<%@LANGUAGE="VBSCRIPT" CODEPAGE="1252"%> Gli Scienziati viaggiatori

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Gli Scienziati viaggiatori

Gli Scienziati viaggiatori

 

 

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G R

Allioni Carlo

Gautieri Giuseppe Reggio Francesco
Gimbernat Carlos de Robilant Nicolis Spirito Benedetto de
Andreani Paolo
   
Arduino Giovanni
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L
 
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Buckland William
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O
Ebel Johann Gottfried
     
F P  
Ferber Johann Jakob Pini Ermenegildo  
Festari Girolamo Pollini Ciro  
Fortis Alberto    
 
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Fonti




Allioni Carlo
(Torino 1724 – ivi 1804)

Nota biografica
Figlio di Stefano Benedetto Allioni, medico e consulente del re. Si laurea a Torino in medicina nel 1747, dedicandosi successivamente all’esercizio della professione e al contempo approfondendo i suoi interessi in campo naturalistico. Nel 1757 diviene membro della Società Privata Torinese, che in seguito cambierà nome in Accademia Reale delle Scienze di Torino. Nominato docente di Botanica presso l’Università di Torino nel 1760, è tra i promotori dello sviluppo dell’Orto Botanico. Durante l’attività accademica si occupa anche di paleontologia, geologia ed entomologia.

Viaggi
1785: esplorazione delle Prealpi piemontesi. Classificazione della flora piemontese mediante l’utilizzo della nomenclatura introdotta da Linneo.

Letture di approfondimento
ALLIONI C., Flora pedemontana, Torino 1875, 3 voll.

Allioni


Indice



Amoretti Carlo
(Oneglia 1741 – Milano 1816)

Nota biografica
Nel 1756 diviene padre agostiniano dopo avere completato gli studi presso i padri scolopi. Al fine di approfondire gli studi in teologia, lettere moderne e fisica soggiorna prima a Pavia e poi a Parma, città, quest’ultima, dove si dedica all’insegnamento diventando sostenitore delle idee liberali e dei progetti riformistici di Guglielmo Du Tillot (ministro delle Finanze del Ducato dal 1749 al 1771). Nel 1767, è nominato docente di Teologia dogmatica presso l’Università di Pavia e due anni dopo titolare della cattedra di Diritto canonico del medesimo Ateneo. A Parma incontrerà, invece, Francesco Soave e Francesco Venini coi quali, negli anni seguenti, intreccerà vantaggiosi e fortunati rapporti di lavoro. Dopo la caduta in disgrazia di Du Tillot (1772), Amoretti, Soave e Venini sono costretti a trasferirsi a Milano. Qui lavora come precettore e comincia una propizia carriera pubblicistica, appoggiando l’attività riformatrice del governo austriaco. Nel 1775, con Francesco Soave

Amoretti

 

 

 

 

 

 

cura l’edizione della rassegna periodica Scelta di opuscoli interessanti sulle scienze e sulle arti che, a partire dal 1778, cambierà nome in Opuscoli scelti sulle scienze e sulle arti. Rivista scientifica longeva (pubblicata fino al 1803) e di grande successo, caldeggiata perfino dal ministro plenipotenziario Carlo Firmian. In questi anni, gli interessi maggiori dell’abate di Oneglia sono però rivolti verso il campo delle scienze agrarie ed economiche, la partecipazione infatti alle iniziative di Maria Teresa, intese a promuovere l’attività economica della Lombardia, gli permisero di entrare nel 1781 nella Società Patriotica di Milano per l’avanzamento dell’Agricoltura, delle Arti e delle Manifatture (fondata nel 1776), della quale viene nominato segretario nel 1783. Politicamente moderato, viene estromesso dalle cariche pubbliche dal successivo regime francese (1796), ma, nel 1797, riceve la nomina di bibliotecario dell’Ambrosiana, nel 1803 è invece eletto membro dell’Istituto nazionale e, nel 1808, Consigliere delle miniere.

Viaggi
1783: viaggio mineralogico in Savoia e Piemonte.
1788-1789: viaggi a Pomaro, Piacenza e Parma, in Toscana e Savoia.
1794: viaggio geo-naturalistico sulle Prealpi lombarde.
1797: viaggio geologico sui versanti montuosi del Lago Maggiore, Intra e monte Simmolo; itinerario: da San Giorgio a S. Martino e Roncaccio, Cappella Nava, Premeno e attraverso San Salvatore ritorno ad Intra per Carzana e Rizzano. Studio relativo all’origine vulcanica delle formazioni trappiche.
1815: studio sui siti minerari e i combustibili fossili della Valsugana.

 

Letture di approfondimento
AMORETTI C., Viaggio da Milano ai tre laghi Maggiore, di Lugano e di Como e ne’  monti che li circondano, Galeazzi, Milano 1794.

AMORETTI C., Lettera al P. Prof. Francesco Soave Sul Trappo trovato presso Intra in riva al Verbano,«Opuscoli scelti sulle scienze e sulle arti», tomo XIX,1796, pp. 347-352.

AMORETTI C., Sul Trappo del Monte Simmolo presso Intra in riva al Lago Maggiore, e sui Vetri che se ne sono formati, «Opuscoli scelti sulle scienze e sulle arti», tomo XX, 1797, pp. 410-426.

AMORETTI C., Alcune notizie particolari sopra le Miniere di Carbon Fossile della Valle Sugana, «Il Raccoglitore», 1, Milano 1815, pp. 181-183.

ARATO F., Carlo Amoretti e il giornalismo scientifico nella Milano di fine Settecento, Annali della Fondazione Luigi Einaudi, XXI, Milano 1987, pp. 175-220.

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Carta mineralogica

Carta mineralogica dell'Alto Novarese, in viaggio da Milano ai tre laghi Maggiore, di Lugano e di Como e ne' monti che li circondano,
Milano 1794





Andreani Paolo
(Milano 1763 – Nizza 1823)

Nota biografica
Di nobile famiglia, è spesso menzionato per essere stato uno dei pionieri dell’aeronautica, nel 1784, quattro mesi dopo i fratelli Montgolfier, effettua infatti un volo in pallone sui cieli di Milano. Avendo acquisito una certa notorietà nei salotti e nei circoli culturali dell’epoca, si trasferisce a Parigi, dove l’Académie des Sciences gli consegna l’incarico di organizzare e guidare una spedizione in Scozia. Seguono successivamente altri viaggi in Canada, Stati Uniti e America Centrale. Tornato in Francia trascorre gli ultimi anni della sua vita in precarie condizioni di salute e oberato dai debiti.

Viaggi
1788: viaggio sulle Alpi. Studio dei ghiacciai di Chamonix.

Letture di Approfondimento
ANDREANI P., Giornale di viaggio. Un gentiluomo milanese sulle Alpi, a cura di E. Fortunato, CDA&Vivalda, Torino 2003.

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Arduino Giovanni
(Caprino Veronese 1714 – Venezia 1795)

Nota biografica
Di famiglia modesta, fu condotto dal padrino, il marchese Andrea Carlotti, a Verona al fine di ricevere un’istruzione adeguata. Terminati gli studi, decise di proseguire la sua formazione presso le miniere di Klausen/Chiusa (Bolzano) per imparare “la metallurgia, la mineralogia e tutto ciò che riguarda la scienza e il regno fossile”. Conobbe le opere di J. Woodward, di T. Burnet, di A. Vallisneri, di A. L. Moro e di altri autori che in quel tempo scrissero di geologia, ma si ispirò per le sue concezioni specialmente all’osservazione diretta, resa possibile dalla mansione di perito minerario. Tornato in patria cominciò quindi l’attività di tecnico minerario, prima nella provincia di Vicenza, poi nel livornese, in Lombardia e in altre aree minerarie dell’Italia centro-settentrionale. Nel 1740, realizzò la carta geognostica dell’Italia settentrionale, edita nel 1741, e nel 1769 su proposta del fratello Pietro, prima giardiniere dell’Orto Botanico di Padova, poi prefetto e infine docente di Agraria presso l’Università di Padova (1763), fu nominato soprintendente all’Agricoltura della Serenissima, trasferendosi così da Vicenza a Venezia, dove soggiornò fino alla morte. La sua versatilità in ambiti differenti delle scienze e delle tecniche gli garantì parecchi incarichi pubblici, quali ad esempio: la consulenza per la magistratura di Venezia sulla bonifica delle Valli Grandi Veronesi, periodicamente allegate dalle piene dell’Adige e gli incarichi di collaborazione con l’Arsenale di Venezia e le miniere di allume e vetriolo dell’Istria. Premessa fondamentale allo sviluppo del pensiero geologico di Arduino fu l’insegnamento di Giovanni Targioni Tozzetti, conosciuto durante il soggiorno in Toscana (Livorno) dal 1753 al 1755. È di questo periodo, infatti, la costruzione del sistema stratigrafico e di classificazione delle montagne (proposto nella nota lettera ad Antonio Vallisneri junior del 30 marzo 1759).

Arduino


Viaggi

1741: viaggio mineralogico sul Pasubio e l’altopiano di Asiago.
1749-1756: viaggio mineralogico nel vicentino, nella bergamasca e nel bresciano. Analisi mineralogiche e studio delle miniere di piombo e rame.
1756: viaggio mineralogico sui monti Berici e Cavolo di Costozza.
1759: studio litostratigrafico e litologico della val d’Agno e delle Prealpi vicentine.

Letture di approfondimento
AA. VV., Scienza tecnica e “pubblico bene” nell’opera di Giovanni Arduino (1714-1795), Atti del Convegno, Verona il 9-10 febbraio 1996.

ARDUINO G., Due Lettere […] sopra varie osservazioni naturali. Al Chiaris. Sig. Cavalier Antonio Vallisnieri professore di Storia Naturale nell’Università di Padova. Lettera Prima […] Sopra varie sue Osservazioni Naturali (Vicenza, 30 gennaio 1759). Lettera Seconda […] Sopra varie sue Osservazioni fatte in diverse parti del Territorio di Vicenza, ed altrove, appartenenti alla Teoria Terrestre, ed alla Mineralogia (Vicenza, 30 marzo 1759), «Nuova Raccolta di Opuscoli Scientifici e Filologici», 1760, VI, pp. XCIX-CLXXX.

ARDUINO G., Saggio Fisico-Mineralogico di Lythogonia e Orognosia. Ed. accresciuta, «Giornale d’Italia spettante alla scienza naturale e principalmente all’agricoltura, alle arti ed al commercio», 11, 1775 ( Ia edizione 1774), pp. 171-217.

LAZZARI C. & BIZZARINI F. (a cura di), Giovanni Arduino e i geologi veneti del Settecento, Grafic House, Venezia 1995.

VACCARI E., Giovanni Arduino (1714-1795). Il contributo di uno scienziato veneto al dibattito settecentesco sulle scienze della terra, Leo. & Olschki Editore, Firenze 1993.

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Bartolozzi Francesco

Nota biografica
Naturalista toscano dai vasti interessi scientifici, si occupò di: botanica, geologia e fisiologia. Pressoché sconosciuto, nonostante venga citato da H. B. de Saussure nel secondo volume dei Voyages, dove, descritto come “dotto naturalista italiano”, racconta di averlo incontrato nel 1781 e di aver compiuto in sua compagnia un’escursione in Val Ferret. Si distinse per la salita al monte Crammont (2737 m.s.l.d.m), cima sopra Courmayeur, e per essere entrato pesantemente in polemica con Ermenegildo Pini riguardo la diversa interpretazione sull’origine del granito di Baveno, allontanandosi in tal modo anche dalle teorie dallo stesso Saussure. Socio dell’Accademia dei Georgofili di Firenze, tra il 1779 e il 1780, effettuò diverse osservazioni botaniche nei pressi del lago di Comballe, sito tra il Cramonte e il Monte Bianco. È inoltre probabile che abbia soggiornato, fra il 1780 e il 1782, all’Arp Vieille e, in quegli stessi anni, abbia compiuto alcune escursioni sui versanti del Monte Rosa. Si interessò anche di mineralogia, soffermandosi sui giacimenti di pirite aurifera della Valsesia (1784).   

Viaggi
1779: viaggio litologico sui monti presso Baveno e Montorfano. Studio relativo alle formazioni granitose.
1782: visita Courmayeur e il Gran San Bernardo. Effettua indagini di natura fisiologica relative alla pressione sanguigna. 
1784: studio mineralogico sulla pirite aurifera della Valsesia.

Letture di approfondimento
BARTOLOZZI F., Osservazioni sul granito e conghietture sull’origine di questa e delle altre pietre, «Opuscoli scelti sulle scienze e sulle arti», tomo III, Milano 1780, pp. 134-144.

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Beudant François Sulpice
(Parigi 1787 – ivi 1850)

Nota biografica
Terminati gli studi presso l’École Polytechnique e l’École Normale, fu nominato, nel 1811, professore di Matematica presso il liceo di Avignone e, nel 1813, docente di Fisica a Marsiglia. Nel 1818 intraprese il lungo viaggio che lo condusse in Ungheria, attraversando così l’intera catena alpina. Risultato delle sue osservazioni fu la fortunata pubblicazione del “Voyage minéralogique et géologique, en Hongérié, pedant l’anée 1818” (1822), corredato da un atlante geografico. L’opera conferì a Beudant fama internazionale, nonostante nel 1820 gli fosse già stata assegnata la cattedra di Mineralogia presso l’Università di Parigi. L’attività scientifica di Beudant è associata anche all’individuazione di alcune nuove specie mineralogiche, come ad esempio: l’Anglesite, la Bismutite e la Cerussite.

Beudant

Viaggi

1817-1818: attraversa le Alpi durante il viaggio che lo condurrà in Ungheria. Interessi prevalentemente geologici e mineralogici.

