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“«Il marchio di fabbrica è un segno distintivo che serve a contraddistinguere i prodotti o servizi che un’impresa produce o mette in commercio». E’ una sintetica ed efficace spiegazione di cosa sia il marchio di fabbrica e di prodotto e riassume il senso delle differenti leggi che sono state promulgate dal 1868 ai nostri giorni. [...] L’Archivio Centrale dello Stato conserva la documentazione brevettuale prodotta dall’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi del Ministero dell’Industria, del Commercio e dell’Artigianato, dal 1855 al 1965, composta da tre serie: Invenzioni (1855-1962, fascicoli 610.000), Modelli (1867-1965, fascicoli 100.000) e Marchi di fabbrica, che costituiscono un patrimonio di circa novecentomila fascicoli posti su quasi tre chilometri di scaffalatura. Le tre serie archivistiche testimoniano la grande inventiva italiana. Nella Serie Brevetti di invenzioni, la più cospicua, sono conservati tra l’altro, i brevetti del telegrafo di Marconi, il moplen di Natta, il motore a scoppio di Matteucci, e tante piccole e grandi invenzioni che hanno radicalmente cambiato la nostra vita. Ai Brevetti di modello, che costituiscono la forma, il design, sono legati i nomi dei massimi esponenti del disegno industriale italiano che va dal campo della moda (Gucci, Ferragamo, Fontana, ecc.) ai mobili e oggetti (disegnati da Castiglione, Munari, Mari, ecc.) alle vetture prodotte dalla Fiat come la mitica Cinquecento, alla Vespa della Piaggio, ai diversi modelli dell’Alfa Romeo, della Lancia, ecc.). Per quanto riguarda i Marchi di fabbrica e di commercio, un primo versamento fu effettuato dall’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi all’Archivio Centrale dello Stato nel 1964 [...]. Solo nel 2000 è stato eseguito un secondo versamento di 81.200 fascicoli relativi al periodo 1945-1965”. Il tema montagna presente nei marchi offre immagini diverse e singolari: da Dante Alighieri che si avvia alla montagna del Purgatorio (il marchio di un olio d’oliva) alle montagne andine, alla spettacolarità offerta dalle immagini riguardanti l’Etna o il Vesuvio. La montagna è associata a santi, guerrieri, inventori, animali reali e fiabeschi; i marchi rappresentano paesini e monumenti, costumi dell’epoca e prodotti ormai in disuso. Attraverso lo studio dei marchi si può indagare anche l’evoluzione del linguaggio. La storia del marchio si intreccia con la storia d’Italia. “Il dato più evidente è la notevole presenza di marchi che rappresentano le Alpi [...] La montagna è un soggetto molto interessante: è la sua immagine, più di quella del mare, che identifica e memorizza la geografia del territorio nazionale. Attraverso i marchi vengono utilizzati itinerari geografici che, nella realtà, restano privilegi di pochi. La montagna diventa metafora autoesplicativa della simbiosi tra natura e prodotto e a volte, suo malgrado, mette in luce l’incrinatura che sta producendosi in natura [...] Chi guarda il marchio riconosce o memorizza monumenti e impara storie e avvenimenti storici”. Il 26 ottobre 2006 nella sede della Società Geografica Italiana è stata presentata la mostra Immagini della montagna italiana. Marchi di fabbrica, libri e carte geografiche tra il 1869 e il 1930, frutto della collaborazione tra IMONT, SGI e ACS. Il catalogo, realizzato a corredo della mostra, ha proposto i marchi di fabbrica riguardanti la montagna italiana e le splendide immagini (illustrazioni, fotografie, carte geografiche, ecc.) provenienti dal patrimonio bibliografico della Società Geografica Italiana. In Archivio Centrale dello Stato attraverso la banca dati si può consultare la ricca documentazione e le immagini corrispondenti. La banca dati è stata realizzata grazie al progetto ACS-CNR Valorizzazione Beni Culturali ed ha portato alla schedatura e alla scansione di marchi dal n. 1 al n. 34.000. I brani tra virgolette sono tratti da M. Martelli, Una montagna di marchi, in Immagini della montagna italiana. Marchi di fabbrica, libri e carte geografiche tra il 1869 e il 1930, a cura di Francesco Cardarelli Miriana Di Angelo Antonio Margherita Martelli, 2006, pp. 25-33.
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