioni elencati concernenti opere riguardanti la montagna italiana o ambientate in montagna, è stato consultato l’elenco che riporta il numero relativo ai fascicoli per film e alle sceneggiature. Sono stati trascritti i nomi dei registi, i titoli dei film, l’anno di realizzazione, le locations, la collocazione archivistica e un breve abstract della storia. La presenza del fascicolo però non implica sempre la realizzazione di un film ma testimonia comunque l’esistenza di un progetto. Alcune delle immagini inserite sono locandine sono conservate nell’archivio del Museo della montagna “Duca degli Abruzzi” di Torino (AMdM-TO).
Elenco film
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