Letture di approfondimento
BEUDANT F. S., Voyage minéralogique et géologique, en Hongérié, pedant l’anée 1818, De l’Imprimerie d’Abel Lanoe, Paris 1822, 4 voll.

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Bonvicino Benedetto Costanzo
(Centallo 1739 – Torino 1812)

Nota biografica
Di famiglia agiata, si laurea in medicina nel 1756 a Torino. Pur esercitando la professione di medico, coltiva i suoi interessi in chimica, studiando presso Beccaria, Carburi e Gioannetti.  Dedica diversi anni allo studio mineralogico e chimico delle rocce delle valli di Lanzo, della Valle d’Aosta e di altre valli piemontesi, collezionando così molte “specie minerali”. Nel 1800 gli viene affidata la prima cattedra di Chimica istituita presso l’Università di Torino (nome dell’insegnamento: “Chimica farmaceutica e Storia naturale dei medicamenti”). Dal 1783, è socio della Regia Accademia delle Scienze e, successivamente, viene nominato presidente della Regia Società Agraria e direttore del Museo di Storia Naturale.

Viaggi
Dal 1780 al 1790: effettua diverse escursioni in Piemonte e Valle d’Aosta e specialmente in: Val di Susa, Alpignano, Val di Lanzo, Val d’Ala. Compie ricerche mineralogiche e sulle proprietà terapeutiche della acque minerali.

Letture di approdondimento
BONVICINO B. C., Analyse des principales eaux minerales de la Savie, «Mémoires de l’Académie Royale des Sciences», tome II, Torino 1784-85, pp. 419-454.

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Breislak Scipione
(Roma 1750 – Porta Comasina 1826)

Nota biografica
Nato a Roma da padre svedese il 16 agosto 1750, nel 1767, entrò tra i chierici regolari delle scuole pie. Trascorso il periodo di noviziato a Roma, si distinse per il suo ingegno, tanto che nel 1773 fu già destinato come lettore di filosofia e teologia al collegio degli scolopi di Albano. Nel 1777 fu trasferito a Ragusa, dove entrò in amicizia con Alberto Fortis, da cui fu spinto ad approfondire lo studio delle scienze naturali, dedicandosi anche alla ricerca. Destinato, nel 1781, al collegio di Urbino, successivamente fece ritorno a Roma per insegnare fisica al collegio Nazareno, dove allestì inoltre un gabinetto mineralogico arricchito dalla collezione di Patrizi e dai pezzi raccolti durante numerose escursioni nelle aree circonvicine. Nel 1787, fu nominato docente di Filosofia presso il seminario di Nola, dove approfondì i suoi interessi per la mineralogia effettuando importanti ricerche sulle solfatare e sui terreni vulcanici della Campania. Trasferito, quindi, a Napoli per insegnare fisica all’Accademia militare della Nunziatella, fu frequentatore assiduo della villa dei fratelli Di Gennaro, che riunivano intorno a se una eletta schiera di spiriti colti; ma, nel 1798, fu richiamato a Roma dal governo repubblicano entrando a far parte del circolo intellettuale del “Monitore di Roma”, periodico di spiccate tendenze giacobine. Nella seconda metà del 1798, fu nominato commissario del governo nel Dipartimento del Trasimeno, con l’incarico di procedere alla riscossione di contribuzioni e prestiti e, nel marzo dell’anno successivo, fu nominato ministro delle Finanze. Con la caduta della Repubblica romana, Breislak si imbarcò con le truppe francesi per Marsiglia, dove ebbe inizio così un periodo di esilio volontario. Recatosi a Parigi, frequentò scienziati di spicco come: J. Chaptal, G. Cuvier, A. F. Fourcroy, R. J. Haüy, A. Brogniart ecc., entrando così nei circoli intellettuali e scientifici francesi. Rientrato in Italia nel 1802, fu nominato a Milano dal governo della Repubblica italiana “Ispettore ai Salnitri e alle Polveri”, continuando in questo modo i suoi studi mineralogici. Nel 1805, già membro della Royal Society di Londra e di Edimburgo, fu eletto socio dell’Istituto Reale Italiano. Mentre, nel 1815, fu tra i compilatori, con V. Monti e P. Giordani, della Biblioteca Italiana diretta da G. Acerbi, ma venuto in contrasto con quest’ultimo, uscì dalla rivista. Morì presso Milano il 15 febbraio 1826.
 
Viaggi
1821: visita alle cave di roccia calcarea di Bisuschio e Viggiù (Valceresio, Varese).
1821-1824: in quest’arco di tempo e a più riprese, visita gran parte dell’area prealpina compresa tra il lago Maggiore e il lago di Como. Breislak, ormai anziano, è spesso accompagnato da Giacomo Videmari e Giovanni Borri.
1822: visita alle sorgenti di Stabio.

Letture di approfondimento
BREISLAK S., Introduzione alla geologia, Stamperia Reale, Milano 1811, 2 voll.

BREISLAK S., Sulla giacitura di alcune rocce porfiritiche e granitose osservate nel Tirolo dal Sig. Conte Marzari-Pencati. Memoria Geognostica letta all’Imperial Regio Istituto di Lombardia, Imperial Regio Stamperia, Milano 1821.

BREISLAK S., Descrizione geologica della provincia di Milano, Milano 1822, ristampa anastatica a cura di C. M. Tartari, Prometheus, Milano 1996.

BREISLAK S., Sulle osservazioni fatte da alcuni celebri geologi posteriormente a quelle del Sig. conte Marzari intorno alla giacitura dé graniti nel Tirolo meridionale, Imperial Regia Stamperia, Milano 1824.

BREISLAK S., Osservazioni sopra i terreni compresi tra il lago Maggiore e quello di Lugano alla base meridionale delle Alpi, Memorie dell’Imperial Reale Istituto del Lombardo Veneto, vol. V, Imperial Regia Stamperia, Milano 1838, pp. 31-186.

CONFIGLIACHI L., Memoria intorno alle opere e agli scritti del geologo Scipione Breislak, Tipografia del Seminario, Padova 1827.

GENNARI L. & RIGAUL DE LANGRAIS G., Breislak Scipione, in Dizionario Biografico degli Italiani, Istituto dell’Enciclopedia,  XIV, Roma 1972, pp. 118-120.

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Brochant de Villiers André Jean-Francoise Marie
(Villiers 1772 – Parigi 1840)

Nota biografica
Dopo aver studiato all’École Polytechnique, nel 1794, fu tra i primi ad essere ammesso all’École des Mines (temporaneamente trasferito a Pezay in Savoia), istituto dove nel 1804 ricevette la nomina di docente in Mineralogia. Tornato a Paragi, nel 1815, fu eletto membro della Académie des Sciences e ispettore generale delle miniere, attività che lo condusse in Tarantasia, sui versanti del Monte Bianco e nel Derbyshire, dove effettuò diverse indagini sulle miniere di piombo. Ricevette inoltre l’incarico di sovrintendere alla realizzazione della mappa geologica di Francia con Dufrénoy ed J. B. Elie de Beaumont.
Brochant

Viaggi

Dal 1804 al 1814: effettuata diverse esplorazioni in Tarantasia, Valle d’Aosta e Monte Bianco al fine di esaminare la posizione stratigrafica del granito. Interesse principale verso la struttura stratigrafica delle montagne.

Letture di approfondimento
BROCHANT DE VILLERS A. J. F. M., Considérations sur la place que doivent occuper les roches granitoides du Mont Blanc et d’autres cimes centrales des Alpes, dans l’orde d’antériorité des terrains primitifs, «Annales des mines», 1, n. 4, 1819, pp. 283-300.

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Brocchi Giambattista
(Bassano del Grappa 1772 – Khartum, Sudan, 1827)

Nota biografica
Compiuti i primi studi nel paese di origine, studiò poi giurisprudenza e teologia presso l’Università di Padova. I suoi interessi principali furono però rivolti alle scienze della natura, verso le quali diresse costantemente i propri sforzi intellettuali. Abbracciò la vita ecclesiastica e fu docente di Storia naturale al liceo di Brescia dal 1801 al 1808. In questo stesso anno, fu nominato ispettore delle miniere del Regno d’Italia napoleonico, incarico che mantenne fino al 1813 con lo scioglimento del Consiglio delle Miniere. Oltre ad avere viaggiato in Italia, visitò l’Egitto su invito del viceré di quel paese, al fine di rilevare miniere utili allo stato e progettarne lo scavo. Si recò quindi in Siria e, nel 1826, attraversando Senaar,  rimase vittima dei disagi e del clima, morendo a Khartum. Non fu mai smentita l’ipotesi di un eventuale assassinio.

Brocchi

Viaggi
1806
: visita le Prealpi bresciane, Dipartimento del Mella, descrivendone le caratteristiche mineralogiche nel: Trattato mineralogico e chimico sulle miniere di ferro del dipartimento del Mella (Brescia, 1806).
1809: visita la miniera di Viconago (Valmarchirolo - Valganna, Varese).
1810: studi litologici e paleontologici in Val di Fassa (esplorazione effettuata in compagnia del mineralista Marco Corniani degli Algarotti).
1811-1812: viaggio mineralogico e vulcanologico. Viaggio iniziato il 31 luglio da Milano alla volta dell’Italia centrale. Itinerario: salse di Sassuolo, Barigazzo (località del Modenese), Firenze, dove visita alcune collezioni mineralogiche, attraversa la Valdarno raggiungendo il 28 di agosto la Valdarno inferiore, poi da Siena verso Roma visitando la rocca di Radicofani e passando da Bolsena e Ronciglione. Raggiunta Roma, visita i colli della città partendo dal Campidoglio, il 29 settembre visita la località detta Capo di Bove, mentre il 14 ottobre è nei pressi del lago di Nemi. Giunge a Napoli il 10 novembre, dove soggiorna fino al marzo dell’anno successivo, effettuando diverse escursioni nelle aree limitrofe. Visita Pompei ed Ercolano e ascende al Vesuvio (prima ascesa dalla strada del Romitorio il 24 novembre). La secondo esplorazione sul Vesuvio è del 20 dicembre 1811. Durante questo periodo ispeziona anche i Campi Flegrei. Il 17 gennaio 1812 visita i dintorni del lago di Agnano, quindi alla volta dell’isola d’Ischia, il 21 gennaio 1812 effettua un’escursione sulle pendici del Monte Zaro. Alla fine del mese di marzo rientra a Roma e, successivamente, visita le allumiere di Tolfa. Il dettagliato resoconto autografo del viaggio, effettuato tra il 1811 e il 1812, è conservato presso la biblioteca civica di Bassano del Grappa: Brocchi G., Giornale del viaggio mineralogico per varj paesi dell’Italia, manoscritto 31.A.20, Biblioteca Civica di Bassano del Grappa.

Letture di approfondimento
AA. VV., L’opera scientifica di Giambattista Brocchi (1772-1826), Rumor, Vicenza 1987.

BERTI G., Un naturalista dall’Ancien Régime alla Restaurazione. Giambattista Brocchi (1772-1826), Verci Editrice, Bassano 1983.

BROCCHI G., Trattato mineralogico e chimico sulle miniere di ferro del dipartimento del Mella, Brescia 1806.

BROCCHI G., Sulla miniera di piombo argentifero di Viconago, Dipartimento del Lario, «Giornale della Società dell’Incoraggiamento delle Scienze e delle Arti, stabilita in Milano», tomo VIII, parte I, Milano 1809, pp. 1-60.

BROCCHI G., Memoria mineralogica sopra la Valle di Fassa in Tirolo, Silvestri, Milano 1811.

BROCCHI G., Conchiologia fossile subappennina con osservazioni geologiche sugli Appennini e sul suolo adiacente, Silvestri, Milano 1843, IIa ed., voll. 2 (Ia ed., Milano, Stamperia Reale, 1814)

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Brongniart Alexandre
(Parigi 1770 – ivi 1847)

Nota biografica
Dopo avere studiato chimica con A. L. Lavoisier, nel 1794, si diplomò ingegnere minerario all’École des Mines. Nel 1796, fu nominato docente di Storia naturale all’École centrale de Quatre Nations e, nel 1800, assunse la direzione della manifattura delle porcellane di Sèvres, aumentandone in breve il prestigio. Successe ad R. J. Haüy sulla cattedra di Mineralogia del Musée d’Histoire Naturelle e, nel 1815, fu eletto membro dell’Académie des Sciences. Amico e collaboratore di G. Cuvier, più vecchio di un anno, si distinse principalmente per gli studi biostratigrafici, in compagnia dello stesso Cuvier, sul bacino terziario di Parigi.

Brogniart

Viaggi
1820: viaggio in Italia. Visita ed effettua osservazioni geologiche e biostratigrafiche in Val di Roncà e sugli Euganei in compagnia di Marzari Pencati e di Alberto Parolini (1788-1867). Durante questa occasione, Brogniart ebbe modo di confrontare le formazioni terziarie del Vicentino con quelle coeve del bacino di Parigi, basandosi esclusivamente sul contenuto fossilifero, a dispetto delle differenze litologiche.

Letture di approfondimento
BRONGNIART A., Mémoire sur les terrains de sédiment supérieurs calcaro-trappéens du Vicentin et sur quelque terrains d’Italie, de France, d’Allemagne, ... qui peuvent se rapporter à la meme epoque, Levrault, Paris 1823.


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Buch Christian Leopold von
(Stolpe, Brandeburgo 1774 – Berlino 1853)

Nota biografica
Di nobili origini, frequentò a Berlino corsi di chimica e mineralogia e, nel 1790, entrò alla Bergakademie (scuola montanistica) di Freiberg, seguendo così l’insegnamento di A. G. Werner, del quale diverrà successivamente allievo. Nel 1793, si trasferì presso l’Università di Halle, quindi a Göttingen, mentre nel 1796 accettò la mansione di sovrintendente alle miniere in Slesia; incarico che abbandonò l’anno seguente. Non avendo preoccupazioni economiche, von Buch decise di dedicarsi completamente agli studi geologici, associando un’intensa attività scientifica all’instancabile desiderio di viaggiare. Nel 1798,  partì alla volta dell’Italia, visitò il vicentino, i colli Euganei e soggiornò a Roma dove conobbe S. Breislak. Quindi visitò i colli Albani, Napoli ed effettuò alcune ascensioni al Vesuvio. Fece ritorno in patria nel 1800, dove a Berlino ricevette l’incarico di effettuare alcuni rilievi minerari nel cantone di Neuchâtel, allora appartenete alla Prussia. Da qui partì successivamente per compiere alcune escursioni sul massiccio del Giura e, nel 1802, visitare l’Alvernia, dove riconobbe definitivamente l’origine vulcanica del basalto e della trachite (considerata allora porfido). Nel 1805 fece ritorno a Napoli, ove fu testimone di una piccola eruzione del Vesuvio e, nel 1806, partì alla volta della Svezia e della Norvegia, facendone ritorno nel 1808. Nel 1815 visitò le isole Canarie e nel 1817, in Scozia, ebbe modo di osservare i basalti colonnari di Staffa. Nel 1818, dopo tanti viaggi e ormai convinto della centralità geologica dell’attività vulcanica, espose all’Accademia Prussiana delle Scienze la nota teoria sui crateri di sollevamento. Nel 1826, iniziò la realizzazione di una carta geognostica della Germania, in 24 fogli, completata con la quinta edizione nel 1843. Continuò a viaggiare fino al 1847, nonostante l’età avanzata.

Buch





Viaggi
1798-1800: viaggio orittologico in Trentino e Tirolo, visita la zona di Pergine e diverse località della Valsugana. Prosegue poi per il vicentino, visita i Colli Euganei, quindi parte alla volta dell’Italia centro-meridionale. Raggiunge Roma, dove effettua alcune escursioni sui colli Albani e quindi Napoli, dove ascende al Vesuvio. Compie studi litostratigrafci e litologici sulle formazioni porfiritiche e altre formazioni rocciose, effettua inoltre indagini sull’attività vulcanica.
1801: visita a più riprese il Giura, soffermandosi sullo studio dei massi erratici e non riconoscendone la relazione con l’attività dei ghiacciai.
1822: osservazioni litologiche e stratigrafiche presso Predazzo, località Canzocoli. Nello stesso anno effettua diverse escursioni nelle valli di Fassa e Fiemme.
1829: osservazioni geognostiche sui terreni prealpino-lombardi compresi tra i laghi di Como, di Lugano e d’Orta. Tra le località visitate: Sacro Monte di Varese, Grantola, Cunardo, Mesenzana, Ghirla, Monte Argentera (Cedegliano Viconago, Varese), Brinzio, Morcote, Melide, San Salvatore, Baveno, Nova, isole Borromee. È accompagnato da  Jean Baptiste Elie de Beaumont (1798-1874).
1847: escursione geologica nella regione dolomitica di San Cassiano in compagnia di R. I. Murchison.

Letture di approfondimento
BUCH L. VON,  Geognostiche Beobachtungen auf Reisen durch Deutschland und Italien, Hande & Spener, Berlino 1802-1809, 2 voll.  

CIANCIO L., La chiave della teoria delle Alpi, «Archivio trentino», anno XLVIII, n. 1, 1999, pp. 205-274.

MALACARNE G. (a cura di), Carta di tipo geognostica del Terreno che sta in posto tra i due laghi d’Orta e di Lugano, del Signor Barone Leopoldo de Buch. Notizia comunicata dal dottor Claro-Giuseppe Malacarne a S. M. p., Imperial Regia Stamperia, Milano 1829.

Indice




Buckland William
(Axminster 1784 – Islip 1856)

Nota biografica
Figlio di pastore anglicano, studiò ad Oxford, università nella quale svolse gran parte della propria attività scientifica. Entratone come studente nel 1801, nel 1813, ne fu nominato docente di Mineralogia, mentre nel 1819 ne ricevette la prima cattedra di Geologia. Nel 1847, dopo la nomina a Decano di Westminster, si trasferì a Londra, dove contribuì inoltre ad arricchire le collezioni del British Museum. Sostenitore di un’interpretazione letterale della Bibbia e seguace delle teorie di Agassiz, diede spesso spiegazioni contorte dei fenomeni geologici, le difficoltà infatti incontrate nello spiegare la sostanziale diversità delle faune fossili senza entrare in conflitto con le Sacre Scritture, furono spesso cagione di forti crisi depressive. Morì nel 1856, dopo avere sofferto di gravi disturbi mentali.

Buckland


Viaggi

1821
: viaggio sulle Alpi. Studio geologico e geognostico sulla struttura delle Alpi.

Letture di approfondimento
BUCKLAND W., Sur la structure géognostique des Alpes et des parties adjacentes du continent, et sur les rapports avec les roches secondaires et de transition de l’Anghleterre, «Journal de physique», 93, Paris 1821, pp. 20-46.

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De Cesaris Angelo
(Casalpusterlengo 1749 – Milano 1832)

Nota biografica
Figlio di agiati proprietari terrieri del basso milanese, studiò presso i padri gesuiti di Brera entrandone successivamente a farne parte. Nel 1764, iniziò il periodo di noviziato a Chieri, per prendere poi i voti a Brera, completando nel frattempo l’iter formativo nel campo delle scienze matematiche. L’abilità nel calcolo e le ottime conoscenze astronomiche, gli consentirono di entrare nell’organico dell’Osservatorio Astronomico di Brera, dove svolgerà l’intera carriera scientifica.

Viaggi
1791
: Prealpi lombarde; itinerario: Somma Lombardo, Sasso del Ferro, Laveno, lago Maggiore, colli di Canzo, Sasso Gordona, San Salvatore sopra Lugano, Monte Generoso. Realizzazione del catasto fondiario austriaco con Francesco Reggio e Barnaba Oriani.

Letture di approfondimento
FERRAZZA M., Il Grand Tour alla rovescia. Illuministi italiani alla scoperta delle Alpi, CDA & Vivalda, Torino 2003.

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Desmarest Nicolas
(Soulaines, Aube 1725 – Parigi 1815)

Nota biografica
Di umili origini, studiò al collegio dell’Oratorio di Troyes e a Parigi; terminato quindi il periodo di formazione, ricevette la nomina di “Ispettore generale alle Manifatture” di Francia. Fu autore di diversi viaggi, in gran parte compiuti a piedi, specialmente in Alvernia, Irlanda, dove visitò i basalti colonnari dei Giant’s Causeway, ed Italia. La sua attività scientifica si concentrò principalmente sullo studio dei vulcani estinti, in relazione ai quali realizzò una carta geo-vulcanologica dell’Alvernia, pubblicata postuma, nel 1823.

Desmarest
Viaggi
1765
: viaggio vulcanologico effettuato in compagnia del duca Louis Alexandre de La Rochefoucauld (1743-1792). Al rientro dall’Italia meridionale, in compagnia dell’abate A. Fortis, visiteranno le Prealpi vicentine (13-17 aprile 1766), al fine di osservare i basalti colonnari di Gambellara e San Giovanni Ilarione, nonché le formazioni vulcaniche della valle di Roncà.
Itinerario: dalla Savoia, attraversando il passo del Moncenisio, a Torino per giungere a Parma in settembre. Quindi, dopo aver trascorso un mese in Toscana, giunsero a Roma verso fine ottobre. Di poi a Napoli (Vesuvio e Campi Flegrei), per ritornare successivamente a Roma durante la stagione invernale. Da Roma verso le Marche, per poi raggiungere attraverso l’Appennino centrale Ravenna e di seguito Ferrara, Padova, Colli Euganei, Monti Berici, Prealpi vicentine, Venezia, Verona e, infine, Milano. Da Milano verso il lago Maggiore, indi a Genova e rientro in Francia dalla Provenza all’inizio del mese di maggio dell’anno 1766.

Letture di approfondimento
DESMAREST N., Mémoire sur l’origine & la nature du Basalte à grandes colonnes polygones, déterminées per l’histoire naturelle de cette pierre, observée in Auvergne, «Mémoire de l’Academie Royale des Sciences», Paris, De l’Imprimerie Royale, 1771, pp. 705-775.

DESMAREST N., Mémoire sur le basalte. Troisième partie, où l’on traite du basalte des anciens; & où l’on expose l’histoire naturelle des differentes espèces de pierres aux quelles on a donné, en differéns temps, le nom de basalte, «Mémoire de l’Academie Royale des Sciences», Paris, De l’Imprimerie Royale, 1773, pp. 599-670.

DESMAREST N., Extrait d’un Mémoire sur la détermination de quelques èpoques de la nature par les produits des volcans, & sur l’usage qu’on puet faire de ces époques dans l’etude des volcans, «Observations sur la physique, sur l’histoire naturelle et sur les arts», 13, 1779, pp. 115-126.

TAYLOR K. L., Nicolas Desmerest and Italian geology, in Rocks, Fossils and History, a cura di G. Giglia, C. Maccagni, N. Morello, Festina Lente, Firenze 1995.

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Dolomieu Déodat Guy Silvan Tancrède Gratet de
(Delfinato 1750 – Châteauneuf, Saône-et-Loire 1801)

Nota biografica
Figlio di François Gratet, marchese di Dolomieu, si arruolò nei carabinieri nel 1765, essendone nominato sottoluogotenente nel marzo del 1766. Entrato successivamente nell’Ordine di Malta, nel 1768, uccise a Gaeta un commilitone in duello, venendo così condannato a nove mesi di reclusione, dopo i quali fece rientro in Francia.  In guarnigione a Metz, dal 1771 al 1774, studiò chimica presso il farmacista Thyrion e fece conoscenza del marchese de La Rochefoucauld d’Enville, grazie al quale si appassionò di mineralogia. Soggiornò in seguito nell’Anjou, visitò le miniere della Bretagna e le Alpi, facendo di poi ritorno a Malta. Nel 1778 partì alla volta del Portogallo al seguito dell’ambasciata francese, approfondendo così a Lisbona le analisi sulla natura delle formazioni basaltiche, di cui ne riconobbe l’origine vulcanica. Nominato commendatore dell’Ordine di Malta, nel 1780, visitò la Sicilia e le isole Lipari e, nel 1782, i Pirenei in compagnia di Picot de Lapeyrouse, dove rilevò i giacimenti minerari di Barèges. Tornato a Malta vi creò un osservatorio e pubblicò i Voyage aux iles Lipari, fait en 1781 (Parigi, 1783). Entrato successivamente in disaccordo con l’Ordine, lasciò l’isola nel 1791. In quegli stessi anni, con l’aiuto di N. T. de Saussure, individuava in Trentino ed in Tirolo la specificità geologica della dolomia;




Dolomieu
nominato quindi ingegnere minerario nel 1795, fu eletto membro dell’Institut e docente presso l’École des Mines. Nel 1798 prese parte alla spedizione d’Egitto con Napoleone, catturato durante il ritorno, fu internato nel carcere di Messina per 21 mesi. Scarcerato, fece ritorno in Francia, dove si dedicò alla mineralogia presso il Museo di Storia Naturale.

Viaggi

1780
: viaggio orittologico da Roma a Venezia, attraverso l’Appennino orientale. Dopo avere esplorato l’Appennino laziale e toscano giunge nelle Alpi Venete al confine col Tirolo. A Padova stringe amicizia con l’abate A. Fortis. Effettua diverse osservazioni sulle varietà di tormalina.
1784: viaggio geologico nell’Italia settentrionale toccando: Padova, Vicenza, Verona, Pietrasanta, Milano, Pavia, Bologna, Firenze e l’isola d’Elba. A Padova, Dolomieu incontra il conte de Carboni, a Verona il cav. De Longue, a Milano padre E. Pini, a Pavia L. Spallanzani e A. Volta, a Bologna incontra invece L. Galvani. Durante il viaggio del 1784 visita anche Livorno, i lagoni della Maremma, i Monti della Tolfa, la Val d’Arno di sopra, Siena e Volterra. Il resoconto del viaggio contiene, inoltre, una descrizione del Gabinetto Mineralogico del Granduca di Firenze. Effettua, anche, diverse escursioni litologiche sui monti limitrofi a Padova, Vicenza e Verona.
1784-1788: in questi anni Dolomieu visita più volte le Prelapi lombarde e venete.
1786: Tirolo (Dolomieu vi giunge per la prima volta, all'inizio di un viaggio che lo condurrà a visitare i vulcani dell'Italia meridionale). Durante tale viaggio vengono effettuate indagini di tipo litologico e orittologico.
1787 - Accademia delle Scienze di Parigi, Archivio Dolomieu, Voyage en Toscane et en Italie, manoscritto 4J 8.
Appunti di due diversi viaggi - città toccate: Chambery, Maurienne, Susa, Torino, Vercelli, Castelletto, Volterra, Firenze, La Spezia, Firenze, Carrara, Prato, Pistoia, Lucca, Pietrasanta, Carrara
1789 - Accademia delle Scienze di Parigi, Archivio Dolomieu, Voyage en Italie en 1789, manoscritto 4J 2.
Appunti relativi alla seconda parte del viaggio effettuato in Tirolo, da Colman a Firenze.
Viaggio geologico sulle Dolomiti effettuato in compagnia dell’allievo Fleuriau de Bellevue. Viaggio che condurrà il geologo francese all’individuazione della specificità litologica della dolomite, confermata successivamente dalle analisi chimiche di N. T. de Saussure. Dolomieu darà notizia della scoperta nella lettera da Malta del 30 gennaio 1791 indirizzata a Picot de Lapeyrouse, pubblicata in seguito sul «Journal de physique». Itinerario del viaggio: dopo l’esplorazione del Delfinato, tra il febbraio e il marzo del 1789, Dolomieu nei mesi tra luglio e ottobre attraversa il Tirolo da Venezia verso Innsbruck, al ritorno passa per il Brennero, esplorando prima lo Zillertal e prendendo poi la via dell’Isarco e Bressanone per la Val di Funes, donde prosegue per Bolzano e Trento, quindi Bassano passando per la Valsugana, poi sui versanti montuosi del veronese e sull’Appennino modenese per concludere il viaggio a Firenze (è probabile che durante il rientro abbia attraversato anche il Bellunese e la valle di Agordo). Viaggio molto lungo: furono percorsi circa 1350 km. Il viaggio fu, inoltre, occasione per tracciare nuovi itinerari.    
1793-1794: viaggi nella regione del Monte Bianco; di tali viaggi non sono rimasti i Journals, ma soltanto alcuni resoconti epistolari e cenni secondari, come ad esempio la lettera del 13 ottobre 1794 a Brogniart, nella quale si racconta l’ascensione al Mont Buet (3096 m.s.l.d.m.)
1795 - Accademia delle Scienze di Parigi, Archivio Dolomieu, Voyage de Paris en Dauphiné par la Bourgogne, Genève et Annesi (sic) dans la Tarentaise en1795 (1793). Livres laissés à La Roche-Guyon chez le cit. Alexandre, 5 avril 179. Notes sue le mine de manganèse (Romanèche), manoscritto 4J 3.
Diario del viaggio in Savoia e nota descrittiva sulle miniere di manganese di Romanèche.
1795-Accademia delle Scienze di Parigi, Archivio Dolomieu, Voyage aux Alpes sauvoyardes en 1795, an 4, manoscritto 4J 4.
Viaggio geologico sulle Alpi della Savoia.
Agosto 1796: viaggio esplorativo nel Faucigny con E. de Drée e J. Picot.
1795, 1796: Vosgi, Savoia, dipartimento dell’Isère fino alla Valtellina. Sofferma le sue indagini geologiche sulle Alpi centrali (Lepontine e Orobie) e sulle Prelapi lombarde.
1797 e 1801 - Accademia delle Scienze di Parigi, Archivio Dolomieu, Voyages: Voyage de l’an 9 aux Alpes, 1801, et voyage de l’an 5 aux Alpes, 1797, manoscritto 4J 6.
Diario completo e dettagliato del viaggio effettuato nel 1797. Viaggio intrapreso alle Alpi centrali ed occidentali, dalla regione del Monte Bianco a quella del Monte Rosa, fino alla attraversata della via che sale al valico del San Gottardo.

Letture di approfondimento

DOLOMIEU D. G. de, Lettre du Commandeur Déodat de Dolomieu à M. Picot de la Peyrouse, Membre de plusieurs Académies et President du District de Toulose: Sur un genre de Pierres calcaires très peu effervescentes avec les acides et hosphorente par collision. Malte, le 30 janvier 1791, «Journal de physique», XXXIX, 1791, pp. 3-10.

DOLOMIEU D. G. de, Rapport fait à l’Institut National, par Dolomieu sue ses voyages de l’an cinquiéme e sixieme, «Journal de phisique, de chemie, d’hitoire naturelle et des arts», 3, 1798, pp. 401-427  e  «Journal des Mines», VII, 1798, pp. 385-402 e pp. 405-432.

VACCARI E., Dolomieu et les volcans d'Italie. In Dolomieu et la géologie de son temps, a cura di J. Gaudant, École des Mines, Paris. 2005, Pages 87-94.

ZANZI L., Dolomieu. Un avventuriero nella storia della natura, Jaca Book, Milano 2003.

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Donati Vitaliano
(Padova 1717 – Mar Arabico presso Mangalore 1762)

Nota biografica
Dopo aver terminato gli studi in medicina e filosofia a Padova, si dedica allo studio delle scienze naturali e dell’archeologia. Quindi trasferitosi a Roma, riceve l’incarico da papa Benedetto XIV di allestire il museo di storia naturale dell’Università La Sapienza. Mentre nel 1750, viene nominato docente di Botanica presso l’Università di Torino. Oltre al viaggio sulle Alpi occidentali, compie diverse spedizioni in Dalmazia e in Oriente, queste ultime al fine di raccogliere reperti utili per la realizzazione del museo torinese dedicato alle antichità orientali (primo nucleo del futuro Museo Egizio). Proprio durante il viaggio in Oriente Donati muore.

Donati
Viaggi
1751: tour mineralogico e botanico. Viaggio sulle Alpi occidentali, itinerario: Val di Susa, Maurienne, Tarantasia, Valle d'Aosta e Faucigny, Moncenisio, Piccolo e Gran San Bernardo, Chamonix.

Letture di approfondimento
DONATI V., Viaggio mineralogico nelle Alpi Occidentali. Valle di Susa, Maurienne, Trentaise, Valle d’Aosta e Faucigny, nell’estate 1751, a cura di G. Scalva, Compositori, Bologna 2001.

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Ebel Johann Gottfried
(Zullichau, Prussia 1764 – Zurigo 1830)

Nota biografica
Di formazione medico, effettuò il primo viaggio in Svizzera nel 1790 della durata di tre anni, pubblicandone il resoconto nel 1793 (Anleitung, auf die nützlichste und genussvollste Art in der Schweitz zu reisen, Zurigo 1793, voll. 2). L’opera, considerata la prima vera e propria guida della Svizzera, conobbe un grande successo venendo più volte riedita ed essendo tradotta in francese nel 1795 e, nel 1818, in inglese. Nel 1801, Ebel fu naturalizzato cittadino svizzero, prendendo residenza definitiva a Zurigo dal 1808. Conobbe inoltre Conrad Escher von der Linth (1767-1823), col quale strinse una profonda amicizia.

Viaggi
1790-1793: viaggio geo-naturalistico sulle Alpi svizzere.
1817: Alpi centrali e Prealpi lombarde. Effettua osservazioni litologiche.

Letture di approfondimento
EBELJ. G., Manuel du Voyageur en Suiesse, Maison, Paris 1840.

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Ferber Johann Jakob
(1743 – 1790)

Nota biografica
Naturalista svedese, nato a Karlskrona, studiò presso l’Università di Uppsala, per poi trasferirsi, terminati gli studi, a Verona, dove risedette per diverso tempo. Descrisse le formazioni rocciose incontrate nel corso del viaggio da Innsbruck. Fu corrispondente di Arduino e si interessò della possibile attività vulcanica del Tirolo meridionale e delle Prealpi venete.

Viaggi
1772
:  viaggio geo-litologico. Attraversa il Trentino e il Tirolo tra la fine di agosto e gli inizi di settembre, al termine di un viaggio che gli aveva permesso di visitare gran parte della penisola italiana.

Letture di approfondimento
FERBER J. J., Due memorie epistolari di osservazioni mineralogiche e Orittografiche. Scritte dalla Boemia al Signor Giovanni Arduino, «Giornale d’Italia spettante alla scienza naturale e principalmente all’agricoltura, alle arti ed al commercio», tomo XI, Venezia, 1774, pp. 107-118.

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Festari Girolamo
(Valdagno 1738 – ivi 1801)

Nota biografica
Di padre medico, fu  avviato anch’egli agli studi di medicina, prima a Padova e poi a Bologna. Completato il periodo di formazione, nel 1776, venne nominato primo medico e direttore delle terme di Recoaro. Nonostante la professione, decise di coltivare gli interessi nel campo della geologia, stringendo rapporti con Giovanni Arduino, Alberto Fortis e Carlo Amoretti. Al  fine di arricchire la propria collezione mineralogica effettuò diverse escursioni nella zona della Valdagno, di Recoaro e nelle valli del Veneto e del Friuli, spesso accompagnato dal cognato Antonio Mastini, medico e naturalista (1717-1805). Viaggiò parecchio anche nell’Italia centro-meridionale al fine di esaminarne l’attività vulcanica.

Festari


Viaggi

1768
: Val d’Agno, Catena tre Croci, Cima Campodavanti, Monte Lora, Campo Brun. Raccolta di esemplari mineralogici e paleontologici. Studio relativo ai vulcani estinti.
1772: viaggio geologico rivolto principalmente allo studio dei vulcani estinti. Alpi vicentine e Friuli. Visita specialmente la zona di Recoaro in compagnia di Antonio Mastini.
1776: viaggio geologico sulle Alpi vicentine e in Friuli.
1777: viaggio litostratigrafico in Svizzera e Val d’Adige. È accompagnato dal senatore Angelo Querini.

Letture di approfondimento
FESTARI G., Saggio sopra alcune montagne e alpi altissime del Vicentino confinanti con lo Stato Austriaco. Memoria diretta a Giovanni Arduino, «Giornale d’Italia spettante alla scienza naturale e principalmente all’agricoltura, alle arti ed al commercio», tomo IX, Venezia 1773.

FESTARI G., Giornale di viaggio nella Svizzera fatto da Angelo Querini senatore veneziano nel 1777, Venezia 1835.

PRETO P., Girolamo Festari: medicina, «lumi» e geologia nella Valdagno del ’700, Comune di Valdagno, Valdagno 1995.

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Fortis Alberto
(Padova 1741 – Bologna 1803)

Nota biografica
Battezzato Giovanni Battista, assume il nome di Alberto dopo aver vestito l’abito agostiniano all’età di sedici anni. Dal 1765 al 1770, compie diverse escursioni sulle Prealpi venete, pubblicandone i risultati sul “Giornale d’Italia” di Francesco Griselini e, nel 1774, parte alla volta della Dalmazia, il resoconto di viaggio sarà edito lo stesso anno e di seguito tradotto in diverse lingue (Viaggio in Dalmazia, 1774). Dal 1779, soggiorna a Napoli, ivi ha modo di approfondire l’analisi dei fenomeni vulcanici, tornato quindi a Venezia svolge attività di redattore al “Giornale Enciclopedico” di Elisabetta Caminer. Sospettato poi dalle autorità veneziane di giacobinismo, specialmente a causa dei contatti che negli anni precedenti aveva stretto con intellettuali e scienziati francesi, nel 1797, è costretto ad abbandonare l’Italia per rifugiarsi a Parigi, dove vi resterà fino al 1801 svolgendovi un’intensa attività scientifica. Al suo rientro in patria riceve la nomina di custode della Biblioteca di Scienze di Bologna. 

Fortis


Viaggi

1761
: viaggio orittologico sui Monti Berici, compiuto in compagnia di Vallisneri e Toaldo.
1762-1765: studio paleontologico sui fossili di Bolca ed esplorazioni dei colli veronesi.
1765: escursione litologica sul Monte Summano. Escursione effettuata in compagnia del farmacista e botanico Antonio Turra (Vicenza 1736- ivi 1797, marito di Elisabetta Caminer editrice col padre della Nuova raccolta di opuscoli scientifici e filologici) e Giuseppe Maria Lupieri (1741-1805, primario dell’ospedale Grande di S. Bortolo di Vicenza).
1765: escursione mineralogica sui colli di Montegalda.
1769: due viaggi naturalistici sulle colline a nord di Verona compiuti durante la stagione autunnale. Il primo effettuato in compagnia del veronese abate Willi, il secondo con l’agronomo inglese John Symonds. Scopo delle escursioni, dalla Valpolicella alla località detta Ponte Veja, era lo studio dei processi sedimentologici.
1777: viaggio litostratigrafico sui monti circostanti al lago di Garda.
1778: Valle di Roncà. Identificazione di antichi siti vulcanici. Suppone l'esistenza di antichi vulcani sottomarini.

Letture di approfondimento
CIANCIO L., Autopsie della Terra. Geologia e Illuminismo in Alberto Fortis (1742/1803), Leo. & Olschki, Firenze 1995.

FORTIS A., Tre lettere sui pesci fossili di Bolca, Venezia 1793.

FORTIS A., Pensieri geologici ed osservazioni sopra il monte Summano situato nel territorio vicentino, «Giornale d’Italia spettante alla scienza naturale e principalmente all’agricoltura, alle arti ed al commercio», tomo II, Venezia 1765, pp. 17-21.

FORTIS A., Descrizione fisica de’ colli di Montegalda, luogo del Territorio Vicentino, «Giornale d’Italia spettante alla scienza naturale e principalmente all’agricoltura, alle arti ed al commercio», tomo II, Venezia 1765, pp. 83-86.

FORTIS A., Descrizione orittografica del Ponte Naturale di Veja nei monti veronesi, «Giornale d’Italia spettante alla scienza naturale e principalmente all’agricoltura, alle arti ed al commercio», tomo VI, Venezia 1770, pp. 241-252.

FORTIS A., Della valle vulcanico marina di Roncà nel territorio Veronese, Palese, Venezia 1778. Ciancio L., Autopsie della Terra. Geologia e Illuminismo in Alberto Fortis (1742/1803), Leo. & Olschki, Firenze 1995.

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Gautieri Giuseppe
(Novara 1769 – ivi 1833)

Nota biografica
Dopo essersi laureato in filosofia e medicina presso l’Università di Pavia, realizzò numerosi viaggi di studio in Germania, Austria e Ungheria, dedicandosi in seguito allo studio delle scienze naturali e, specialmente, della mineralogia e della selvicoltura. Trasferitosi nel 1805 a Milano, nel 1807, fu nominato membro del “Corpo Legislativo e della Commissione provvisoria per le miniere e i boschi” del Regno d’Italia Napoleonico, rivestendo la carica di  ispettore generale dei boschi, incarico che mantenne anche sotto il successivo governo austriaco fino al 1831. Morì a Novara nel 1833. 

Viaggi
1807
: Alpi e Prealpi centroccidentali. Itinerario: Novara, Domodossola, Sempione, Briga, passo Furca, valle d’Orsera, San Gottardo, Valtellina. Successivo soggiorno a Comerio (Varese), dove visita diverse località della Valcuvia, Valtravaglia e Valganna. Studio geologico del territorio, inteso anche a confutare l’esistenza di antichi vulcani nel Varesotto.

Letture di approfondimento
GAUTIERI G., Confutazione della opinione di alcuni mineraloghi sulla vulcaneità de’ monticelli collocati tra Grantola e Cunardo nel Dipartimento del Lario, Silvestri, Milano 1807.

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Gautieri




Gimbernat Carlos de
(Madrid 1768 – 1834)

Nota biografica
Naturalista spagnolo, ancora oggi quasi sconosciuto, nonostante fosse ben inserito nei circoli scientifici francesi e tedeschi durante i primi due decenni dell’Ottocento. Seguace e convinto assertore delle teorie di Werner, dal 1803 al 1808, percorse l’intera catena alpina dalla Francia all’Ungheria, attraversandola in più punti e visitando ripetutamente il Tirolo meridionale, del quale realizzò la prima mappa geognostica impiegando principi werneriani. Durante tale viaggio, soffermò le sue analisi specialmente sulla struttura geologica di Pergine, pubblicandone un  breve resoconto e affermando di avere individuato prove empiriche in grado di confermare la teoria nettunista.

Viaggi
1803-1808: viaggio geologico. Percorre l’intero arco alpino dalla Francia all’Ungheria, compiendo ripetute visite nel Tirolo meridionale, dove visitò: Pergine, Merano, Borgo Valsugana e la Valle di Fassa.

Letture di approfondimento
PARRA DEL RIO M.D., Los «Planos geognosticos de los Alpes, la Suiza y el Tirol» de Carlos de Gimbernat, Ediciones Doce Calles, Madrid 1993.

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Haller Albrecht von
(Berna 1708 – ivi 1777)

Nota biografica
Di padre giurista e orfano di madre, frequentò le scuole a Berna per essere in seguito avviato agli studi di medicina a Tubinga. Insoddisfatto dei suoi progressi scientifici, nel 1725, abbandonò Tubinga per recarsi a Leiden, dove poter seguire gli insegnamenti di H. Boerhaave e di B. S. Albinus, ottenendo così il dottorato in medicina nel 1727. Intraprese successivamente due viaggi di formazione a Parigi e a Londra, dove frequentò corsi di medicina e anatomia. Rientrato a Basilea, nel 1725, per studiare matematica presso Johann Bernoulli, partì, in seguito, alla volta delle Alpi in compagnia dell’amico J. Gessner per effettuare alcune indagini di natura botanica. Nel 1729, fece ritorno a Berna per dedicarsi alla professione di medico ed insegnante, senza trascurare però le ricerche in anatomia e botanica. Fallito il tentativo di ottenere un posto di medico comunale nella città natale, fu comunque designato membro della Società delle Scienze di Uppsala e assunto come bibliotecario del comune di Berna. L’istituzione dell’Università di Gottinga favorì il presentarsi di nuove opportunità lavorative, venne infatti nominato docente di anatomia, chirurgia e botanica presso la nuova struttura accademica nel 1736, dove vi fondò inoltre un giardino botanico e un teatro anatomico.



Haller

Alla morte della prima e della seconda moglie, seguì un periodo di grave depressione associato a cattive condizioni di salute. Negli ultimi anni di vita fu vittima di forti emicranie, probabilmente indotte anche dall’abuso di oppiacei, disturbi dell’apparato digerente, scompensi cardiaci, infiammazione della vescica e nefrite. La sua immensa produzione scientifica fu onorata da importanti riconoscimenti, fu infatti cavaliere dell’Ordine della Stella del Nord della Casa Reale di Svezia e confidente dell’imperatore Giuseppe II. 

Viaggi

1732: anno di pubblicazione del poema Die Alpen relativo al viaggio sulle Alpi. L’opera di Haller è considerata tra le fonti relative alla nascita di una nuova sensibilità verso l’ambiente montano.

Letture di approfondimento

HALLER A. VON, Die Alpen, Bern 1732, trad. it., Le Alpi, Verbania 1999.

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Humboldt Alexandre von
(Berlino 1769 – ivi 1859)

Nota biografica

Di famiglia borghese, assecondando il desiderio materno, nel 1787 si iscrisse all’Università di Francoforte sull’Oder insieme al fratello Wilhelm, futuro statista e linguista, al fine di intraprendere gli studi in economia, ma nel 1789, preferendo i corsi di matematica e fisica si trasferì a Berlino, dove conobbe il botanico C. L. Willdenow che incentivò la sua passione per le scienze naturali. Terminati così gli studi naturalistici presso l’Università di Gottinga, negli anni novanta del Settecento Humboldt intraprese diversi viaggi scientifici. Nel 1790 effettuò un viaggio in Belgio, Paesi Bassi e Inghilterra e, dopo un breve soggiorno a Parigi, nel giugno del ‘91 si trasferì a Freiberg, in Sassonia, dove approfondì gli studi in geologia presso la Bergakademie. Vistò quindi la Boemia, appassionandosi anche di chimica e fisiologia vegetale e nel marzo del 1792, terminato il periodo di formazione come tecnico minerario, entrò a far parte del servizio dello Stato prussiano come funzionario delle miniere, diventando successivamente direttore dei depositi della Franconia superiore. Quindi, dopo avere istituito una scuola di istruzione per minatori, al fine di migliorare le proprie conoscenze in campo tecnico-mineralogico, intraprese diversi viaggi in Austria, Polonia, Italia e Paesi Bassi, allacciando inoltre feconde relazioni con gli intellettuali di Weimar e Jena, tra i quali Goethe. Dopo la morte della madre (1796), abbandonò l’incarico di funzionario delle miniere e, trasferitosi a Jena dove frequentò Goethe e Schiller, si recò in seguito a Vienna passando per Dresda e Praga.




Humboldt

Quindi dopo un breve viaggio in Ungheria e un soggiorno a Salisburgo, nel 1798 fece ritorno a Parigi, dove risiedeva il fratello con la moglie, qui intrecciò stretti legami con autorevoli naturalisti del secondo Settecento e tenne diverse lezioni presso l’Académie. Il 20 ottobre 1798 lasciò la capitale francese col botanico A. Bonpland, compagno nei sei anni successivi di numerosi viaggi e, il 5 giugno 1799 partì per l’America centro-meridionale. Giuntovi il 16 luglio dello stesso anno, attraversò in cinque anni il Venezuela, Cuba, la Colombia, l’Ecuador, il Perù e il Messico, raccogliendo una quantità enorme di materiale. Nell’agosto del 1804 fece rientro in Europa, dove a Parigi fu accolto come un eroe; poi nel 1805 partì di nuovo per l’Italia, visitò: Torino, Genova, Pavia, Milano, Parma e Bologna, di seguito Napoli, dove assistette all’eruzione del 12-13 agosto quindi, dopo essersi trattenuto qualche giorno a Roma per far visita al fratello, fece ritorno a Berlino, passando da Firenze e Milano, dove incontrò A. Volta. Nel 1806, inviato in missione diplomatica a Parigi, si trattenne nella capitale francese per diversi anni pubblicando i resoconti dei viaggi effettuati in Europa e in America. Nel 1827 rientrato a Berlino vi soggiornò per due anni in attesa dell’agognato viaggio in Asia (1829). In sei mesi il naturalista tedesco percorse circa 15.000 km toccando Riga, Pietroburgo, Mosca, Kazan, Perm, Tobolsk, attraversando la Siberia e spingendosi fino all’Altai e al mar Caspio. Nel 1830 Humboldt fece ritorno a Berlino dove, ormai noto, portò a temine la propria carriera scientifica.

Viaggi
1795
: viaggio geologico sulle Alpi svizzere, lombarde e tirolesi, raggiunge anche Venezia attraversando la Valsugana. Visita inoltre, tra luglio e agosto, Trento, Treviso, Venezia, Padova, i colli Euganei, Vicenza, Verona, Parma, Genova, Pavia, Milano e il lago Maggiore.  Studio sulla giacitura delle montagne.
1822: osservazioni geologiche presso Predazzo e Prelapi venete. Viaggio effettuato in occasione del Congresso di Verona. Nonostante Humboldt facesse parte del seguito del re di Prussia, ebbe comunque modo di effettuare alcune osservazioni geologiche. 

Letture di approfondimento
HULMBOLDT A. von, Lettre de M. de Humboldt à M. Brochant de Villiers datée de Vérone le 8 octobre 1822 (Extrait), «Annales de chemie et de physique», Paris 1823, 23, pp. 261-264.

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Lorgna Antonio Maria
(Cerea 1735 – Verona 1796)

Note biografiche
Di modesta famiglia, è avviato alla carriera politica e fin da giovane riveste incarichi pubblici in Dalmazia, grazie ai quali entra in contattato con gli ambienti  accademici e aristocratici della Repubblica di Venezia e dell’Università di Padova. Nel 1763, è nominato dal Senato veneto docente di Matematica al Collegio Militare di Verona col grado di capitano ingegnere e, nel 1785, viene eletto direttore della stessa istituzione, carica che coprirà fino al 1796, anno della sua morte. Nel periodo di attività presso il Collegio, Lorgna coltiva i suoi interessi nelle scienze matematiche e fisiche, svolgendo consulenze per opere di idraulica e di bonifica; si occupa inoltre di meteorologia e chimica, pubblicando numerosi articoli su diverse riviste scientifiche. La fama di Lorgna è però indiscutibilmente associata alla costituzione della Società Italiana nel 1782, successivamente Accademia Nazionale dei Quaranta, alla quale aderirono parecchi scienziati italiani e stranieri.

Viaggi
1770
: misurazioni altimetriche sulle Prealpi venete.
1780: studio delle acque minerali di Recoaro.

Letture di approfondimento
LORGNA A. M., Osservazioni fisiche intorno all’acqua marziale di Recoaro, Vicenza 1780.

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Maclure William
(Ayr, Scozia 1763 – Philadelphia 1840)

Nota biografica
Di origini scozzesi, dopo avere raccolto un considerevole capitale investendo in una compagnia mercantile londinese, nel 1796 decise di trasferirsi negli Stati Uniti, ottenendone successivamente la cittadinanza. Tra i primi ad interessarsi della costituzione geologica dell’America Settentrionale, pubblicò il resoconto delle sue ricerche nella Observation on the Geology of the United State (1809), opera che includeva anche la prima mappa geologica degli Stati Uniti d’America. Werneriano convinto, fu presidente della Philadelphia Academy of Natural Sciences, alla quale donò la sua biblioteca privata.

Viaggi
1811: impegnato in un tour europeo, effettua una serie di ricerche geologiche in Trentino, Veneto e Tirolo. Itinerario: Verona, monte Baldo, Val d’Adige, valli di Fiemme e Fassa, Val d’Isarco, Val Pusteria, Austria. Effettua analisi sui basalti, i porfidi e le formazioni calcaree e granitose.

Letture di approfondimento
Maclure W., The European Journals of William Maclure, a cura di W. Doskey, American Philosophical Society, Philadelphia 1988.

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Maclure

Ritratto realizzato da Abner Lowe
negli anni Venti del Novecento.






Maraschini Pietro
(Schio 1774 – ivi 1825)

Nota biografica
Di famiglia agiata, Pietro Maraschini è educato nel seminario di Vicenza prima e poi a Padova, dove segue i corsi di storia naturale presso Stefano Andrea Renier, archivista comunale di Schio. Si apre così alle nuove idee illuministiche leggendo i philosophes italiani e francesi; puntuale testimonianza della sua formazione culturale sono il catalogo manoscritto della biblioteca famigliare e la traduzione in italiano di alcune opere di Voltaire e Rousseau. Ben presto però gli interessi naturalistici, specialmente di mineralogia e geologia, prevalgono su quelli umanistici e, durante il governo napoleonico viene nominato ispettore delle miniere. Membro di varie accademie e istituti scientifici, arricchisce le sue cognizioni teoriche con una lunga serie di escursioni e viaggi in Italia e all’estero, visita la Lombardia, la Toscana, la Campania, la Calabria e la Sicilia; Francia e Inghilterra sono, invece, oggetto dei suoi viaggi esteri. Ovunque conosce scienziati e geologi, frequenta accademie e corsi universitari, visita musei e collezioni. Al suo rientro nella natia Schio intraprende diverse escursioni mineralogiche sulle montagne del vicentino e del vicino Tirolo, dando alle stampe numerose pubblicazioni nelle quali adotta la nomenclatura mineralogica introdotta da Pierre-Louis Cordier (1777-1861), docente di geologia al Museo di Storia Naturale di Parigi.

Viaggi
1810
: escursioni litologiche sui monti di Schio.
Dal 1820 al 1824: effettua diverse osservazioni geognostiche e paleontologiche in numerosi luoghi delle Prealpi venete.
1823: studio riguardante la supposta attività vulcanica dei Canzocoli, presso Predazzo. Visita effettuata in compagnia di Domenico Trettenero (1793-1853) e Charles Bertrand-Geslin (1796-1863).

Letture di approfondimento
MARASCHINI P., Osservazioni litologiche intorno ad alcuni monti del distretto di Schio, dipartimento del Bacchiglione, «Giornale dell’Italiana letteratura», XXV, Padova 1810, pp. 8-30.

MARASCHIN
I P., Osservazioni geognostiche sopra alcune località del Vicentino, «Biblioteca Italiana», 7, tomo 26, 1822, pp. 379-396, 1822, tomo 27, pp. 77-89.

MARASCHINI P., Dei filoni pirossenici del vicentino, «Biblioteca Italiana», 8, tomo 31, 1823, pp. 210-224.

MARASCHINI P., Osservazioni sulle rocce pirigene della Valle di Fiemme dei signori Bertrand-Geslin, Trettenero e Maraschini, «Biblioteca Italiana», 8, tomo 32, 1823, pp. 351-365.

MARASCHINI P., Sulle formazioni delle rocce del vicentino. Saggio geologico, Minerva, Padova 1824.

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Marsili Luigi Ferdinando
(Bologna 1658 – ivi 1730)

Nota biografica
Di nobile famiglia, il conte Luigi Ferdinando Marsili fu generale, naturalista e tecnico. Storicamente considerato uno dei fondatori della biologia marina e dell ’oceanografia, si dedicò anche alla costruzione di strade, ponti e fortificazioni. Studiò botanica e matematica, dapprima a Padova e poi a Bologna e, nel 1679, accompagnò il “bailo” veneziano  P. Ciorania a Costantinopoli. Dal 1682, prese parte in Ungheria alla lotta contro i Turchi cadendo prigioniero, liberato in seguito partecipò alla pace di Carlowitz per la delimitazione dei confini dello stato turco. Stabilitosi nel 1706 nel villaggio francese di Cassis, sulle coste della Provenza, si dedicò allo studio della fisica marittima. Tornato a Bologna nel 1716, vi fondò l’Istituto delle Scienze.

Viaggi
1724-1726
: studio zoologico, botanico e geologico dei versanti limitrofi al lago di Garda. Esame della struttura stratificata del monte Baldo.

Letture di approfondimento
MARSILI L. F., Osservazioni fisiche intorno al lago di Garda detto anticamente Beneo, in Scritti inediti di Luigi Ferdinando Marsili, Zanichelli, Bologna 1930.

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Marsili




Marzari Pencati Giuseppe
(Vicenza 1779 – ivi 1836)

Nota biografica
Di nobile famiglia, il conte Marzari Pencati studia inizialmente a Padova e a Vicenza sotto la guida dell’abate Pieropan, appassionandosi così alla botanica, disciplina alla quale si dedica con escursioni sui monti Berici e durante i soggiorni estivi a Santorso, non distante dal monte Summano (meta classica dei botanici veneti della seconda metà del Settecento). A Padova, inoltre, studia chimica e mineralogia presso Nicolò Da Rio (1765-1845), noto per la spiccata propensione verso le idee nettuniste. Abbandonato, successivamente, il desiderio di recarsi in Sassonia, per meglio studiare le teorie di Werner, a causa della morte improvvisa del padre, si reca nel 1802 a Parigi, dove al Muséum d’Histoire Naturelle frequenta i corsi di Georges Cuvier (1769-1832), René Just Haüy (1743-1822) e Barthélemy Faujas de Saint-Fond (1741-1819), quest’ultimo fu di fondamentale importanza nel condurre il geologo vicentino verso posizioni in contrasto con le precedenti simpatie nettuniste. Terminato il soggiorno parigino e dopo aver fatto la conoscenza di von Buch e Humboldt, Pencati parte alla volta dell’Alvernia e del Vivarese al fine di effettuare alcune osservazioni circa l’origine ignea delle rocce cristalline e dei basalti.








Marzari Pencati
Successivamente esplora le Alpi savoiarde per valutarne la costituzione geologica e, nell’estate del 1805, intraprendendo un viaggio in compagnia di Faujas de Saint-Fond, giunge a Genova attraversando il Delfinato e la Provenza. Il biennio 1806-1808 è contraddistinto da numerosi viaggi, molti dei quali compiuti col maestro francese, sulle Alpi e Prelpi venete e nel Tirolo meridionale. Quindi, nel 1812, viene nominato Ispettore presso il Consiglio delle Miniere del Regno d’Italia napoleonico, incarico che abbandonerà nel 1814, quando gli austriaci tornati al potere sciolsero l’istituzione. Marzari Pencati è noto, inoltre, per essere stato l’inventore del tachigoniometro, strumento utile nel rilievo topografico su carta trasparente attraverso la misurazione di grandezze angolari. 

Viaggi
1800-1802
: escursioni botaniche sui monti vicentini, monte Summano, monti Berici, Sette Comuni ecc.
1805: viaggio geo-mineralogico sulle Alpi della Savoia e successivamente, in compagnia di Faujas de Saint-Fond, nel Delfinato, da dove passando per la Provenza raggiungerà la Liguria e Genova.
1806-1808: viaggio mineralogico sul Monte Baldo, quindi in quegli stessi anni, in compagnia del maestro Faujas de Saint-Fond, compie alcune escursioni nel Vicentino alla ricerca di nuove prove circa l’origine ignea delle rocce cristalline. Esplora inoltre il Tirolo meridionale, specialmente le aree sulla riva destra dell’Avisio in Val di Fassa, dove compie numerose osservazioni sulla giacitura delle masse rocciose.
1818: osservazioni litologiche sulle colline vicentine della Bergonza.
1819: studi litologici e stratigrafici in Val di Fassa e di Fiemme (località Canzocoli in corrispondenza dell’abitato di Predazzo). Le osservazioni sono relative ad una vasta area del Tirolo sud-orientale delimitata a nord dalla Val Gardena, a est dalla Cima d’Asta e da Telve Valsugana, a sud dalla Valsugana tra Sella, Caldonazzo e Pergine e ad ovest dai monti di Bresimo.

Letture di approfondimento
BREISLAK S., Sulla giacitura di alcune rocce porfiritiche e granitose osservate nel Tirolo dal sig. conte Marzari Pencati, Imperial Regia Stamperia, Milano 1821.

BREISLAK S., Memoria geognostica letta all’Istituto di Lombardia sulla giacitura di alcune rocce porfiritiche e granitose osservate nel Tirolo dal sig. Conte Marzari Pencati, Imperial Regia Stamperia, Milano 1821.

BREISLAK S., Sulle osservazioni fatte da alcuni cel. Geologi posteriormente a quelle del sig. Conte Marzari Pencati intorno alla giacitura de graniti nel Tirolo Meridionale, Imperial Regia Stamperia, Milano 1824.

MARZARI PENCATI G., Elenco delle piante spontanee fino ad ora osservate nel territorio di Vicenza, Tosi e Nobile, Milano 1802.

MARZARI PENCATI G., Corsa pel bacino del Rodano e per la Liguria d’Occidente divisa in sei sezioni, di cui la principale, cioè quella che diede motivo all’opera contiene l’orittografia del monte Coiron situato dianzi la Provincia Vivarese ora Dipartimento dell’Ardeche, Paroni, Vicenza 1806.Marzari Pencati G., Cenni geologici e litologici sulle province venete e sul Tirolo, Tipografia Parise, Vicenza 1819.

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Moro Antonio Lazzaro
(San Vito al Tagliamento 1687 – ivi 1764)

Nota biografica
Di famiglia modesta, è avviato agli studi ecclesiastici presso il seminario di Portogruaro e nel 1710 viene ordinato sacerdote. Negli anni immediatamente successivi si applica nelle scienze mediche, matematiche, fisiche e naturali, approfondendo discipline quali: anatomia, fisiologia, matematica, meccanica e storia naturale. Dal 1721 svolge attività di insegnante, educatore e direttore di diversi istituti di formazione, venendo nominato anche pievano di Carbolone, incarico che manterrà per il resto della sua vita.

Viaggi
1740
: studio dei fossili marini rinvenuti sui rilievi montuosi compresi tra il Livenza e il Tagliamento.

Letture di approfondimento
MORO A. L., Dé crostacei e degli altri marini corpi che si trovano sù monti, Venezia 1740.

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Moro





Murchison Roderick Impey
(Tarradale, Rosshire, Scozia 1792 – Londra 1871)

Nota biografica
Intraprese, ancora giovane, la carriera militare e, terminato il periodo di addestramento, prestò servizio nell’esercito inglese durante le guerre napoleoniche partecipando, in qualità di ufficiale, alla campagna spagnola dal 1807 al 1814. Con la caduta di Napoleone e la conclusione del conflitto, effettuò diversi viaggi in Europa (1816/1818), interessandosi di arte e antichità. Ritornato a Londra, decise di frequentare le conferenze della Royal Society e i corsi di geologia e litologia presso W. Buckland, avvicinandosi così al “catastrofismo”. Descrisse successivamente le formazioni geologiche del Sussex, della Scozia settentrionale e dell’isola di Arran e, nel 1828, recatosi in compagnia di C. Lyell in Francia, visitò l’Alvernia e l’Italia. L’anno seguente, invece, con A. Sedgwick condusse ricerche stratigrafiche sui versanti delle Alpi austriache e bavaresi, mentre a partire dal 1831 diede inizio allo studio delle formazioni Paleozoiche del Galles meridionale e del Devonshire. Su suggerimento di J. B. E. de Beaumont, propose di elevare a gruppo indipendente il sistema Siluriano, distinto in seguito dal periodo Cambriano con l’individuazione degli strati ordoviciani ad opera di Sedgwick. Il sistema proposto dai due geologi anglosassoni si diffuse rapidamente, venendo adottato nella maggior parte dei paesi europei, nonostante, dopo l’introduzione del Devoniano, cominciassero a manifestarsi le prime critiche e perplessità.
Nel 1840, in compagnia di de Verneuil, Murchison partì alla volta della Russia, restandovi per i due anni successivi. Ivi, basandosi sulle precedenti analisi di D. I. Sokolov e G. P. Helmersen, decise di scindere le formazioni carbonifere dalle sovrastanti rocce, ponendo le premesse per l’introduzione di un ulteriore periodo geologico: il Permiano (nome introdotto da Helmersen e derivante dalla città di Perm, negli Urali). Si completava così l’intera suddivisione cronologica dell’era Paleozoica. Tra  il 1847 e il 1848, visitò nuovamente le Alpi e, nel 1855, fu nominato direttore del Geological Survey of Great Britain, prendendo così il posto di De La Beche. Nel 1852 ebbe la direzione della Royal School of Mines. Fu successivamente insignito dell’ordine di S. Anna e ricevette la Wollaston Medal della Geological Society of London, di cui fu presidente dal 1831. Nel 1866 ricevette il titolo di “Baronetto” e l’Università di Oxford gli conferì la laurea ad honorem.

Viaggi
1828: dopo aver accompagnato Charles Lyell (1797-1871) nel viaggio verso le regioni vulcaniche dell’Italia meridionale, visita, nell’autunno del 1828, le Alpi del Tirolo, al fine di studiarne la litogenesi, e le formazioni terziarie del vicentino, dove si concentra sullo studio delle vulcaniti, descritte nel 1829.
1829: viaggio sulle Alpi Orientali (austriache e bavaresi) in compagnia del geologo inglese Adam Sedgwick (1785-1873). Conduce ricerche di tipo stratigrafico.
1830: osservazioni geologiche in Tirolo, dove vi fece ritorno nel 1847 in compagnia di Leopold von Buch e di Philippe de Verneuil.
 
Letture di approfondimento
MURCHISON R. I., Memoria sulla struttura geologica delle Alpi, degli Appennini e dei Carpazi, Tipografia Granducale, Firenze 1850.

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Murchison

Roderick Impey Murchison
 
Sedgwick

Adam Sedgwick





Napione Galeani Carlo Antonio
(Torino 1757 – ivi 1814)

Nota biografica
Cavaliere luogotenente di artiglieria, è successivamente direttore del Laboratorio di Chimica metallurgica dell’Arsenale di Torino. E’ inoltre autore del primo manuale di mineralogia in lingua italiana: Elementi di mineralogia esposti a norma delle più recenti osservazioni e scoperte.

Viaggi
1780-1783
: Torino, Valle dell’Orco, Val Grande di Lanzo. Ricerca di siti minerari e rilevamenti altimetrici.

Letture di approfondimento
NAPIONE G. C. A., Description minéralogique des montagnes du Canavois, «Mémoire de l’Acàdemie Royale des Sciences», tome I, Torino 1784-1785, pp. 314-374.

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Needham Turberville John
(Londra 1713 – Bruxelles 1781)

Nota biografica
Educato a Douai, Francia, dove venne ordinato sacerdote nel 1732. Già direttore della scuola parrocchiale di Twyford (Winchester), nel 1740 si trasferì a Londra e poi a Parigi, dove, dal 1746, si ritirò nel seminario inglese. Fu il primo sacerdote cattolico ad essere accettato come membro della Royal Society di Londra e, nel 1768, fu membro corrispondente dell’Académie Royale des Sciences. Prese parte alla fondazione dell’Académie Royale des Sciences et Belles Lettres di Bruxelles, diventandone il primo direttore, carica che mantenne fino alla morte. Naturalista e scienziato tra i più affermati del Settecento, si interessò di scienze naturali, biologia, metafisica e religione, noto principalmente per le sue osservazioni al microscopio e per le ricerche riguardanti il fenomeno della generazione spontanea.

Viaggi
1751
: viaggio sulle Alpi occidentali; misurazioni altimetriche di alcuni valichi alpini mediante barometro. In compagnia di Lord Rocheford, percorre la Valle d’Aosta, valicando il passo del Gran San Bernardo, giunge quindi a Torino dal Moncenisio.

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Oriani Barnaba
(Garegnano 1752 – Milano 1832)

Nota biografica
Studia presso i padri Barnabiti del Collegio di S. Alessandro di Milano, entrando a farne parte successivamente e, dopo aver terminato gli studi in filosofia, teologia, matematica e fisica, prende i voti all’età di ventitré anni. Nel 1776, è assunto in qualità di assistente astronomo presso l’Osservatorio Astronomico di Brera a Milano, per diventarne direttore nel 1802. La sua fama cresce soprattutto a partire dal 1785, dando alle stampe uno scritto contenente i calcoli relativi all’orbita di Urano. La notorietà così ottenuta gli garantisce l’ammissione a diverse accademie scientifiche. Con l’istituzione del regime napoleonico, Oriani assume la presidenza della commissione incaricata di regolare il nuovo sistema dei pesi e delle misure (sistema metrico decimale); in questo stesso periodo riceve, inoltre, la nomina di conte e senatore del Regno d’Italia napoleonico. 

Viaggi
1791
: Prealpi lombarde; itinerario: Somma Lombardo, Sasso del Ferro, Laveno, lago Maggiore, colli di Canzo, Sasso Gordona, San Salvatore sopra Lugano, Monte Generoso. Realizzazione del catasto fondiario austriaco con A. de Cesaris e F. Reggio.

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Oriani








Pini Ermenegildo
(Milano 1739 – ivi 1825)

Nota biografica
Terminati gli studi ginnasiali, nel 1756, Carlo Pini veste l’abito talare assumendo il nome di Ermenegildo, mentre l’anno successivo prende i voti come chierico regolare barnabita. Studia di poi teologia a Roma e Napoli e nel 1763 torna a Milano, dove conclude il proprio iter formativo presso le scuole arcimbolde del Liceo S. Alessandro. Nominato nel 1766 docente di Matematica presso la medesima istituzione, ne ottiene successivamente la cattedra di Storia naturale, assumendo anche la curatela delle collezioni naturalistiche del museo annesso, cagione di diversi viaggi. Nel 1782, viene eletto delegato delle miniere, incarico che motiverà diverse escursioni sulle Alpi e Prealpi lombarde. È però nella Milano napoleonica che il prestigio di Padre Pini cresce, conserva infatti l’incarico di delegato delle miniere e, nel 1801, viene eletto deputato dei Comizi di Lione, assemblea col compito di approvare la costituzione della nuova Repubblica Italiana. Il ruolo così rivestito gli consentirà di essere membro del Collegio dei Dotti, tra le principali istituzioni previste dalla nuova legislatura. Anche durante la Restaurazione, Pini continua a godere della fiducia del governo, mantenendo il ruolo di figura di riferimento nel campo delle questioni minerarie e naturalistiche. Dopo un’intensa attività politica e scientifica, nel 1812, decide di ritirarsi nell’insegnamento.






Pini


Viaggi
1778
: viaggio mineralogico sulle Alpi e Prealpi occidentali: Milano, Valsesia, pendici del Monte Rosa, Alagna, Biella, Ivrea, Aosta, Courmayeur, passo Piccolo San Bernardo, Chamonix, Ginevra, percorre il Vallese fino a Briga, Sempione, Valle Antigorio, Domodossola, Valle Anzasca, Milano.
1779: Prealpi lombarde; itinerario: Monte Legnone, Val Cavargna, Varesotto (Monte Sette Termini). Viaggio compiuto in compagnia di Marsilio Landriani (Milano 1751 - Vienna 1815, fisico) e Pietro Moscati (Milano 1739 - 1824, medico). Studio di fisiologia animale sul sistema circolatorio e sul morso delle vipere. Analisi della salubrità dell’aria montana e delle proprietà terapeutiche delle acque minerali. Osservazioni botaniche e rilevamenti altimetrici.
1779: escursione litologica sui monti di Baveno. Osservazioni sopra il granito.
1780-1781: effettua diverse escursioni sui monti della Lombardia austriaca.
1781: escursioni mineralogiche sul San Gottardo.
1782: osservazioni mineralogiche in Valsassina e Bellaggio.
1784: viaggio mineralogico in Stiria. Studio delle tecniche di estrazione mineraria.
1785: Prealpi lombarde, escursione presso il lago Annone. Compie ricerche sulle proprietà caloriche della torba e di altri combustibili fossili.
1790: viaggio geo-litologico sulle Prealpi lombarde. Concentra molte delle sue escavazioni nelle valli del Varesotto, dove si era ipotizzata un’antica attività vulcanica, specialmente in Valtravaglia,Valcuvia e Valganna. Le località dove vengono effettuati i campionamenti sono: Grantola, Campaccio e Pianazzo. Il naturalista lombardo, però, non riconoscerà alcuna evidenza di attività vulcanica estinta, entrando così in polemica con Louis Benjamin Fleuriau de Bellevue(1761-1852), giovane naturalista francese e allievo di Dolomieu, che in quello stesso anno aveva visitato la medesima regione individuando, tra Cunardo e Fabiasco (monte Cuco e monte Castelvecchio), antichi crateri.

Letture di approfondimento
PINI E., Osservazioni mineralogiche sulla montagna del San Gottardo, «Opuscoli scelti sulle scienze e sulle arti», tomo IV, Milano 1781, pp. 289-315.

PINI E., Di alcuni fossili singolari della Lombardia austriaca e di altre parti dell’Italia. Memoria nella quale trattasi anche di un vulcano supposto nella Lombardia medesima, Marelli, Milano 1790.Rovida C., Elogio di Ermenegildo Pini, Truffi, Milano 1832.

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Pollini Ciro
(Verona 1772 – ivi 1832)

Nota biografica
Naturalista veronese, personalità dai vasti interessi scientifici, si occupò ripetutamente della zona del Baldo, del Garda veronese e trentino e dei monti Lessini. Nel 1816, diede alle stampe il Viaggio al lago di Garda e al monte Baldo, dove, oltre a descrivere i risultati delle sue erborizzazioni, forniva interessanti indicazioni sulla natura litologica dei versanti ad est del Garda, sui reperti paleontologici e sulle acque minerali della zona, rilevando inoltre possibili tracce di magmatismo, nonostante si rifiutasse di prendere una posizione definitiva nella disputa riguardante la litogenesi dei trappi. Il testo di Pollini sollevò aspre critiche, quali quelle del naturalista Giovanni Serafino Volta (Verona 1754-1842), deciso assertore delle idee nettuniste.

Viaggi
Dal 1810 al 1816
: compie diverse escursioni geo-naturalistiche sul Baldo e nei pressi del Garda veronese e trentino. Visita, anche, i Monti Lessini.

Letture di approfondimento
POLLINI C., Viaggio al lago di Garda e al monte Baldo, Mainardi, Verona 1816. Pollini C., Lettera geologica inedita sui monti veronesi, del dottor Ciro Pollini al chiarissimo sig. ab. Pietro Maraschini, «Biblioteca Italiana», 10, tomo 38, pp. 353-377.

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Reggio Francesco
(Genova 1749 – Milano 1804)

Nota biografica
Appartenente all’ordine dei Gesuiti, svolge attività di astronomo presso l’Osservatorio Astronomico di Brera, condividendo così la carriera scientifica con De Cesaris e Oriani. Partecipa concretamente alle campagne per la stesura della carta topografica della Lombardia, sarà infatti un’infezione contratta durante i rilievi topografici in Val d’Ossola a causare la sua morte.

Viaggi
1791
: Prealpi lombarde; itinerario: Somma Lombardo, Sasso del Ferro, Laveno, lago Maggiore, colli di Canzo, Sasso Gordona, San Salvatore sopra Lugano, Monte Generoso. Realizzazione del catasto fondiario austriaco con Angelo de Cesaris e Barnaba Oriani.

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Robilant Nicolis Spirito Benedetto de
(Torino 1724 – ivi 1801)

Nota biografica
Di nobile famiglia, è avvitato alla carriera militare, entrerà infatti nell’esercito dei Savoia diventandone in breve tempo capitano. Nel 1742, è nel Corpo Reale di Artiglieria e, nel 1749, su ordine di Carlo Emanuele III, parte alla volta dell’Europa centrale al fine di studiarne le attività metallurgiche e minerarie. Tornato in patria, nel 1752, viene nominato ispettore generale delle miniere, incarico in relazione al quale realizzerà diversi viaggi sulle Alpi e sugli Appennini. Dal 1762 al 1769, dirige la Scuola di Metallurgia ed è fra i promotori del Laboratorio di Chimica di Torino. Negli anni successivi sarà, inoltre, eletto membro dell’Accademia delle Scienze di Torino e dell’Accademia Reale di Agricoltura

Viaggi
1749-1751
: viaggio effettuato in Valsesia e sui versanti del Monte Rosa al fine di descriverne il patrimonio boschivo in relazione alle attività minerarie.
1764: ascesa al Monte Rosa. Partenza da Alagna, quindi Alpe Faller e Alpe Vigna (prime considerazioni sul Cervino). L’ascesa è, in realtà, realizzata dall’allievo Francesco Graffion. Vengono eseguite misurazioni altimetriche.
1784: viaggio alle Alpi occidentali. Relazione sui siti minerari del Regno Sabaudo.

Letture di approfondimento
ROBILANT NICOLIS DE S. B., Essai géographique suivi d’une topographie souteraine, minéralogique, e d’une docimasie des Etats de S. M. en terre ferme, «Mémoire de l’Accadémie des sciences de Turin», S. I. , tome I, Imprimeur libraire de l’Accademie, Torino 1784-1785, pp. 191-304.

ROBILANT NICOLIS DE S. B., Description particuliére du Duché d’Aosta sui vie d’un essai sur duex minieres des anciens Romains et d’une supplement à la theorie des montagnes et des mines, «Mémoire de l’Accadémie des sciences de Turin», tome IV, Imprimeur libraire de l’Accademie, Torino 1786-87, pp. 245-274.

ROBILANT NICOLIS DE S. B., De l’utilité et de l’importance des voyages, et des courses dans son propre pays, Torino 1790.

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Sangiorgio Paolo
(Milano 1748 – ivi 1816)

Nota biografica
Figlio del farmacista Gian Ambrogio Sangiorgio, segue la professione del padre e, successivamente, viene nominato docente di Botanica, Chimica e Agricoltura presso i licei milanesi di Brera e S. Alessandro. Con l’avvento del regime napoleonico ricopre diverse cariche pubbliche.

Viaggi
1770
: viaggio mineralogico in Valsassina - triangolo lariano (Corni di Canzo). Considerazioni sulla salvaguardia dei boschi e censimento minerario.

Letture di approfondimento
FERRAZZA M., Il Grand Tour alla rovescia. Illuministi italiani alla scoperta delle Alpi, CDA & Vivalda, Torino 2003.

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Saussure Horace Bénédict de
(Ginevra 1740 – ivi 1799)

Note biografiche
Figlio di S. Nicolas de Saussure agronomo e botanico, fu docente all’Accademia di Ginevra dal 1762, interessandosi soprattutto di geologia e flora alpina. Si spinse con J. Balmat sulla vetta del Monte Bianco (1787) e, successivamente, sul Monte Rosa e sul Piccolo Cervino (1789-1792). In relazione alla sua immensa attività scientifica e naturalistica ideò apparecchi meteorologici, tra cui un igrometro a cappello (igrometro di Saussure), un diafanometro e un elettrometro. Nel 1887, fu eretto un monumento in suo onore a Chamonix Mont-Blanc.

Viaggi
1771: visita alla grotte di Caprino presso Lugano. Esame sulle modalità di formazione delle grotte e rilevamenti relativi alla temperatura interna del globo terrestre.
1773: viaggio geologico in Trentino e Tirolo.
1777: seconda visita alle grotte di Caprino presso Lugano. Ulteriori analisi circa la temperatura interna del globo.
1787: viaggio alle Alpi. Ascesa al Monte Bianco.
1789-1792: esplorazione del Monte Rosa e del Piccolo Cervino.

Letture di approfondimento
SAUSSURE H. B. de, Voyages dans les Alpes, Neuchâtel - Genève, 1779-1796, 4 voll.

SAUSSURE H. B. de, Viaggi intorno al Monte Rosa, Fondazione Enrico Monti, Anzola d’Ossola 1989.

SAUSSURE H. B. de, Viaggi nelle Alpi. Passo del Gries e Monte Rosa, Fondazione Enrico Monti, Anzola d’Ossola 2000.

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Saussure
Séguier Jean-François
(Nîmes 1703 – ivi 1784)

Nota biografica
Di famiglia borghese, studiò presso il collegio dei gesuiti, dove acquisì una buona conoscenza del latino. Ancora giovane si interessò di botanica e archeologia, nonostante, per volontà paterna, fosse stato indirizzato verso gli studi giuridici presso l’Università di Montpellier; città dove, pur non trascurando lo studio del diritto, coltivò l’originaria passione per la botanica. Terminati gli studi, fece ritorno a Nîmes, dove cedendo alle sollecitazioni paterne, entrò nella magistratura cittadina, ma, nel 1732, l’incontro con S. Maffei, gli permise di partire per un viaggio di studio in Europa, vincendo così definitivamente le resistenze della famiglia. Dopo un soggiorno piuttosto lungo a Parigi, i due viaggiatori visitarono l’Inghilterra, l’Olanda, la Germania, l’Austria dove, a Vienna, Séguier si avvicinò allo studio dell’astronomia e, quindi, l’Italia, dove si dedicò all’archeologia e alla paleontologia. Stabilitosi infine a Verona, città dove risedette per più di vent’anni, si dedicò allo studio dei fossili di Bolca e all’esplorazione delle Prealpi venete, collezionando minerali e piante. Dopo la morte di Maffei (1755), però, decise di fare ritorno nella città natale, portando con sé l’immensa collezione che era riuscito a mettere insieme nei vent’anni di soggiorno italiano. Tornato in Francia intrattenne rapporti epistolari con René-Antoine Ferchault de Réaumur e Faujas de Saint-Fond e, nel 1781, fu nominato socio dell’Académie des inscriptions et belles lettres. Morì improvvisamente il primo di settembre del 1784, all’età di 81 anni.
Seguier


Viaggi
1737
: viaggio botanico sulle Prealpi venete. Identificazione di specie vegetali con differenti tempi di fioritura.

Letture di approfondimento
SéGUIR J. F., Plantae veronenses seu Stirpium quae in Agro veronese reperiuntur Methodica synopsis, Typis Seminarii, Verona 1745, 3 voll.

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Spallanzani Lazzaro
(Scandiano 1729 – Pavia 1799)

Nota biografica
Tra i più noti scienziati italiani del Settecento, storicamente considerato uno dei fondatori della moderna biologia, nonostante le sue ricerche abbiano interessato diversi ambiti disciplinari, quali: fisica, chimica, geologia, meteorologia, ecc. All’età di quindici anni entra nel seminario gesuita di Reggio Emilia, dove mostra una forte vivacità intellettuale e una spiccata propensione per gli studi scientifici. Accede successivamente agli studi superiori presso l’Università di Bologna, dove grazie agli incoraggiamenti di Laura Bassi, cugina paterna, e di Antonio Vallisneri junior, docente di Storia naturale presso l’ateneo patavino, approfondisce i sui interessi per le scienze naturali. Terminato l’iter formativo, dal 1755 al 1769, insegna prima a Reggio Emilia e poi a Modena, quindi nel 1769 è nominato titolare della prestigiosa cattedra di Storia naturale dell’Università di Pavia. Alla feconda operosità scientifica associa un’intensa attività di viaggiatore ed esploratore, che lo condusse in numerosi paesi d’Europa e dell’Asia Minore, nonché sulle Alpi e sugli Appennini.

Viaggi
1762: escursione sull’Appennino reggiano, lago Ventasso.
1772: escursione presso l’area del lago di Como. Itinerario: Como, Maltrasio, Monte Generoso, Alpe Squadrina, Val Cavargna, Alpe Ingherina, Cima Rabbi, alta via sui monti di Mesolcina ed esplorazione delle Grigne settentrionali. Raccolta di campioni minerali, esame mineralogico ed idrografico della regione.

Letture di approfondimento
SPALLANZANI L., Due lettere sopra un viaggio nell’Appennino reggiano e al lago del Ventasso, «Nuova raccolta di opuscoli scientifici e filologici», tomo IX, Venezia 1762.

SPALLANZANI L., Viaggio sulle Alpi Lombarde e sui Grigioni, in Le opere di Lazzaro Spallanzani pubblicate sotto gli auspici della Reale Accademia d’Italia, Milano 1932-1938, vol. IV.



Spallanzani

 

 

VACCARI, E. 2000. Spallanzani e le scienze geologiche del Settecento: un percorso interpretativo tra carteggi e diari di viaggio. Pages 293-317 in W. Bernardi and M. Stefani, eds., La sfida della modernità. Atti del Convegno di Studi nel bicentenario della morte di Lazzaro Spallanzani. Olschki, Firenze.

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Sternberg Kaspar Graf von
(Praga 1762 – Brezina 1838)

Nota biografica
Paleontologo e botanico, nel 1782 lasciò il Collegio Germanico di Roma e, tornato in patria, entrò a far parte del Capitolo del duomo di Ratisbona, ricevendo in seguito la nomina di Consigliere Aulico delle Foreste. Si interessò di botanica, fisica e craniologia, fu presidente a Ratisbona di una società botanica da lui fondata, istituendo inoltre nella medesima città una cattedra di Botanica e una scuola forestale. Dopo un breve soggiorno a Parigi (1805), si dedicò allo studio delle piante e dei combustibili fossili.

Viaggi
1804
: Valsugana, lago di Garda, Monte Baldo, Ledro, Storo, Val di Non, passo della Mendola, Bolzano, Valle di Fassa. Viaggio botanico e geologico.

Letture di approfondimento
STERNBERG K. G. von, Reise duruch Tyrol in die ostlichen Provinze Italiens im Frühjahr 1804,Heinrich Friederich August Augustin, Regensburg 1806.

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Sternberg




Strange John
(1732 – 1799)

Nota biografica
Nato in Inghilterra da agiata famiglia, giunse per la prima volta in Italia nel 1757, visitando la Toscana e stringendo importanti contatti con le personalità più in vista del mondo letterario e naturalistico di quella regione. Nel 1771, ritornato in Italia e stabilitosi a Venezia, fu nominato, due anni dopo, ambasciatore del suo paese presso la Serenissima. Nella città lagunare ebbe modo di allacciare fondamentali contatti con alcuni dei più insigni geologi del momento, quali: Giovanni Arduino e Alberto Fortis, naturalisti che influenzarono notevolmente le sue riflessioni sulla natura petrogenetica del basalto. Dopo la morte della moglie, nel 1787  chiese ed ottenne di anticipare il rientro in patria, dove abbandonò progressivamente gli studi geologici.

Viaggi
1775
: studio relativo alla natura dei basalti colonnari dei Colli Euganei.

Letture di approfondimento
STRANGE J., An account of a curious Giant’s Causeway, or a Group of angular Columns, newly discovered in the Euganean Hills, near Padua, in Italy. In a Letter from John strange, Esq. F. R. S. to Sir John Pringle, Bart. P. R. S., «Philosophical Transactions of the Royal Society», v. 65, 1775, pp. 418-424.

STRANGE J., De’ monti colonnari e d’altri fenomeni vulcanici dello Stato Veneto, «Opuscoli scelti sulle scienze e sulle arti», tomo I, Milano 1778, pp. 73-107, pp. 145-177.

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Targioni Tozzetti Giovanni
(Firenze 1712 – ivi 1783)

Nota biografica
Medico di formazione, di fondamentale importanza nell’esercizio della successiva professione scientifica fu l’incontro con Pietro Antonio Micheli - naturalista toscano, noto per l’esplorazione del Monte Amiata e di Radicofani (1733) - che seppe modellare l’orientamento scientifico del giovane Targioni Tozzetti verso le scienze naturali. Fu docente di Botanica a Firenze, città dove esercitò anche la professione medica dilettandosi al contempo di archeologia. Nominato Prefetto della Biblioteca Magliabechiana, fu tra i fondatori dell’Accademia dei Georgofili e della Società Colombaria di Firenze.  

Viaggi
1742-1748
: dal 1742 al 1748, Giovanni Targioni Tozzetti effettuò, su incarico della Società Botanica Fiorentina, tre viaggi naturalistici in Toscana; il primo dei quali fu compiuto nel 1742 e 1743 da Firenze verso Pisa, discendendo la valle dell’Arno, quindi passando per Volterra, le colline metallifere, Massa Marittima e la Maremma. Durante il secondo viaggio visitò invece Lucca, la valle del Serchio, Barga, la Garfagnana, le Apuane fino a Serravezza e Pietrasanta, mentre nel 1747 e 1748, realizzò alcune escursioni al fine di completare le osservazioni precedentemente compiute sui versanti delle colline metallifere. Dopo il 1748, Targioni Tozzetti non effettuò più alcun viaggio naturalistico, limitando la sua attività di medico e scienziato nella capitale del Granducato.


Targioni Tozzetti
Letture di approfondimento
ARRIGONI T., Uno scienziato nella Toscana del Settecento. Giovanni Targioni Tozzetti, Edizioni Gonnelli, Firenze 1987.

TARGIONI TOZZETTI G., Prodromo della Corografia e della Topografia fisica della Toscana, Nella Stamperia Imperiale, Firenze 1754.

TARGIONI TOZZETTI G., Relazioni d’alcuni viaggi fatti in diverse parti della Toscana, Nella Stamperia Imperiale, Firenze 1751-1754, voll. 6 (IIa edizione accresciuta: Cambiagi, Firenze 1768-1779, voll. 12).

TARGIONI TOZZETTI G., Dei monti ignivomi della Toscana e del Vesuvio, in Dei vulcani e monti ignivomi più noti, e distintamente del Vesuvio. Osservazioni fisiche e notizie istoriche di Uomini insigni di varj tempi, raccolte con diligenza, Calderoni e Faina, Livorno 1779, pp. VII-LIX, vol. I.

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Turra Antonio
(Vicenza 1736 – ivi 1797)

Nota biografica
Farmacista e botanico vicentino, nel 1769 sposa Elisabetta Caminer, editrice col padre dell’autorevole periodico “Nuova scelta d’opuscoli scientifici e filologici” (Venezia, 1755-1787). Nello stesso anno succede ad Arduino come segretario dell’Accademia di Agricoltura di Vicenza e, a partire dal 1783, dirige con la moglie il “Nuovo Giornale Enciclopedico”; rivista alla quale collaboreranno, tra gli altri, Alberto Fortis, Antonio Maria Lorgna, il geologo Carlo Dondi dell’Orologio e Lazzaro Spallanzani. In qualità di botanico è autore di diversi lavori, mediante i quali tenterà di introdurre nella comunità scientifica veneta la sistematica linneana. Viene inoltre ricordato per l’incontrato con Goethe a Vicenza nel 1786.

Viaggi
1766
: campagna di esplorazione botanica, durata quattro anni, compiuta sulle pendici del monte Baldo.

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Vallisneri Antonio – senior
(Trassilico 1661 – Padova 1730)

Nota biografica
Compiuti gli studi a Bologna con Marcello Malpighi, viene nominato prima docente di Medicina pratica e teorica allo Studio di Padova, quindi membro della Royal Society, nonché di numerose altre accademie europee. Tra i più insigni naturalisti della prima metà del Settecento, si interessò di entomologia, zoologia, biologia delle piante e anatomia, specialmente in relazione al problema della generazione. Tra i suoi numerosi interessi scientifici figurano anche le scienze della Terra, in relazione alle quali affrontò le tematiche riguardanti l’origine delle sorgenti e la natura dei fossili, oggetto di numerose escursioni sugli Appennini e sulle Alpi.  

Viaggi
1720-1721
: osservazioni paleontologiche sulle Alpi venete.

Letture di approfondimento
VALLISNERI A., De’ corpi marini che su’  monti si trovano, Lovisa, Venezia 1721.

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Vallisneri





Vandelli Domenico
(Padova 1735 – Lisbona 1816)

Nota biografica
Laureatosi in medicina a Padova, decise di non esercitare la professione preferendo, al contrario, proseguire gli studi nelle scienze naturali presso Antonio Vallisneri junior. Dopo aver soggiornato in diverse città d’Italia, nel 1764, si trasferì in Portogallo accettando le cattedre di Storia naturale e Chimica  presso l’Università di Coimbra, dove si dedicò anche allo studio delle piante tropicali provenienti dalle colonie. Fu, inoltre, fondatore a Lisbona del primo orto botanico portoghese. 

Viaggi
1762
: esame botanico e litologico dell'area compresa tra Como e Lecco (Grigne), della Brianza e dei laghi prealpini (Prealpi lombarde). Itinerario: monti lariani, Bellano, Val Varrone, Monte Legnone, Valsassina, Lecco, Val Darengo.

Letture di approfondimento
VANDELLI D., Saggio d’Istoria naturale del Lago di Como, Valsassina e altri luoghi lombardi, Jacabook, Milano 1989.

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Volta Alessandro
(Como 1745 – ivi 1827)

Nota biografica
Rimasto giovanissimo orfano di padre, la sua educazione è affidata allo zio canonico. Nel 1757 frequenta il locale collegio dei gesuiti, quindi entrato in seminario rivelerà forti attitudini  per le scienze naturali e fisiche. Negli anni sessanta del settecento, intesse un’intesa corrispondenza con Giambattista Beccaria, al quale esporrà diverse riflessioni riguardanti l’“elettricismo”. Sarà infatti lo stesso Beccaria a convincerlo nel pubblicare, alla sola età di ventiquattro anni, la sua prima memoria sull’elettricità: De vis attractiva ignis elettrici (1769). Dopo aver condotto gran parte delle sue ricerche al di fuori di qualsiasi istituzione scientifica ufficiale, nel 1775, a trent’anni, Volta riceve la nomina di docente di Chimica sperimentale presso il Ginnasio di Como e, tre anni dopo, di Fisica sperimentale presso l’Università di Pavia; in questi anni tra i suoi interessi figurano anche altri ambiti disciplinari, quali: pneumatica e meteorologia. La fama dello scienziato comasco cresce però con l’invenzione della pila elettrica (1799), strumento che gli varrà diversi attestati di stima e l’ingresso in numerose istituzioni scientifiche. La notorietà raggiunta è tale che Napoleone lo nominerà senatore del Regno d’Italia. Ritiratosi a vita privata nel 1819, muore nel 1827 a Como.







Volta

Viaggi
1777: itinerario - Como, Gottardo, lago di Lucerna, attraversa la Alpi Svizzere. Rilevamenti altimetrici mediante barometro.

Letture di approfondimento
CERMENATI M., Alessandro Volta alpinista. Con un poemetto fin qui inedito, Torino 1899.

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Zannichelli Giovanni Girolamo (Modena 1662 – Venezia 1729)


Nota biografica
Ottenuta la licenza di farmacista nel 1686 a Vicenza, si fa conoscere per l’abilità nel preparare nuovi ed efficaci medicamenti. Dal 1710, effettua diversi viaggi botanici e mineralogici in Veneto, Friuli, Istria e lungo l’Adriatico fino ad Ancona. Dal 1724, compie diverse escursioni sui monti veneti in compagnia di Domenico Stefanelli, sono probabilmente i postumi di una caduta occorsagli sul Cimon del Cavallo la causa della morte nel 1729.

Viaggi
1724-1726
: dal 1724, con Domenico Pietro Stefanelli, compie una serie di escursioni sui monti veneti. Nel luglio 1726, effettua un viaggio botanico, sempre in compagnia di Stefanelli sulle Dolomiti friulane – Cimon del Cavallo.

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Fonti bibliografiche relative alle note biografiche

1. AA. VV., Scienziati e Tecnologi dalle origini al 1875, Arnoldo Mondadori Editore, Milano 1975, 3 v.
2. AA. VV., Dizionario biografico degli Italiani, Istituto dell’Enciclopedia Italiana, Società Grafica Romana, Treccani, Roma.
3. DE TIPALDO E. (a cura di), Biografie degli italiani illustri nelle scienze, lettere ed arti del secolo XVIII e de' contemporanei, Alvisopoli, Venezia 1841.
4. GILLISPIE C. (a cura di), Dictionary of Scientific Biography, Scribner’s Sons, New York 1970, 14 v.

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